A Casa di Lucia | NOTE DI MADRE
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NOTE DI MADRE

“Viva la mamma,

viva le regole e le

buone maniere

quelle che non ho mai

saputo imparare

forse per colpa del rock…”

canta Edoardo Bennato e, con il suo stile inconfondibile, rende omaggio alla mamma giocando con i luoghi comuni e le verità senza tempo legate al ruolo materno nella società italiana. 

La maternità è una delle esperienze più profonde per una persona, e la musica ha il potere unico di trasmetterne l’intensità. Dal pop al rock, nella musica classica, nel rap e persino nel metal, la madre viene spesso rappresentata come simbolo di amore incondizionato, un rifugio nei momenti di dolore o una guida silenziosa e custode dei ricordi più intimi. 

Ecco una panoramica dei principali modi in cui gli artisti hanno sottolineato la figura materna nella creazione della loro musica:

  1. Mamma come simbolo di amore incondizionato

La figura materna in Mother Love di Freddie Mercury (Queen) è evocata come simbolo di conforto, sicurezza e pace. In questo pezzo affronta il suo disagio psicologico e tratta di come tutto ciò di cui avrebbe bisogno sarebbe la dolcezza e l’amore che può dare solo una madre.

Anche la musica classica non è rimasta indifferente al tema. Le ninne nanne di Brahms o di Mozart, tra le più conosciute, sono melodie dolci e rassicuranti che riflettono l’amore materno nella sua forma più pura. Alcuni compositori, come Gustav Mahler, hanno dedicato intere sinfonie al tema della famiglia e della maternità, rendendo eterno attraverso l’orchestra ciò che spesso non si riesce a dire a parole.

  1. Madre guerriera e resiliente

Un’immagine potente che simboleggia l’intimità e il legame profondo tra madre e figlio è quella della copertina del singolo Ninna Nanna che ritrae Ghali con sua madre. Questa scelta visiva riflette il contenuto del brano, in cui Ghali racconta la sua infanzia difficile e il ruolo fondamentale della madre nel suo percorso di vita. In particolare, il testo “Da una stalla a una stella / Compro una villa alla mamma” esprime la gratitudine del rapper per i sacrifici della madre e il desiderio di offrirle una vita migliore .

Björk spesso ha raccontato sua madre, femminista e anticonformista. In Mother Heroic la mamma diventa un archetipo eroico, spirituale, quasi sciamanico. Con la sua voce eterea e i suoni sperimentali, Björk eleva la madre a guida spirituale che sfugge alle definizioni tradizionali.

  1. Riflessione su conflitti o assenze materne

Molti artisti hanno scritto canzoni per madri scomparse, cercando nella musica un modo per superare il lutto o mantenere vivo il ricordo. Marco Mengoni, nel brano In un giorno qualunque, ha parlato del dolore della perdita in modo delicato ma diretto.

Una madre, però, può rappresentare molte altre cose oltre al conforto: talvolta incarna anche l’oppressione. I figli possono nutrire, infatti, risentimento nei suoi confronti per motivi profondi e complessi. Non è affatto detto che tutti gli artisti abbiano vissuto un’infanzia felice — al contrario, in molti casi il disagio legato alla figura materna può essere intenso e duraturo.

Eminem non ha mai nascosto il rapporto difficile con sua madre, Debbie Mathers, e in Cleaning Out My Closet, brano del 2002, l’attacca duramente. È un pezzo crudo, rabbioso, senza filtri. Lungi dall’essere un’ode, è un’esplosione di frustrazione familiare. Un esempio potente di come anche la delusione e la rabbia verso la madre possano trovare voce nella musica. 

Mother’s gonna make all your nightmares come true.

Mother’s gonna put all her fears into you.

Mother’s gonna keep you right here under her wing.

She won’t let you fly, but she might let you sing.

Cantano i Pink Floyd in Mother, che, nel vasto repertorio della musica dedicata alla figura materna, rappresenta un’eccezione significativa. La canzone esplora il rapporto madre-figlio in modo oscuro, psicologico e profondamente simbolico, non è una dedica affettuosa o nostalgica: è piuttosto un dialogo interiore, in cui il protagonista si confronta con una madre iperprotettiva, quasi oppressiva, che contribuisce alla costruzione di un “muro” emotivo e psicologico attorno al figlio.

Roger Waters ha più volte dichiarato che il personaggio di “Mother” è ispirato anche alla propria madre, che dopo la morte del padre in guerra fu per lui una figura centrale, ma anche dominante. La canzone riflette, quindi, una dinamica familiare personale, ma universale: quella del genitore iperprotettivo che, pur con le migliori intenzioni, contribuisce alla fragilità emotiva del figlio.

“Mother” riflette anche le ansie collettive di un’epoca: la guerra, il controllo sociale, il conformismo, la perdita dell’identità. Tutti questi temi si intrecciano con l’idea di maternità, trasformandola in un simbolo ambivalente: rifugio ma anche prigione. In un panorama musicale in cui la madre è spesso vista come fonte di amore e sicurezza, “Mother” si distingue per la sua crudezza e il suo tono disturbante. Non c’è odio nel brano, ma nemmeno conforto: solo la consapevolezza che l’amore può trasformarsi in ansia, che la protezione può diventare controllo.

Non solo le madri sono celebrate nella musica, ma spesso diventano esse stesse protagoniste dietro al microfono. Tantissime sono le artiste che hanno espresso il loro essere madri, come Laura Pausini, che in Celeste esprime il desiderio, la paura e l’attesa della maternità, Beyoncé in Blu , Adele e Gianna Nannini hanno cantato della maternità come esperienza trasformativa. Le artiste, attraverso la musica, raccontano in prima persona l’esperienza della maternità non solo come dono o gioia, ma anche come trasformazione, fatica, perdita, rinuncia e riscatto. È un auto racconto femminile potente, spesso taciuto altrove. Quando una madre canta l’essere madre, non sta solo raccontando sé stessa: sta anche scrivendo una pagina collettiva, spesso taciuta, su ciò che significa creare, accudire, perdere, cambiare. 

La voce della madre è la prima musica che un essere umano ascolta, ancora prima di nascere. È una melodia che resta nella memoria affettiva per tutta la vita. Ed è proprio la musica che continua a custodire e rivelare la complessità di questo legame originario, che è insieme radice, memoria e destino.

 

Seguendo i link sotto potrete godervi il fil rouge dedicato alla figura della mamma, attraverso un libro dedicato proprio alla ricerca della madre (“Dove non mi hai portata”) e una ricetta che per una delle nostre blogger è legata ad una tradizionale familiare tutta al femminile, il panzerotto:

https://www.acasadilucia.org/2024/05/13/dove-non-mi-hai-portata-di-maria-grazia-calandrone/

https://www.acasadilucia.org/2025/05/09/sua-magnificenza-il-panzerotto-tradizione-e-storia-famigliare/



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