A Casa di Lucia | DUNKERQUE TRA PASSATO E PRESENTE
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DUNKERQUE TRA PASSATO E PRESENTE

Dunkerque è la città più settentrionale della Francia. Si trova su una striscia di costa lunga una trentina di chilometri tra il Pas De Calais (dove inizia il Canale della Manica) e le magnifiche Fiandre. Una delle poche città francesi sorprendentemente illuminata dal sole tutto l’anno e che ha il terzo porto più grande della Francia, dopo quelli di Le Havre e Marsiglia.

Il nome Dunkerque deriva dalla lingua olandese e significa “Chiesa delle Dune”.

La città è famosa per l’evacuazione avvenuta nella Seconda Guerra Mondiale, quando, durante loperazione Dynamo e nell’arco di otto giorni, una flotta della marina britannica, canadese e francese con 900 navi civili, evacuarono 338.000 soldati britannici e francesi che erano stati circondati a terra dagli eserciti tedeschi.

Il ritiro fu visto come “il miracolo di Dunkerque”. Quel salvataggio di soldati, che il popolo britannico riteneva perduti a causa della cattura o dell’uccisione, diede una spinta morale tanto necessaria. Ancora oggi i politici britannici invocano lo “spirito di Dunkerque” nel caso di crisi nazionale.

Gli avvenimenti storici sono stati proposti dal regista Christopher Nolan con il suol film Dunkirk premiato con tre Oscar (miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro). Le scene sono state girate interamente nella città di Dunkerque e in particolare nella spiaggia della città, la Plage de Malo-les-Bains, lunga ben quattro chilometri. Camminare sul lungomare e affondare i piedi in quella sabbia chiara e fine, con la mente che cerca di immaginare quei drammatici momenti, è un’esperienza decisamente suggestiva. Qui si trova un memoriale che ricorda gli avvenimenti legati all’evacuazione più celebre della Seconda Guerra Mondiale e soprattutto coloro che caddero in quei drammatici giorni. Verso il centro città si trova il Musée Dunkerque 190 – Opération Dynamo  riaperto nl 2017, uno spazio espositivo che racconta questo stralcio di storia con fotografie, cimeli e plastici, utilizzati dalla produzione cinematografica per ricostruire le vicende narrate nel film e le ambientazioni d’epoca.

Oggi la città di Dunkerque si mostra ai viaggiatori con aspetti completamente diversi mettendo in rilevanza le sue bellezze e tradizioni.

Già verso la fine del XIX secolo gli artisti parigini scelsero Dunkerque come residenza per le vacanze per i benefici del mare. Victor Hugo lasciò Parigi per trasferirsi sulla costa di Dunkerque, dove l’aria salubre si coniugava perfettamente con gli svaghi proposti dalla città. I parigini intellettuali a caccia di talassoterapia chiesero agli architetti più in voga del secolo di progettare gli chalet per le loro vacanze. Oggi possiamo ammirare quelle splendide dimore che conservano tutto il loro fascino, ben 2700 ville realizzate tra il 1890 e il 1920 sulla Promenade Malouine. In quegli anni il lungomare era la passerella preferita dalle signore per sfoggiare abiti, cappelli e ombrellini.

Tra le cose da vedere nel centro storico della città va sicuramente indicata anche la “Tour de Leughenaer” (la Torre dei Bugiardi) caratterizzata da quattro piccoli orologi incastonati al centro delle robuste pareti.

Una delle attività consigliate durante un soggiorno in città viene chiamata “fare la diga”, cioè camminare sulla spiaggia, arrampicandosi sulle dune che costituiscono un ecosistema unico in Francia. Questo percorso fa parte del Grand Site delle Dunes de Flandre, 15 chilometri di sabbia che fanno da merletto a un sistema di splendidi spazi naturali.

Dunkerque sa allietare anche i palati di chi vuole scoprirla con il suo cibo locale: un’interessante fusione tra cucina tradizionale fiamminga e frutti di mare. Da provare “le coq a la bière” (pollo alla birra), un piatto tipico della cucina fiamminga ben proposto da tanti ristoranti in città. Inoltre bisogna assaggiare il podingue, il pudding tipico di Dunkerque facile da preparare e poco costoso.

Sicuramente mi è doveroso segnalare un grande evento annuale della città: il Carnevale di Dunkerque. Pensate: inizia subito dopo l’Epifania, il 7 gennaio, e dura per oltre due mesi. In quei giorni le strade del centro sono stracolme di feste, musica e balli. La tradizione risale all’inizio del XVII secolo quando i marinai che partivano per andare a pescare i merluzzi nel mare d’Islanda, temendo di non fare ritorno, prima di lasciare casa spendevano tutti i soldi mangiando, bevendo e facendo festa. Tutto ciò avveniva prima del periodo di Quaresima, proprio come avviene oggi con il Carnevale, che richiama decine di migliaia di partecipanti da ogni dove.  Il martedì grasso si svolgono enormi sfilate colorate accompagnate da un’orchestra di 60 elementi travestiti da pescatori. La gente si raduna in piazza per ricevere le aringhe: quasi 450 kg confezionate e affumicate vengono gettate dal balcone per l’occasione.

Questa città vi ha sorpreso come me? Allora prendete appunti e nel vostro prossimo viaggio a Parigi (che dista 3 ore in treno) o Bruges (che dista un’ora in auto) non dimenticate di farci un salto.

 



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