A Casa di Lucia | A Mario: dalla stessa parte… ci troverai.
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A Mario: dalla stessa parte… ci troverai.

Loredana:

Si scrive perché si ha qualcosa da dire, per rendere partecipi gli altri di ciò che non si può tacere.

Ed è ciò che fa Valentina Mira tramite il libro “Dalla stessa parte mi troverai”, con un coraggio estremo e non scontato per una giovane scrittrice in questo momento storico.

 

Il libro, entrato nella dozzina del Premio Strega 2024, non superando lo sbarramento dei cinque libri poi andati in finale, vince l’edizione 2025 del Premio Alessandro Leogrande, premio letterario dedicato al giornalismo narrativo d’inchiesta.

La Mira ci racconta una storia realmente accaduta: ci rende partecipi dell’ingiustizia subita negli anni Ottanta da Mario Scrocca e di conseguenza dalla moglie Rossella e dal figlio Tiziano che, all’epoca dei fatti, aveva appena due anni.

L’autrice ci narra l’inizio della loro storia, che poi è l’inizio di tutte le nostre storie: il momento in cui si incrociano e si riconoscono gli occhi di due adolescenti; una storia d’amore che poteva essere un romanzo verrà, però, recisa troppo presto. Il termine “ingiusto” ti accompagna durante tutta la lettura, ma è riduttivo per questa storia, e al termine del libro l’interrogativo che ti resta è “quanti altri casi ci sono come quello di Mario”?

L’autrice fa molto di più che raccontarci una storia italiana ingiusta; ci rende partecipi di una parte della sua vita, un momento molto delicato del suo diventare donna, della non scontata presa di coscienza avvenuta in lei (“non ci si può lasciar riparare dagli altri, devi volerti riparare tu”) e della conseguente scoperta che nessuno può toglierci la nostra voce né la libertà di pensiero. Ci spiega, dopo averlo vissuto, che ci si lascia manipolare perché si è fragili dentro e perché non si conoscono (si ignorano) i fatti realmente accaduti. Colui che tirava i fili della sua vita voleva avere il totale possesso della sua persona. La forza di Valentina è stata aver saputo tagliare quei fili un attimo prima che potessero definitivamente stringerla e annientarla. Fortunatamente ad un certo punto incrocia Rossella, le loro storie si intrecciano per dar vita a questo libro e farcele conoscere.

Si legge per tantissimi motivi: uno di questi è sicuramente il voler conoscere. “Dalla stessa parte mi troverai” racconta due storie che vanno conosciute, che non devono esser taciute né nascoste, per portare a conoscenza la Storia ed evitare che sia manipolata, per portare coscienza alle persone ed evitare che siano manipolate.

 

Consiglio di leggere e di far leggere questo libro: potreste ritrovarvene ossessionati, com’è successo anche a Tiziana, che con me ha condiviso questa lettura e a cui lascio la parola…

 

Tiziana:

Dalla stessa parte mi troverai” di Valentina Mira è un libro che mi ha “ossessionato” (non trovo un termine migliore per descrivere il mio stato d’animo) fin dalla sua prima lettura quando, dovendo partecipare alla staffetta di lettura dei 12 libri candidati allo Strega 2024, me lo sono portata in viaggio. Ho un ricordo, quello di un weekend trascorso fuori casa: leggevo sempre e dappertutto, in aeroporto, in aereo, in piedi in fila in coda per entrare nei musei, mentre aspettavamo la cena, al parco nei brevi momenti di relax, poi ancora qualche pagina prima di dormire.

Pensavo, via via che la storia prendeva forma, che, per l’importanza dei fatti narrati e per l’impianto narrativo, fosse un libro che andasse diffuso nelle scuole: conteneva dettagli importanti del passato ma parlava del presente, di quello che sta accadendo ogni giorno sotto i nostri occhi, ciò che stiamo vivendo e che, diciamocelo, avrà possibili pericolose proiezioni future.

È un libro sincero, che dice la verità dei fatti (tutti molto gravi) e li racconta così come sono accaduti, senza mai voler enfatizzare o strafare per attirare l’attenzione del lettore. Non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. È già uno di quelli che io amo chiamare “libri calamita”: tu cerchi di lasciarli per fare altro, loro ti chiamano, ti attraggono, te li ritrovi di nuovo in mano, aperti sotto gli occhi, e il resto può aspettare. È un libro sincero, dicevo, e, come succede alle persone sincere, anche i libri sinceri sono dei libri “scomodi”.

Il libro è stato oggetto di critiche, di un’accesa discussione con tentativo di denigrazione. Basti ricordare la puntata del 12 Aprile 2024 di Otto e Mezzo, su La7, e le parole della conduttrice Lilli Gruber: “Con questo libro Valentina è entrata in una bufera mediatica e anche politica… perché succede che Valentina Mira è sotto attacco …”. Sotto attacco da parte di chi ha tutto l’interesse a mantenere sepolta una storia, da parte di chi la Storia l’ha manipolata in passato e continua a farlo.

Poi, rapidamente, il libro è uscito dalla corsa stregata e così gli animi si sono calmati, ma non il mio, perché continuavo a pensare che di quel libro, indipendentemente dalle sorti della gara ufficiale, si stava parlando troppo poco: aveva tutti gli ingredienti perché fosse un caso editoriale che potesse restare sugli scaffali delle librerie per un tempo più prolungato. Sappiamo tutti che in questo periodo di iper pubblicazioni la vita di un libro è inferiore all’emivita di un farmaco a lento rilascio.

Ma non è andata così perché, con sommo piacere e tanta sorpresa, pochi mesi dopo l’ho ritrovato, a dicembre 2024, nella cinquina del Premio Leogrande, premio letterario istituito dai Presidi del Libro. Non mi sembrava vero che qualcuno avesse dato a questo libro una seconda possibilità per non rimanere tra gli oggetti “dimenticati”.

Una gioia per me poterne parlare ancora con i miei amici lettori che, in qualità di giuria al Premio, sarebbero stati di nuovo coinvolti nella discussione, valutandone questa volta un altro aspetto, oltre alla storia: la qualità della narrazione nel contesto del giornalismo d’inchiesta.

Ma, soprattutto, pensavo alla grande cassa di risonanza che avrebbe avuto tra i lettori dei Presìdi del Libro di tutta Italia che leggono per passione, per necessità di leggere, senza sovrastrutture, ma soprattutto senza legacci ai polsi, in piena libertà.

Non solo: pensavo anche che quel mio desiderio che il libro entrasse nelle scuole e che venisse letto e discusso dai giovani lettori delle scuole secondarie di secondo grado si sarebbe in parte realizzato, poiché numerose scuole ogni anno partecipano al Premio Leogrande. Inaspettatamente veniva esaudito il mio desiderio che arrivasse nelle scuole e dunque ai ragazzi, i quali, molto meno di noi adulti, quando leggono e devono giudicare, non risentono di condizionamenti politici, utilizzano nel giudizio il metro dell’onestà, valutando se un messaggio arriva e colpisce le loro emozioni.

Come anticipato, il Premio Alessandro Leogrande è un premio letterario ideato e organizzato dall’Associazione dei Presìdi del Libro con il sostegno della Regione Puglia e di Edison Next con lo scopo di tenere viva la passione e il ricordo del giornalista e scrittore prematuramente scomparso, che ha dedicato gran parte del suo lavoro proprio ad occuparsi dei temi civili, ambientali, sociali dapprima legati al territorio di Taranto, dove è nato, per poi estendere lo sguardo dall’Africa ai Balcani, fino ad abbracciare il mondo intero. Sono sicuramente noti a tutti coloro che amano il genere i suoi due più importanti scritti, “Uomini e Caporali” e “La Frontiera”, entrambi editi da Feltrinelli.

Tutti i gruppi di Lettura dei Presìdi del Libro del territorio nazionale che intendono partecipare al premio, lo fanno in qualità di giurati.

Da tre anni a questa parte sono stati coinvolti in questo Premio letterario anche le scuole secondarie di secondo grado che, attraverso un percorso e una serie di masterclass, partecipano al Premio in due modalità: da giurati eleggendo il proprio vincitore e partecipando essi stessi alla gara con un elaborato di gruppo per aggiudicarsi la vittoria della sezione “Raccontami il giornalismo”.

Durante la serata finale, che si tiene ogni anno al Teatro Fusco di Taranto, in presenza della madre di Alessandro Leogrande, ai cinque libri in gara vengono dunque assegnati due premi: quello dei lettori di Presidio e quello dei ragazzi. Valentina Mira con il suo libro, quest’anno, il 12 aprile scorso, ha fatto “en plein”, portando a casa entrambi i premi.

La Presidente dei Presìdi del Libro, Orietta Limitone, durante la serata ha riferito che quest’anno hanno partecipato al Premio Leogrande circa 30 scuole e 50 Presìdi.

Una cosa bellissima, ho pensato: un sassolino che rotola, questo libro, e rotolando si porta dietro lettori su lettori, diventando un macigno, una valanga pesante, ingombrante, e i fatti, tutti reali, non saranno più polvere che si possa nascondere sotto il tappeto.

Dalla stessa parte mi troverai” di Valentina Mira è un libro che merita successo e il successo, meritato, finalmente è giunto!

Ed io, da semplice lettrice, auguro a questo libro una lunga vita, ancora tanti lettori e lettrici e a Valentina faccio un augurio spietato: quello di scrivere altri libri sinceri, scomodi ma necessari, perché dalla stessa parte troverà noi, i suoi lettori.

 

In galleria alcune foto scattate in occasione della serata finale del Premio Leogrande 2025 il 12 aprile scorso con la Vincitrice e con il gruppo Presidio del Libro di Maruggio.



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