A Casa di Lucia | Roberto Mercadini e la sua Bomba atomica
37209
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-37209,single-format-standard,wp-theme-bridge,theme-bridge,bridge-core-1.0.2,no-js,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,qode-title-hidden,side_area_uncovered_from_content,transparent_content,columns-4,qode-theme-ver-18.0.4,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

Roberto Mercadini e la sua Bomba atomica

Roberto Mercadini è nato a Cesena nel 1978 e attualmente vive a Cesenatico con moglie e figlia.

Si definisce “Poeta parlante”, infatti i suoi spettacoli teatrali, i suoi video su YouTube e finanche i suoi libri sono splendidi monologhi di un raccontatore di storie, un moderno bardo, potremmo dire.

Prima di cedere alla sua inclinazione di narratore, da laureato in Ingegneria informatica ha lavorato per circa dieci anni come informatico, lavoro che gli dava delle soddisfazioni ma non rispecchiava quello che sentiva di essere, così, mentre svolgeva la sua professione “ufficiale”, ha iniziato ad esibirsi nei piccoli locali del suo paese e di quelli limitrofi e da lì ha mosso i primi passi nei teatri fino ad arrivare alle esibizioni in TV.

Nel 2018 pubblica il suo primo libro “Storia perfetta dell’errore” e nel 2020 il secondo, “Bomba atomica”, che vince il torneo letterario dell’inserto culturale Robinson del giornale La Repubblica come libro più bello dell’anno, seguito da “L’ingegno e le tenebre” e “La donna che rise di Dio”.

Bomba atomica di Roberto Mercadini – Casa editrice Rizzoli

Bomba atomica: alzi la mano chi non sa di cosa sto parlando.

Come immaginavo, nessuna mano alzata perché le parole bomba atomica fanno venire in mente a tutti, subito, immagine, luogo, tempo, motivazioni e personaggi coinvolti negli avvenimenti e le conseguenze fatali che ne sono conseguite a breve e lungo termine.

Quel che conosciamo meno, forse per niente, è la storia minima fatta di coincidenze, dimenticanze, errori e correzioni che hanno ruotato intorno e dentro ai giorni, ai mesi, agli anni della preparazione dell’ordigno.

Quel calibro di avvenimenti che nelle nostre giornate possono portarci ad arrivare tardi al lavoro il giorno della visita del super capo o possono farci trovare, al supermercato, l’ultima confezione dello yogurt che afferriamo giusto un secondo prima che la mano di qualcun altro entri nel nostro campo visivo diretta proprio a quella confezione lì.

È assai probabile che nessuna delle due circostanze sarebbero mai coinvolte in accadimenti riportati, in futuro, nei libri di storia, eppure nel caso del “fat boy” anche fatti di questa portata minima hanno contribuito a fare di persone personaggi storici e di semplici giorni scritti su un calendario qualunque date che mai più si cancelleranno dalla nostra memoria, fino ad arrivare all’esperimento finale. Sì, esperimento, dacché, quando la bomba è stata sganciata, non si sapeva con certezza cosa sarebbe accaduto davvero. Nessuno era certo al 100% della portata dell’esplosione e men che meno, nonostante le menti eccelse che avevano lavorato al progetto, c’era un’idea delle conseguenze lunghe decenni che avrebbero portato i sopravvissuti sulla loro pelle.

Roberto Mercadini ci guida da una coincidenza ad una dimenticanza, da una decisione affrettata a un voluto rallentamento a sostituzioni avvenute per caso, con una scrittura vivace e fluida come è il suo eloquio durante i monologhi, a volte ironico eppure serio nel mostrarci gli angoli nascosti nell’ombra, nel farci notare le incongruenze o quanto sia stato rilevante per molte delle persone implicate nel progetto Manhattan, depositario della costruzione della bomba atomica, trovarsi nel posto giusto al momento sbagliato o, forse, nel posto sbagliato al momento giusto.

Sentieri che hanno portato ad avvenimenti colossali; al loro confronto uomini e azioni sono solo atomi che, da soli, neanche si vedono ma, insieme e mossi dal meccanismo opportuno, hanno cambiato il corso della storia umana.



× Ciao!