21 Lug La variante di Lüneburg
“Sembra che l’invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue. Narra infatti una leggenda che, quando il gioco fu presentato per la prima volta a corte il sultano volle premiare l’oscuro inventore esaudendo ogni suo desiderio. Questi chiese per sé un compenso apparentemente modesto, di avere cioè tanto grano quanto poteva risultare da una semplice addizione: un chicco sulla prima delle sessantaquattro caselle, due sulla seconda, quattro sulla terza, e così via… Ma quando il sultano, che aveva in un primo tempo accettato di buon grado, si rese conto che a soddisfare una simile richiesta non sarebbero bastati i granai del suo regno, e forse neppure quelli di tutta la terra, per togliersi dall’imbarazzo stimò opportuno mozzargli la testa”.
La variante di Lüneburg è stato il primo romanzo, pubblicato nel 1993, di Paolo Maurensing, scrittore italiano, scomparso nel 2021 all’età di 78 anni. È proprio dalla sua passione per gli scacchi che è cominciato tutto, scacchi che attingono alla storia, ai campioni di questo gioco e che hanno un padre ideale nella figura di invenzione che compare nel primo romanzo di Maurensing.Sono stata positivamente colpita dalla qualità narrativa della sua scrittura, costruita con grande attenzione. La mia prima riflessione è stata quella che, se dovessi valutare uno scrittore al suo esordio letterario, difficilmente collocherei Paolo Maurensing tra questi. Qualcuno lo ha definito un irregolare della scrittura ed io sono pienamente d’accordo.
Si tratta di un romanzo breve, un giallo atipico, con gli scacchi al centro della narrazione.
La “variante di Lüneburg” è una mossa difensiva (che non esiste nella realtà) nel gioco degli scacchi, che prende il nome da una piana nella bassa Sassonia in Germania, un tempo sede del campo di concentramento di Bergen–Belsen.
La trama del libro sembra ripercorrere le dinamiche di questa variante.
La crudeltà del gioco in sé è resa qui dalla disumana follia della supremazia razziale.
Sentimenti estremi circondano il passatempo innocuo, visto come dispensatore di salvezza o di morte.