A Casa di Lucia | LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
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LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

La fabbrica di cioccolato” è un romanzo di Roald Dahl.

La storia è stata ispirata dalla diretta esperienza dell’autore con le aziende di dolciumi durante i suoi giorni come studente alla Repton School, nel Derbyshire, in Inghilterra.

La rinomata ditta che produceva cioccolato Cadbury spediva spesso una confezione di dolci come omaggio da far provare ai collegiali in cambio dei loro voti su dei foglietti; i prodotti maggiormente votati venivano poi messi in commercio.

A questo proposito si narra che, intorno agli anni Venti, la Cadbury e la Rowntree’s fossero le due più grandi aziende di cioccolato d’Inghilterra e ciascuna di loro spesso cercasse di carpire i segreti commerciali dell’altra mandando spie che si fingevano dipendenti.

Da qui nasce l’idea della trama del romanzo, in cui si narrano le avventure di Charlie Bucket, un ragazzino povero a cui viene regalato un sogno.

Un giorno Willy Wonka, il proprietario della fabbrica di cioccolato, indisse un concorso.

In 5 tavolette di cioccolato ci sarebbe stato un biglietto d’oro che avrebbe consentito l’accesso ai bambini fortunati (e ad un accompagnatore per ciascuno) di passare una giornata nella fabbrica e di assaggiare ogni tipo di dolcetto.

I fortunati bambini che trovarono il biglietto d’oro furono: Augustus Gloop, un bambino molto goloso; Veruca Salt, una ragazza molto viziata dal papà; Violetta Beauregarde, campionessa mondiale di masticazione di gomme; Mike Tivù, un ragazzo teledipendente; e infine Charlie Bucket, un ragazzino molto povero.

Da sempre Charlie viveva per i racconti del nonno, che molti anni prima aveva lavorato nella prestigiosa fabbrica. Con i tappi del dentifricio che gli portava il padre ai tempi in cui lavorava, il bambino aveva addirittura realizzato una piccola fabbrica in scala!

Dopo che il padre aveva perso il lavoro il padre in seguito all’avvento dei macchinari, la famiglia era diventata molto povera e a Charlie ormai restavano solo i sogni.

Aveva acquistato due tavolette di cioccolato: una con qualche soldino messo da parte dai nonni e un’altra gliel’avevano regalata la mamma e il papà con i soldi conservati per il suo regalo di Natale. Entrambe le volte, però, non aveva avuto fortuna.

Un giorno, quando rimaneva ormai un solo biglietto dorato, Charlie stava passeggiando sconsolato ed ecco che all’improvviso, come per magia, trovò dei soldi e corse a comprare una tavoletta di cioccolato, da cui uscì proprio l’ultimo biglietto d’oro.

Felice come non mai, corse a casa a dare la bella notizia al nonno.

Il fatidico giorno, all’entrata della fabbrica, i cinque bambini fortunati e i parenti che li accompagnavano incontrarono Willy Wonka, un uomo stravagante. All’interno della fabbrica c’erano tante meraviglie!

Vi abitavano anche gli Umpa Lumpa, delle creature dalle sembianze umane che il signor Wonka aveva incontrato in un viaggio nella giungla e che avevano deciso di diventare i suoi operai a una sola condizione: Willy Wonka avrebbe dovuto offrire loro dei semi di cacao, di cui erano ghiottissimi ma che non riuscivano mai a procurarsi a sufficienza, essendo una pianta molto rara nella loro terra.

Mentre i bambini e gli accompagnatori esploravano la fabbrica, si verificarono degli eventi che misero fuori gioco 4 bambini, vittime dei loro stessi vizi e capricci.

Augustus Gloop, per bere da un condotto di cioccolato fuso che scorre come un fiume, vi cadde dentro e venne risucchiato in un tubo.

Violetta Beauregarde, fissata com’era con le gomme da masticare, decise di assaggiarne una ancora in fase sperimentale che ricreava un intero pasto. Arrivata al dessert, una torta al mirtillo ancora non del tutto messa a punto, diventò viola e la gonfia come un pallone e venne fatta rotolare via.

Veruca Salt, dopo non aver potuto ottenere uno degli scoiattoli addestrati a rompere le noci che lavorano con gli Umpa Lumpa, decise di prenderne da sola uno, il quale però la buttò nella spazzatura.

Mike Tivù decise di essere proiettato negli spot televisivi del cioccolato, che permettevano agli spettatori di prendere fisicamente le tavolette dallo schermo del televisore; qualcosa andò storto e il bambino prese le dimensioni di una tavoletta di cioccolato.

Mentre Wonka mandava gli Umpa Lumpa a salvare i 4 ragazzi, Charlie (l’unico a non possedere i vizi poiché la sua povertà gli aveva insegnato ad accontentarsi) fu il solo concorrente a superare la visita senza danni e perciò Wonka lo nominò erede della sua fabbrica, dove Charlie si trasferì con l’intera famiglia e aiutò il signor Wonka a inventare e sperimentare nuovi dolci.

Insomma una storia paradigmatica, che tra le pieghe di meraviglie e risate, riflessioni sulla società e sul ruolo degli adulti nell’educare i bambini, ricorda a tutti una piccola grande verità: nelle piccole cose c’è l’immenso.

 

Da questo articolo non può non partire un fil rouge goloso, dedicato proprio al cioccolato. Cliccate sui link sotto per leggere gli articoli che ne fanno parte:

https://www.acasadilucia.org/2024/08/09/le-bonta-dei-monaci-trappisti/

https://www.acasadilucia.org/2024/07/07/giornata-mondiale-del-cioccolato/



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