25 Giu Missing Post Office: l’ufficio postale per le proprie emozioni
Laura Imai Messina riporta:
“Ricordo una lettera che mi donò mio padre durante l’adolescenza, piena di insegnamenti maturati negli anni. Vi allegò, a mo’ di metafora, fissandoli con la colla e lo scotch, un pezzo di specchio, del sale in una bustina sigillata e vari altri oggetti di cui ormai ho perso memoria. Fu la lettera più bella che avessi mai ricevuto, dipanata in tre fogli protocollo e attraversata dalla sua grafia allungata, rigorosamente tracciata con una penna stilografica.
All’indomani di un terribile litigio di cui non saprei dire più la causa, gliela restituii con rabbia, sbattendo forte la porta di casa, perché avvertisse tutta la delusione che provavo nei suoi confronti. A distanza di anni, periodicamente, torno a cercare nella memoria i contenuti precisi di quei fogli, sperando di riesumarne un frammento in più. Mio padre era una creatura piena di rabbia e poesia e, quando ripenso alla sua morte prematura, mi dispiace non essere diventata grande prima, adulta abbastanza da gestire i suoi eccessi d’ira e conservarne la parte più bella, quella del grande narratore e dell’uomo innamorato perdutamente della vita.
Quella lettera mi tornò in mente quando mi recai, parecchi anni fa, nella località remota di Shiretoko, nel nord-ovest del Giappone. In un angolo della hall della ryokan dove alloggiavo, si ergeva una sorta di scultura sui toni del bianco e dell’azzurro che recitava: Mirai yūbinkyoku 未来郵便局 ovvero “Ufficio Postale del Futuro”. Pareva il motto poetico di un qualche prodotto, la pubblicità ben riuscita di qualcosa di assai pratico. Mi sbagliavo.
Fu allora che scoprii che in Giappone esisteva davvero un Ufficio Postale del Futuro.
Comprando l’apposita busta e il francobollo, si poteva spedire una lettera che sarebbe stata tuttavia recapitata a un anno di distanza. La carta da lettere era azzurra, come azzurro è l’uccellino della felicità dell’opera teatrale di Maurice Maeterlinck – la felicità che, appena i due piccoli protagonisti cercano di afferrarla, svanisce. Il servizio veniva in totale 200 yen (circa 1,20 euro)…
(Stralci dal pezzo edito per il trimestrale «Sotto il vulcano», Feltrinelli Editore)
L’isola di Awashima, caratterizzata dalla sua forma a stella, si trova vicina alla costa occidentale della Prefettura di Kagawa ed è proprio grazie alla sua posizione privilegiata che tra il 1400 e il 1500 l’isola è fiorita come porto commerciale e una delle sedi principali della prestigiosa Marina Militare Shiwaku. Quest’ultima nacque con la funzione di controllare l’arcipelago delle Shiwaku, ma sul finire del 1500 cominciò a prestare servizio per Toyotomi Hideyoshi che scelse l’abilità dei marinai per le sue campagne nell’isola Kyushu e in Corea. Nel 1897 il Governo Meiji decise di aprire un’accademia di addestramento proprio sull’isola Awashima; l’istituto operò per 90 anni e alla chiusura fu convertito in un museo navale.
Il museo è il cuore del parco memoriale Awashima Marine Memorial Park, aperto gratuitamente tutti i giorni.
Quando l’accademia della Marina Militare chiuse, Awashima ebbe un periodo di declino economico e fu attraverso l’arte che riuscì a risollevarsi. Ogni 3 anni si rinnova infatti l’appuntamento con la Triennale di Setouchi, uno dei festival dell’arte più famosi del Giappone che si svolge principalmente nella città di Takamatsu, ma coinvolge anche le vicine isole, tra cui anche Awashima.
Ma Awashima è conosciuta soprattutto per il “Missing Post Office” (l’Ufficio della Posta Smarrita), creato dall’artista Saya Kubota il 5 ottobre 2013 proprio come parte del Setouchi Art Festival nelle Isole del Mare Interno di Seto. Allestita in un vecchio ufficio postale chiuso nel 1991 che è stato recuperato e ristrutturato, questa esposizione è composta in parte da una collezione di cartoline senza indirizzo e mittente, che vengono custodite qui in un’attesa di essere ritirate dal destinatario. È possibile ancora adesso inviare cartoline al seguente indirizzo :
Missing Post Office (Hyoryu Yubinkyoku)
769-1108
Hyoryu Yubinkyoku Dome
Awashima 1317-2, Takuma Town, Miyoto City, Kagawa Prefecture.
La struttura è rimasta intatta, fatta eccezione per l’aggiunta di alcuni oggetti d’arte e la revisione del logo.
Viene rappresentato stilizzato in una versione ondulata a simboleggiare l’oceano che trasporta i messaggi come se fossero in una bottiglia.
Due persone saranno pronte a ricevere i visitatori: il direttore e l’impiegata.
Il direttore si chiama Katsuhisa Nakata ed è stato il direttore dell’ufficio postale di Awashima per 45 anni fino a che non è andato in pensione.
L’impiegata è Saya Kubota, la vera creatrice del progetto.
Lei voleva un luogo che, a differenza delle classiche bottiglie che sfidano le onde, potesse custodire i messaggi senza deteriorali.
La particolarità di questo luogo così speciale è la Drifting P.O. Box. È un insieme di scatole di latta tenute sospese su un tavolino girevole di legno grazie a delle corde di pianoforte. I visitatori possono scegliere una lettera a caso e leggerla.
Esempi di lettere sono:
“Mamma, quando sei morta l’estate scorsa non ho pianto. Quando eri viva ci siamo detti solo cose orribili e dispettose a vicenda… Se ci incontrassimo di nuovo, penso che lo rifaremmo… Ma è passato un anno e ora ho solo teneri ricordi della mia infanzia. Quando abbiamo fatto insieme il budino. Quando leggevamo libri insieme. Quando mi hai comprato il mio pianoforte. È stato il momento più bello.”
“Per il mio futuro nipotino. Quando arriverai? Prima è meglio è, vieni e nasci! Non vedo l’ora di fare finalmente per te tutto quello che non riuscivo a fare per i miei figli.”
“In realtà, speravo di poter ballare con te alla Festa Scolastica. Il mio cuore batteva forte mentre aspettavo che arrivasse presto il nostro turno… ma appena prima che accadesse, la canzone è finita. Da allora sono passati molti autunni. Cosa ti è capitato in questi anni?”
Chiunque avesse voglia di esternare i propri sentimenti su carta può scrivere all’Ufficio della Posta Smarrita senza però includere il nome del destinatario, il proprio nome o il proprio indirizzo. Sono valide soltanto le cartoline. Nel caso in cui il messaggio fosse troppo lungo per stare su una sola cartolina postale, se ne possono inviare più di una.
Per cui prendiamo carta e penna e diamo libero sfogo a sentimenti e creatività, perché esiste un posto reale in cui spedire le proprie emozioni, liberandole e liberandoci.
L’ufficio postale alla deriva è protagonista del romanzo di Laura Imai Messina “Tutti gli indirizzi perduti”, di cui potete leggere la recensione al link sotto;
https://www.acasadilucia.org/2025/04/04/tutti-gli-indirizzi-perduti-di-laura-imai-messina/