08 Set DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI
Ero appena uscita dalle nebbie grigie e tristi di Londra, avevo bisogno di respirare aria più morbida e colori vivi: non potevo scegliere libro più adatto a questa esigenza.
Mi sono trovata catapultata nei quartieri poveri di Bahia dove tutti sanno tutto di tutti, il vicinato è un corpo composto da decine di cuori che battono all’unisono con i suoi rituali imprescindibili per ogni momento importante della vita, e che sia un matrimonio o un funerale poco importa, si celebra con tanto buon cibo e alcool.
Donne, tante donne, vere amiche, impiccione, false indovine, meretrici, filosofe, tutte generose di consigli, di vicinanza, di calore umano, talvolta anche troppo.
E tanti uomini giocatori d’azzardo incalliti, veri amici, poeti, suonatori, taciturni pensierosi, distributori di magia, vera o finta, chi lo sa, imprenditori onesti o giù di lì, secondo il momento e l’occasione.
E le strade, luminose, vive, dove c’è ogni giorno un motivo per vedere gente, commentare una notizia che sia vera o un pettegolezzo, dove i bambini giocano scalzi e basta loro un barattolo per inventare un motivetto a tempo di samba.
E c’è la bella dona Flor con le sue morbide curve colore del bronzo dorato, la passione per la cucina bahiana autentica e per Vadinho.
Ah, Vadinho! Incantatore, bugiardo, sperperatore di soldi al gioco, conoscitore di ogni antro in cui possa essere rapito dal demone della scommessa e di ogni casa dove possa essere consolato da angeli tra le lenzuola.
Vadinho al cui fascino nessuno resiste, gli uomini per prestargli denaro, le donne per regalargli se stesse.
Come avrebbe potuto resistergli la dolce Flor?
Perché, sì, è onesta, seria, maestra in cucina, ma è anche piena di fuoco che arde dentro quelle curve di bronzo dorato, un fuoco che Vadinho sa alimentare, un’arsura che Vadinho sa soddisfare. Eccome se lo sa!
Dopo sette anni di passione, attese, litigi e carezze, tradimenti “tutta xixica“, dice lui, pianti e riconciliazioni, Vadinho, bello fuori ma ormai marcio dentro, all’improvviso muore e, per non smentirsi neanche in quel momento, lascia questo mondo durante il carnevale.
Dopo l’inevitabile rito del funerale la bella Flor resta sola col fuoco sotto la pelle e l’onestà da mantenere, tra le amiche che la vorrebbero rimaritata presto ché la conoscono e sanno che quella lava bollente che le scorre nelle vene, se non giustamente incanalata, la porterà a darsi a chiunque o… alla follia.
Ma chi? Chi tra il vasto “parco maschile” a disposizione può prendere il posto di quell’angelo-demonio?
Certo, non deve somigliare a Vadinho neanche da lontano, ché Flor ha già sofferto abbastanza.
Ma certo, Teodoro il farmacista! La guardava da lontano, dona Flor, rispettoso del periodo di lutto, ma appena concluso, non può più trattenersi, vuole sposare la bella Flor.
Teodoro, serio, gran lavoratore quindi agiato, suonatore amatoriale ma impegnatissimo, preciso, ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa con tanto di cartellino indicante per ogni mensola il suo contenuto.
Rispettoso dei doveri coniugali, la passione solo il mercoledì e il sabato con il “bis” e il corretto entusiasmo debitamente esercitato sotto le lenzuola. Forse, più in là si potrà avere un extra ogni quindici giorni.
Ah, le ci voleva a dona Flor un po’ di calma, di rispetto, d’onestà dopo anni di batticuore.
Sì, però… però calma e onestà… l’amore in giorni stabiliti senza eccessi, le lunghe prove per i “concerti” di Teodoro, le interminabili riunioni delle farmacie piene di termini medici soporiferi per dona Flor.
E il fiume di lava bollente ricomincia a scorrere sotto la pelle e non trova dove fluire libero.
Come farà dona Flor a restare onesta con quel fuoco addosso? A non tradire quel marito bello, caro, affettuoso e riguardoso… un po’ noioso (assai noioso).
Ah, Vadinho, maledetto, tu hai acceso queste fiamme e poi hai lasciato sola a bruciare la bella Flor.
Ma qui non siamo tra le nebbie di Londra, questa è Bahia, dove può succedere ciò che da nessun’altra parte può, dove la magia che scorre per le vie, corrente invisibile ma potente, ascolta, abbraccia e mette a posto ciò che la normale esistenza sconvolge.
Sia sicura, dona Flor, la sua onestà resterà forte e intoccabile, il suo fuoco avrà chi lo sazierà.
Che incanto di libro! Amado fa vivere il lettore per quelle strade, dentro le case, nei sentimenti di ogni personaggio con una semplicità unica e li fa amare tutti, senza distinzioni tra buoni e cattivi, ma ognuno come l’incarnazione della dualità della persona umana che non può essere mal giudicata, ma accettata con le sue luci e le sue ombre.