A Casa di Lucia | DIARIO INGLESE: Io, le spiagge inglesi e il mare che non è blu
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DIARIO INGLESE: Io, le spiagge inglesi e il mare che non è blu

Ebbene sì, il mare inglese non è blu quasi mai, forse perché non è mare nel senso mediterraneo del termine ma oceano; e anche se restringendosi tra la costa britannica e quelle danesi e norvegesi lo chiamiamo Mare del Nord, la sua caratteristica rimane oceanica, cioè un colore grigio-verde che regala un po’ di tonalità blu verso sera.

L’oceano è un mare esigente, le coste sono sue e solo sue, ma durante il giorno per circa sei ore, quando è stanco di ascoltare il frastuono di noi esseri umani, lui si ritira laggiù dove c’è solo il suono delle onde, il frusciare del vento e qualche raggio di sole a fargli una devota compagnia.

Per stare il più possibile per conto suo, il mare, si allontana dalla costa per chilometri, quella che noi chiamiamo bassa marea, lasciando alle sue spalle le spiagge di cui finalmente le persone possono godere.

Ma la spiaggia che il mare concede per quelle poche ore non è fatta di sabbia calda e dorata come possiamo immaginare; è, al contrario, sabbia bagnata resa ispida da scogli affioranti coperti di alghe.

Gli inglesi, però, non si scoraggiano e, appena il mare se ne va, loro scendono ad occupare le spiagge a frotte: anziani per la passeggiata di salute, coppie con i bambini che scorrazzano con i piedini resi bluastri dal contatto con la sabbia bagnata e fredda, qualche sportivo in corsa e cani, decine di cani di ogni razza e taglia, che corrono a perdifiato con le orecchie al vento dietro alle palline lanciate dai solerti umani, e perfino un furgoncino che vende ice cream (non gelati, eh, sono due cose diverse) e subito si forma la tipica fila inglese super disciplinata davanti allo sportello dispensatore di dolcezze.

Al riparo, vicino alle mura di contenimento che servono anche da luogo di passeggio, intere famiglie se ne stanno sedute su grandi asciugamani: lì, nel punto più lontano dal mare la sabbia, è un pelo più asciutta e si può stare.

La prima volta che mi sono trovata a passeggiare lungo una spiaggia, nello specifico quella di Scarborough, North Yorkshire, una delle più popolari sul Mare del nord, osservando la distesa di sabbia mi accorgevo che c’era qualcosa che non tornava e, all’inizio della mia osservazione, non riuscivo a dipanare quella sensazione di fuori posto, di qualcosa che era di troppo e qualcos’altro che avrebbe dovuto esserci e invece mancava.

Continuando a camminare e osservare, sono infine riuscita a fare chiarezza nelle mie idee. Cosa c’era di troppo? Il vestiario. Scordatevi bagnanti in bikini e pantaloncini stesi al sole (quale sole?): tutti erano vestiti, le poche coraggiose che avevano scelto un top con spalline lo avevano corredato di sciarpa avvolgente le spalle o, al peggio, di un asciugamano. Dopotutto anch’io indossavo un giaccone e, per dirla tutta, avevo dovuto comprare una felpa sul posto, visto che ero partita da casa baldanzosa: in fondo andavo “al mare” a giugno, quindi al caldo, secondo me (sigh!).

Cosa mancava? Gli ombrelloni. Neanche uno! D’altronde dati i raggi  ritrosi del timido sole, che fai? Ti ripari? Certo che no! Cerchi di acchiapparne il più possibile, almeno con il viso: mica lo sai quando ti ricapiterà l’occasione di incontrarlo.

Al posto degli ombrelloni ci sono i frangivento dietro i quali la gente si accoccola. Già: il vento, sulle coste, è quasi sempre presente e non gradevolmente carezzevole, è teso, obliquo, pronto a sferzarti se non sei stato prudente nel coprirti. Ricordate il motto inglese? “Non esiste cattivo tempo ma solo vestiario inadatto” e loro, gli inglesi, di una giacca impermeabile e una sciarpa sono provvisti, sempre.

Il mare, in tutto questo, dov’è? Oh, lui se ne sta laggiù, lontanissimo, tanto da non sentirne né il rumore né l’odore e, dopotutto, in questo patto silenzioso stretto con la costa, non è previsto che ci si possano fare bagni tra le onde; quando nel tardo pomeriggio si accinge a tornare, lo fa senza esitazioni. La gente lo sa bene, raccoglie gli asciugamani, richiama cani e bambini, il furgoncino chiude lo sportello e se ne va. È tempo di riconsegnare il territorio al suo legittimo proprietario.

In poco tempo le acque con il ritmo costante delle onde a fior di sabbia tornano padrone della spiaggia. Arrivederci a domani.

E se le nuvole sono così generose da lasciar spazio ai raggi del sole per ora morente: il tramonto può essere magico, sul Mare del Nord.

(Nelle foto scattate da me si possono vedere alcune spiagge del Norfolk sulla costa est inglese. In quella con i bambini, come potete vedere, il mare è ancora vicino perché è mattina e ha appena iniziato ad allontanarsi.)

 

Immergetevi con noi nei sapori e nelle atmosfere del mare, seguendo gli articoli di questo fil rouge così evocativo, vi basterà cliccare sui link sotto:

https://www.acasadilucia.org/2023/03/28/oceano-mare-di-alessandro-baricco/

https://www.acasadilucia.org/2023/04/21/sarde-a-beccafico/

 



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