26 Mag “DRACULA” di Bram Stoker
«All’interno c’era un vecchio, alto, sbarbato ma con lunghi baffi bianchi, vestito di nero dalla testa ai piedi: neppure una nota di colore in tutta la sua persona»
Sicuramente avrete letto “Dracula” (altrimenti dovete assolutamente leggerlo!), un romanzo epistolare scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897, ispirato alla figura di Vlad III, principe di Valacchia (tra l’altro uno degli ultimi esempi di romanzi gotici).
5 punti che riassumono la storia di “Dracula”:
– Jonathan Harker viene inviato in Transilvania per curare l’acquisto di una proprietà londinese da parte di un aristocratico del posto, il Conte Dracula.
– Harker viene tenuto prigioniero nel castello di Dracula che in realtà è un vampiro.
– Dracula va in Inghilterra in cerca di nuove vittime.
– Tra le vittime di Dracula c’è Mina, prima fidanzata e poi moglie di Harker.
– Il Dottor Seward, il Professor Van Helsing e Harker riescono a salvare Mina e a uccidere Dracula.
L’inizio del libro è davvero magistrale e bisogna dire che la figura del Conte è sfuggente, sfumata, impalpabile; soltanto nella visita di Jonathan Harker, immobiliare di Londra, al castello del Vampiro nel cuore della Transilvania, appare Dracula in carne ed ossa: lo si ode parlare ed esprimersi, si ammira in maniera tangibile tutta la sua macabra sensualità. Poi improvvisamente scompare! Dracula, nel resto del romanzo, non è altro che un pipistrello che sbatte le ali sui vetri della finestra di Lucy Westenra, un cane che balza dalla stiva del Demeter, della nebbia impalpabile che si infila sotto la porta di Mina Harker. Solo altre due volte apparirà nelle sue vere fattezze e sempre per pochi attimi, prima di scomparire nell’ignoto, nella folla, nel buio.
Stoker, cristiano, dipinge Dracula, il non-morto, come il rappresentante del Male, sempre in lotta con il Bene, rappresentato dal dott. Van Helsing. Non c’è empatia con lui, non c’è giustificazione, non c’è ragione che sopravviva, non c’è tristezza alla sua morte. Lo vediamo solamente attraverso i racconti degli altri personaggi, quindi non conosciamo il suo pensiero o una sua opinione, ma lo vediamo soltanto riflesso in chi lo sta fronteggiando.
Quest’opera di Stocker è considerata uno dei capisaldi della letteratura d’oltre Manica; un’opera che costituisce una tappa obbligatoria per chi ama la letteratura gotica e che, comunque, dovrebbe essere letta da chiunque in qualità di capolavoro classico. Un’opera unica che portò una ventata di novità a quel tempo, tradotta in decine di lingue in continua ristampa ed è stato, pensate, anche il romanzo che ha avuto maggiori trasposizioni cinematografiche ma una cosa è certa: nessun film, neppure il capolavoro di Francis Coppola, può eguagliare la magia, la sensualità, la ricchezza, la bellezza e le sfumature dell’opera originaria. Quindi a tutti non resta che inchinarsi ad un grande autore che, grazie alla sua genialità, è riuscito a creare un personaggio veramente immortale, che spaventerà ed ammalierà ancora molte generazioni.
La genialità di Bram Stoker ha permesso di incarnare le nostre più remote paure nella figura del Conte: la paura del soprannaturale che non riusciamo a capire, la paura del diverso, la paura della vita, la paura della morte e dell’abbandono… Dracula è la sintesi di tutto ciò che la società considera immorale e lontano dalla purità della fede, ma che esercita su ogni essere umano un fascino implacabile, come quello del Conte nei confronti delle sue vittime che pur sapendo cosa stava accadendo non osavano ribellarsi alla sensuale richiesta di Dracula, come se egli fosse un maestro del quale appagare i più reconditi desideri.
Ma chi era veramente Dracula? Vlad III “Tepes” era il Principe della Valacchia. Nacque nel 1431 a Sighisoara in Transilvania. All’età di sei anni fu catturato dai Turchi, che erano in guerra con il padre: questo periodo di prigionia fu determinante per lo sviluppo del suo carattere crudele e perverso. Nel 1448, all’età di diciassette anni, inspiegabilmente riuscì a scappare dalle inespugnabili mura Turche e questo fu il primo episodio a conferirgli un alone di mistero. Secondo alcuni racconti, Vlad nei periodi di prigionia sarebbe entrato in contatto con il Diavolo, ottenendo libertà e poteri in cambio della sua anima. Dal 1456 fino al 1462 divenne principe di Valacchia, dominando e governando con terrore e rendendosi protagonista di eventi di crudeltà inenarrabili: fu proprio in questo periodo che prese l’appellativo di “Tepes”, grazie alla sua tortura preferita, cioè impalare le persone. Vlad III morì nel 1476 e le circostanze della sua morte non furono molto chiare. Dopo la sua morte il corpo fu seppellito nel Monastero dell’isola di Snagov; gli abitanti dell’isola, terrorizzati, sostennero con forza ed insistenza che la presenza di Vlad III infestasse l’isola, così i monaci del Monastero decisero di aprire la tomba. Quello che si mostrò ai loro occhi fu di grande stupore: la tomba era vuota!!!!
Ci sono varie supposizioni sulla vera tomba di Dracula ma di questo vi parlerò in un prossimo articolo.