A Casa di Lucia | La clownterapia come terapia di vita: intervista a clown Monciccì
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La clownterapia come terapia di vita: intervista a clown Monciccì

Un sorriso non costa nulla, ma crea molto.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo può durare per sempre.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non riuscire ad arricchirsi grazie ad esso.
Crea felicità in casa, promuove la benevolenza negli affari,
ed è il segno che contraddistingue gli amici.

Dà riposo a chi è stanco, luce a chi è scoraggiato,
letizia a chi è triste ed è il migliore antidoto della natura contro i problemi.
Tuttavia non lo si può elemosinare, comprare, prestare, né rubare,
poiché non ha valore per nessuno, se non nell’istante in cui viene donato.

Durante il giorno qualcuno che conoscete
forse sarà troppo stanco per donarvi un sorriso,
allora voi donategli il vostro.
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come chi non ne ha da donare”

Kahlil Gibran

 

“La clownterapia aiuta a migliorare l’umore del paziente facilitando la guarigione e alleviando stress e ansia, con ricadute benefiche su familiari e personale sanitario: ecco come funziona”

Conosciamo tutti Patch Adams, il medico col naso rosso reso famoso dall’interpretazione di Robin Williams nell’omonimo film. Fu proprio Adams, negli anni ’70, a inventare ufficialmente la clownterapia. Grazie alla sua intuizione, alle sperimentazioni e agli studi che ne sono seguiti, oggi è diventata pratica diffusa in ospedali, centri di assistenza, cliniche di riabilitazione, scuole e piazze di tutto il mondo. A pochi giorni di distanza dalla Giornata Mondiale della Risata, che si celebra il 4 maggio, incontriamo una volontaria che fa clownterapia da quindici anni. Simona Ciani, clown Monciccì, ha scoperto un altro modo di vivere la vita prodigandosi per gli altri. Ce ne parla in questa intensa intervista.

Ciao Monciccì, quando e come hai scoperto la clownterapia e quali sono stati i passaggi per avvicinarti a questa bellissima arte del dare beneficio con la clownerie e il sorriso a chi vive situazioni di disagio?

Nell’ormai lontano dicembre 2009 per caso un’amica ha visto un volantino di un corso per diventare clown di corsia, mi ha chiesto di accompagnarla all’incontro conoscitivo e ci sono andata ma solo per accompagnare lei, io non mi sentivo assolutamente adeguata e non mi vedevo tutta colorata e squinternata come un clown! Avevo voglia di riprendere a fare volontariato, ma non sapevo cosa. Quella sera Spazzolino (un clown fondatore di VIP Parma e ancora attivo) mi ha contagiato con il suo entusiasmo e ho captato quanto di buono potesse fare la clownterapia! Ci ho provato…e dopo pochissimi mesi ero innamorata di questo modo di vedere la vita a colori e sempre con il pensiero positivo. Oggi Monciccì non è solo in servizio, in allenamento e in tutte le attività VIP, ma è dentro di me 365 giorni all’anno e a volte fa servizio a Simona e prova a ricordarle che esistono i colori sempre anche nelle situazioni che sembrano grigie!

Esistono tante associazioni che si occupano di clownterapia, come sei arrivata alla scelta di Vip Parma?

Come dicevo prima credo che sia stata VIP a scegliere me! VIP acronimo di Viviamo In Positivo è un po’ una scelta di vita, un modo per aiutare gli altri ma usando la “curezza” (meraviglioso termine che amo usare, creato da una clown di Brescia), che è un concetto strambo fatto di leggerezza e cura. Io ho scoperto con gli anni quanto possa essere utile non prendersi troppo sul serio, ma essere in contemporanea assolutamente seri. VIP è una struttura complessa ed una macchina che ha bisogno di essere guidata bene, ma ha due grandi pilastri che per me la rendono la migliore realtà con cui fare clownterapia: la formazione continua e il lavoro di squadra. Il clown VIP non va mai da solo, la forza della squadra rende sicuri anche i componenti. A volte si incontrano fragilità che possono risuonare con le nostre ed essere clown in gruppo applica la curezza anche agli stessi clown.

Per conoscere meglio Vip Parma, raccontaci cinque aneddoti significativi.

Sono ormai nel quindicesimo anno di vita VIP, ne avrei tantissimi di aneddoti e riassumerli è davvero durissima… cinque sono pochissimi, ma ci provo 😊

Primo: Anno 2010 servizio nel reparto geriatrico dell’ospedale di Parma: arriviamo e un signore urlava da ore, gli infermieri erano molto stanchi e ci hanno detto che neanche i farmaci lo calmavano. Io e Malvasia siamo entrate nella stanza, abbiamo cominciato a chiedergli cosa succedesse…lui ha sentito che eravamo sincere e ci ha raccontato che c’erano dei mostri che lo attaccavano; gli abbiamo chiesto dove fossero e abbiamo cominciato a fare karate contro i mostri e ci credevamo per davvero che li stavamo combattendo per proteggerlo; in pochi minuti li abbiamo sconfitti, il signore si è calmato ed ha cominciato a ridere di queste due figure tutte colorate che facevano karate, non li vedeva più e abbiamo cominciato a giocare con lui.

Secondo: ogni anno la federazione di cui facciamo parte (VIP Italia ODV) organizza un raduno nazionale in cui tutti i clown VIP d’Italia si incontrano. È una festa inimmaginabile che ci permette di stare insieme, di partecipare a momenti formativi e di confrontarci anche con clown di altre VIP. Alcuni anni fa abbiamo fatto anche la parata per la città che ci ospitava… 1300 clown che hanno colorato le strade e i visi delle persone che ci incontravano erano molto esplicativi, perché mettiamo allegria anche solo nel guardarci. 

Terzo: Come VIP Parma ogni tanto organizziamo dei fine settimana solo per noi in cui facciamo formazione e attività per creare gruppo, che è la base di ogni buon servizio. Lo scorso gennaio, in una casa in collina nei pressi di Fidenza, abbiamo fatto una gara di cucina. Ogni gruppo con soli 30 euro doveva acquistare tutto il necessario per fare un piatto per 30 persone. Siamo andati tutti in un supermercato a fare la spesa… 25 clown vestiti da clown e con un grembiule fatto ad hoc per la gara… alla fine, come sempre ci capita, abbiamo fatto chiacchiere con tante persone e messo allegria a chi pensava di andare solo a fare la spesa un sabato mattina qualunque. Dopo abbiamo cucinato il nostro pranzo super!

Quarto: Durante il mio ultimo servizio in Psichiatria due settimane fa un signore ha detto: “Grazie, io ho sentito che siete venuti qui per me, oggi non avevo visite e siete arrivati voi a riempirmi la giornata, a farmi capire che non sono solo. Stare con voi aiuta più di tutte le medicine che prendo.”

Quinto: una ragazza quasi diciottenne durante un servizio a scuola, in un momento di difficoltà, mi ha detto: “È bello stare con voi, esistono degli adulti che provano a capirci, ti posso abbracciare?” ; il nostro abbraccio è durato tanto, le sue emozioni erano le mie. 

Ecco, il potere della clownterapia è far allontanare dalla malattia e vedere il mondo con la fantasia, vivere il qui ed ora e le emozioni con cura e amorevolezza.

Comunque, vorrei raccontarne altre 100 ma non posso…😊

In quali contesti opera attualmente l’associazione?

Attualmente VIP Parma opera presso:

  1.  Ospedale Maggiore di Parma nei reparti di Geriatria, Oncologia e Day Hospital oncologico.
  2. Ospedale Maria Luigia di Monticelli nel reparto di Psichiatria (per un anno abbiamo fatto servizio anche nel reparto per i Disturbi Alimentari).
  3. Ospedale di Fidenza nel reparto di Psichiatria.
  4. RSA Parma e Provincia
  5. Scuole elementari, medie e superiori di Parma e Provincia
  6. Casa-famiglia 
  7. Feste con altre associazioni in modo sporadico come sostegno ad esse

 

Ogni anno, nel mese di maggio, ha luogo la Gnr, Giornata del Naso Rosso, in tutte le piazze d’Italia, come unica giornata in cui poter raccogliere fondi per l’Associazione. Come si svolge?

Circa 40 clown invadono di solito Piazza Garibaldi e le vie limitrofe. In piazza ci sono postazioni per accogliere i visitatori:

  • Una postazione dedicata al settore informazione della nostra associazione,  in cui vengono esposti anche alcuni oggetti che doniamo dietro offerta personale.
  • Una seconda postazione particolarmente colorata in cui dei Clown  truccheranno/tatueranno tutti i bambini che lo vorranno. Nello stessa alterniamo al truccabimbi laboratori per bambini
  • Una terza postazione dove è presente tutta la documentazione e le foto a supporto che raccontano le nostre “Missioni” in tutto mondo e i nostri servizi nelle strutture, e dove saranno raccontate meravigliose favole ai bambini tramite utilizzo del kamishibai. 

I clown intrattengono in piazza i bambini e tutti gli adulti ancora capaci di giocare con varie attività come: sculture con palloncini, giochi di magia, bolle di sapone, giochi clown, giochi di un tempo e bans. In particolare, tra i giochi proposti:

  1. Bowling clownesco (i clown saranno I birilli)
  2. Tris a squadre (i clown saranno le pedine)
  3. Memory gigante
  4. Giochi con Paracadute

 

Molte volte sono trapelate notizie di finti clown che si spacciano per associati. Come si fa a riconoscere la reale appartenenza alla vostra associazione?

In generale i clown VIP in tutta Italia non raccolgono fondi porta a porta. L’unica Giornata nazionale di raccolta fondi è la GNR, poi localmente possono esserci altri eventi, ma sono pochi e comunque i clown VIP sono identificabili dal camice bianco con il colletto e i bottoni rossi e le maniche una a strisce bianche e verdi ed una a strisce bianche e gialle.

Leggendo la vostra storia ho scoperto che avete organizzato anche missioni all’estero, ce ne parli? Nei hai vissuta qualcuna?

Una delle attività storiche di VIP Italia sono le missioni/progetti all’estero, periodi di servizio in Paesi esteri in cui portiamo la clownterapia e il nostro essere VIP. Negli anni da alcune di queste realtà sono nate anche delle VIP estere, ricordo il Ghana e il clown VIP Auagagana, che sono anche venuti a trovarci in Italia ad un raduno. Da Parma noi abbiamo fatto partire 3 missioni/progetti: la Sierra Leone nel 2013, il Perù nel 2018 (ancora attiva come missione), e il progetto Gornja nel 2013 in Croazia (anch’esso ancora attivo).

Io son partita otto volte per Gornja, il mio progetto del cuore ancora oggi, anche se non ci vado da quando sono diventata mamma. Lo sostengo a distanza aiutando i gruppi in partenza. In questo progetto si fa servizio continuativo per otto giorni in un ospedale per malattie genetiche nei pressi di Zagabria. L’ospedale è ubicato in un castello del ‘600 immerso in un bosco di castagni. Gli ospiti del castello sono bambini e giovani adulti con disabilità gravi (i miei amati stortarelli): con loro si è clown delicati, infatti con piccoli oggetti, suoni, luci, contatto si riesce a creare un modo di accoglienza e amore e si scoprono, in quei corpicini non proprio dritti, anime bellissime e emozioni e voglia di vivere immensa. È un servizio immersivo perché si sta con loro tutto il giorno, si è clown anche quando li si aiuta per i pasti e loro di tutto ciò gioiscono, perché mangiare con il sorriso aiuta anche ad assimilare correttamente.

È difficile raccontare cosa lascino le missioni/progetti perché sono servizi 24/24 ore per un minimo di otto giorni, sono esperienze immersive in cui vivi il tuo clown in ogni istante e lo fai con un gruppo di clown di tutta Italia con cui hai costruito l’esperienza… ecco, quel gruppo diventa la tua famiglia: anche dopo anni il legame che hai creato non si rompe. Reputo proprio questo uno dei più grandi regali delle mie esperienze, l’aver trovato degli amici veri in giro per l’Italia e sapere che ci sono e ci saranno sempre.

Il tuo nome Clown è Monciccì, che io associo ad una scimmietta che andava di moda come pupazzo negli anni Ottanta. Deve avere un significato particolare per averlo scelto

Esattamente! Quella scimmietta era il mio gioco preferito da bambina e ne conservo ancora uno. Pochi mesi prima di fare il corso base, degli amici in vacanza mi hanno iniziato a chiamare così perché ho i capelli ricci e una testa come Monciccì… io mi ci sono sentita subito bene e quando ho fatto il corso base ed ho scoperto che nessuno aveva già questo nome, ho capito che era il mio. Sì, perché abbiamo un registro VIP Italia con tutti i nomi clown ed ogni nome è unico, non troverai un’altra Monciccì… anche questo è significativo di come crediamo nella bellezza e nell’unicità di ciascun essere umano. Da 15 anni sono Monciccì ed è il nome che ho scelto io e rappresenta una parte di me molto particolare e felice.

Che ricordo hai del primo servizio che hai svolto?

Ero molto spaventata, non sapevo cosa avrei fatto, eravamo in geriatria e lungodegenza post traumatica… ero con dei clown vintage molto accoglienti e ne ho un ricordo molto bello, soprattutto di un episodio: in una stanza con un paziente in coma ho notato che la moglie mi guardava e abbozzava un sorriso e, seppur timorosa, mi sono avvicinata a lei, mi aveva scelta. Ha voluto fare due passi con me in corridoio e mi ha raccontato la loro storia e poi mi ha ringraziata con un lunghissimo abbraccio. Ecco, a volte fare il clown è anche solo esserci ed ascoltare. 

La vita da clown in cosa ti ha cambiata?

Ho imparato a smussare le mie rigidità, ho scoperto di avere una grande fantasia e di amare enormemente il genere umano e mi son permessa di non essere perfetta e sempre sul pezzo.

Guardando indietro al tuo percorso clown, c’è qualcosa che rifaresti o qualcosa che faresti diversamente?

Sono stati 15 anni intensi e che rifarei in toto, anche in alcune cose che non ho fatto bene, perché mi hanno permesso di imparare e migliorare ogni giorno.

Rispetto alla tua quotidianità, la clownterapia cosa rappresenta?

La mia quotidianità 😊!  Come la mia famiglia e il mio lavoro, VIP è presente in ogni mia giornata. Sono da molto nel Consiglio Direttivo dell’associazione, sono referente di alcuni servizi e membro di uno staff nazionale progetti.

Quindi ogni giorno c’è un servizio da preparare, una riunione da fare, dei materiali da allestire, delle mail da scrivere, un allenamento a cui partecipare. Insomma, ogni giorno faccio qualcosa per Vip e questo mi rende felice perché, come dicevo prima, affinché il servizio ci sia e funzioni, tutta l’organizzazione deve funzionare.

La terapia del sorriso ha un padre fondatore straordinario: Patch Adams

Hai avuto la possibilità di incontrarlo (ed io con te). Che ricordo hai di quella giornata?

Uso un solo termine: Serenità. Ho incontrato Patch due volte e ogni volta la cosa che mi ha colpito è la serenità e la naturalezza… il clown è clown quando è se stesso. Con gli anni, infatti, Monciccì è sempre con meno oggetti, meno trucco, molta fantasia e presenza. Ormai sul mio viso metto solo il naso clown, faccio i miei codini e metto i miei vestiti colorati e posso fare servizio anche così, improvvisando e vivendo le situazioni nel qui ed ora. Ecco questo mi è rimasto dagli incontri con Patch.

Il 4 maggio ricorre la Giornata mondiale della risata: se dovessi descriverla ad un bambino come la racconteresti?

La risata è quel rumore del cuore quando fa le capriole perché è felice. Se vuoi imparare a vederla, oltre che a sentirla, guarda gli occhi degli altri bambini e, se li vedrai brillare, avrai visto la vera risata.

Stiamo attraversando un periodo storico molto complicato, spesso si è diffidenti verso il prossimo e altrettanto spesso ci si dimentica il valore di un sorriso. Se potessi costruire un vademecum da regalare alle persone per ritrovare un po’ di sana spensieratezza e leggerezza cosa ci inseriresti?

  • Sapere che in ogni essere umano è presente una componente positiva, diamogli la possibilità di esprimerla
  • Fare la stessa cosa con noi stessi
  • Ricominciare a giocare anche solo cinque minuti al giorno: sembrerà strano all’inizio, ma il risultato è garantito
  • Eliminare ciò che sappiamo essere nocivo, il mondo cambia se cambiamo noi 
  • Fare azioni positive, non attendere sempre siano gli altri ad agire
  • Costruire sogni e poi, con piccoli progetti, farli diventare realtà
  • Volersi bene, ma in modo positivo senza egoismi, questo porterà a voler bene agli altri

 

Ringraziandoti per questa meravigliosa intervista ti chiedo un’ultima cosa: raccontaci che cosa è il sorriso per te e se esiste una persona che ti ha insegnato a non perderlo mai, neanche nel periodo di maggiore sconforto.

Difficile dire cosa sia il sorriso per me, oggi è un modo di vivere, un’àncora di salvezza; nei momenti bui il suo ricordo mi dà la forza, perché quando lo vivi davvero non te ne dimentichi e sai che puoi farcela a farlo tornare nella tua vita. 

In questi 15 anni sono tante le persone che mi hanno insegnato pezzettini del mio sorriso… ma la più importante, quella che non perderò mai più, è mio figlio. Un bambino con una ancora non chiarissima malattia rara, vissuto in un istituto fino a che non lo abbiamo “trovato”, come dice lui, quando aveva quasi 4 anni, con una serie di difficoltà legate alla sua neurodivergenza, che però non smette mai di ridere e di provarci. Il suo sorriso e la sua resilienza lo stanno portando a fare tante tante conquiste: sono l’esempio più grande della mia vita! Senza VIP neanche lui ci sarebbe, prima di tutto perché il suo papà l’ho conosciuto in VIP ormai 15 anni fa, e poi perché se io sono diventata la sua mamma, tantissimo lo devo alla crescita che VIP mi ha permesso di fare come persona.

 

Le parole di Monciccì sono state un sorriso da custodire sempre, come una piccola formula magica capace di ricordarci chi siamo, perché la vita è preziosa e dobbiamo ricordarci quanto sia importante sforzarci di affrontare i giorni bui per ritrovare il sorriso.

 



× Ciao!