A Casa di Lucia | Alice Basso: scrivere è un mestiere pericoloso
37182
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-37182,single-format-standard,wp-theme-bridge,theme-bridge,bridge-core-1.0.2,no-js,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,qode-title-hidden,side_area_uncovered_from_content,transparent_content,columns-4,qode-theme-ver-18.0.4,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

Alice Basso: scrivere è un mestiere pericoloso

La scrittrice scelta per il nostro appuntamento di questo mese con il Giallo è Alice Basso, che ha saputo dar vita a uno dei personaggi più interessanti, secondo me, del panorama investigativo nella narrativa di questo genere: Vani Sarca.

Ma andiamo con ordine. 

Alice Basso nasce a Milano nel 1979 ed è laureata in Storia contemporanea con un master in Comunicazione e media e ha lavorato per anni con diverse Case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali; appassionata di musica, suona la chitarra e il sassofono.

Nel 2015 esordisce come scrittrice con il primo romanzo della serie che vede come protagonista Vani Sarca, una ghostwriter che spesso si trova in situazioni complicate da risolvere con l’intervento della polizia con cui collabora.

Nel 2020 dà inizio a un’altra serie con una protagonista femminile Anita Bo, ambientata nella Torino degli anni ’30.

Attualmente Alice Basso vive in un ridente borgo medievale fuori Torino.

In questo assolato luglio ho scelto per voi un Giallo più frizzante rispetto a quelli un po’ cupi dei grandi maestri del genere, trattati fino ad oggi, con un’investigatrice assai originale: Vani Sarca appunti, personaggio, come detto, nato dalla vivace penna di Alice Basso.

Nel panorama investigativo Vani Sarca rappresenta di certo un unicum.

Per cominciare non è un’investigatrice né appartiene alle forze dell’ordine. Vani, al secolo Silvana Sarca, è una ghostwriter; per di più è una solitaria che ama stare il meno possibile tra la gente e il più possibile tra i suoi amati libri. Il suo lavoro le consente di seguire alla perfezione queste sue esigenze: scrive per autori o personaggi che non sanno o non vogliono farlo per conto proprio, imitandone con precisione stile e scrittura, approfondendo ogni volta l’argomento sul quale deve lavorare, lasciando  all’autore o personaggio famoso il clamore della folla.

 

Intelligente, sensibile e fornita di tagliente ironia, Vani ha il dono di riuscire a “leggere” le persone. Le basta l’osservazione neanche tanto approfondita per capire di una persona scopi e motivi di ciò che dice e fa.

Veste sempre di nero, calza anfibi, vive sola, ha una sorella che è decisamente il suo opposto e dei genitori che, per quanto provino a capirla, non ci riescono mai.

In compenso è l’idolo assoluto di Morgana, un’adolescente che abita un piano sopra il suo appartamento, l’unica che riesca a strapparle un rapporto amicale.

Anzi, no, un’altra persona c’è che riesce a intercettare e decifrare Vani Sarca: il Commissario di polizia Romeo Berganza, tra l’altro cultore della buona cucina, che la vuole come collaboratrice proprio per la sua abilità nell’analisi degli esseri umani.

“Scrivere è un mestiere pericoloso”

La ghostwriter Vani Sarca viene incaricata dalla Casa editrice per cui lavora di intervistare l’anziana cuoca di una delle famiglie più in vista di Torino, i Giay Marin, proprietari di una storica azienda di moda, per scrivere un libro a metà tra ricettario e storia familiare.

Niente di più urticante per Vani, che si troverebbe a dover parlare con una vecchia signora, anche un po’ svanita, di uno degli argomenti che le sono più antipatici: la cucina.

Per forza di sopravvivenza Vani accetta l’incarico, sennonché al primo incontro con la cuoca questa rivela che è stata lei a uccidere uno dei due rampolli di casa Giay Marin, Adriano, per il cui assassinio è in carcere da cinque anni il di lui fratello, Aldo.

Di fronte a tale confessione Vani non può che avvertire il Commissario Berganza, che immediatamente la recluta per fare delle interviste, facendo partire una vera investigazione.

Da quel momento Vani Sarca si trova in un carosello di situazioni in cui non vorrebbe trovarsi per tutto l’oro del mondo. Innanzitutto deve mettersi ai fornelli per avere almeno qualche idea di base di cosa significhi cucinare; per fortuna il commissario Berganza è un appassionato di cucina che può aiutarla con “lezioni” pratiche. Inoltre lei deve intervistare la cuoca, in modo sì da avere ricette e storia familiare, ma anche carpire indizi sullo svolgimento del delitto.

Nel frattempo il suo ex fidanzato sta sempre tra i piedi e il capo della Casa editrice la incastra in una collaborazione con una food blogger che più piena di sé non si può.

Poi c’è Morgana, che necessita di un testo (bello) per una canzone, e il nipote adolescente di Berganza, che necessita invece di una raddrizzata e, ciliegina sulla torta, la sorella di Vani la invita, anzi la obbliga, a trascorrere il giorno di Natale a casa sua con la famiglia, madre e padre compresi.

Riuscirà la nostra Vani a sopravvivere tutta intera a questa sfilza di fastidiosi imprevisti?

Certo che sì! E in più scoprirà anche cosa è successo davvero a casa Giay Marin cinque anni prima.

Buona lettura!

 



× Ciao!