A Casa di Lucia | Orbital
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Orbital

 

M’illumino d’Immenso (Ungaretti)

 

Orbital è il romanzo della scrittrice inglese Samantha Harvey, vincitore del Book Prize 2024, edito in Italia dalla NNE lo scorso febbraio.

Breve e intenso, scorrevole e profondo, insolito e universale, il romanzo narra una giornata di 24 ore terrestri, di sei astro cosmo-nauti su una stazione spaziale che compie, in un giorno, sedici volte il giro della Terra, sedici Orbite, “vedranno sedici albe e sedici tramonti, sedici giorni e sedici notti … un giorno fatto di cinque continenti, di autunno e primavera, di ghiacciai e deserti, di natura selvaggia e zone di guerra.”

In alcuni passaggi il romanzo è preciso sulle modalità di funzionamento e organizzazione nella stazione spaziale in Orbita, mai eccessivo da risultare troppo tecnico.

I protagonisti però non sono i sei astronauti, protagonista è la Terra, Madre Terra, vista dai loro occhi, è la Vita, quella sulla Terra, evocata dai loro ricordi.

Per caso, ho letto questo libro sotto il Cielo, dal punto opposto di osservazione rispetto ai 6 astronauti, io dalla Terra, loro dall’Orbita. L’ho letto, sotto le variazioni di luce che la Terra e il Sole regalano, l’alternanza di colori, le mille sfumature della natura, nella sua bellezza, dolcezza, al tempo stesso asprezza.

L’ho letto all’alba sotto il Cielo frizzante che da nero man mano schiarisce, la luce da tenue diventa sempre più intensa; l’ho letto sotto il Cielo caldo, azzurro e brillante di metà giornata; sotto il Cielo cupo, grigio e velato prima della pioggia; sotto il Cielo freddo reso invisibile dalla nebbia; al tramonto, sotto il Cielo dalle mille sfumature di rosso che sembrano incendiarlo mentre lascia il posto ad un Cielo misterioso, scuro e al contempo illuminato dalle migliaia di stelle e, ciclicamente, dalla Luna, la “compagna d’argento”.

La delicatezza con cui l’autrice racconta brevi ma significativi ricordi dei sei astronauti e della Terra vista dallo spazio, fanno paragonare alcuni passaggi del libro a pura Poesia.

La Terra da qui è un Paradiso trabocca di colori un’esplosione di colori pieni di speranza.

Madre Terra … “quella sfera è l’unica cosa che può additare come genitrice. Senza, non c’è vita. Senza quel pianeta non c’è vita. Ovvio.”

Mentre leggi l’ammirazione per la Samantha autrice cresce e ti chiedi come abbia fatto ad immaginare un romanzo così, ispirata probabilmente dalla Terra stessa alla quale dovremo esser tutte/i grate/i, ispirate/i, ed il pensiero non può che portarti ad un’altra Samantha legata allo spazio.

Samantha Cristoforetti, il cui compleanno è stato il 26 Aprile. Astronauta, pilota, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia spaziale europea, e prima donna europea comandante della Stazione spaziale Internazionale. Tra il 2014 – 2015 ha conseguito il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni). Nel settembre 2015 è stata nominata ambasciatrice UNICEF durante un evento organizzato dall’Aeronautica Militare” (fonte: wikipedia).

La frase, quasi un mantra che devono ripetere gli astronauti per evitare di perdere la percezione del giorno e della notte, che viene loro ricordata dalla base è: questa è la mattina di un nuovo giorno … ricordatelo sempre.

A chi ha un sogno, che sia scrivere un romanzo originale, diventare pilota o Astronauta, ma Astronauta Vera, come la Cristoforetti, che ha studiato e lavorato per diventarlo (non per fare uno spot pubblicitario che inquina per aumentare i profitti e l’ego di miliardari senza scrupoli nei confronti della Terra), ricordatevelo sempre: ogni giorno è un giorno nuovo.

“Non sai mai se questa sete di spazio degli umani sia curiosità o ingratitudine oppure direi l’arroganza dell’uomo.”

Ricordiamo tutte/i, anche qui sulla Terra, dove i ritmi sono anche troppo scanditi, che ogni giorno è un nuovo giorno, ogni giorno è una nuova opportunità, di guardare la bellezza, nutrirsi di essa e ridonarla, di migliorare e migliorarsi, di scegliere la Vita, di scegliere di preservare Madre Terra con tutto ciò che ha Creato, non di distruggere o permettere che altri lo facciano restando indifferenti.

“L’umanità non è questa o quella nazione, è un insieme, tutti sempre insieme, qualunque cosa accada”.

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