A Casa di Lucia | LA FORMA DELL’ACQUA
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LA FORMA DELL’ACQUA

Per il “Martedì…Giallo!” di questo mese non poteva mancare l’omaggio al centenario della nascita di Andrea Camilleri

Per questa occasione ho scelto il primo romanzo della serie dedicata a Montalbano, quello in cui tutto è cominciato…

“La forma dell’acqua”

di Andrea Camilleri

È il 1994 quando, nato dalla penna di Andrea Camilleri, entra in scena nel panorama della narrativa poliziesca il commissario di polizia Salvo Montalbano, chiamato così dal suo autore in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban creatore a sua volta di un altro noto investigatore, Pepe Carvalho.

Insieme a Montalbano nasce anche l’italiano con forti contaminazioni del dialetto siciliano usato da Camilleri per la narrazione, che renderà inconfondibili i romanzi della serie dedicata al commissario.

Salvo Montalbano è un personaggio semplice e insieme complesso, un commissario fuori dal comune “maturo, sperto, omo di civeddro e d’intuito” con la capacità innata di cogliere, a pelle, il particolare che non quadra con l’insieme. È anche un solitario che ama condurre le indagini nei luoghi e con le persone da sé, spesso rifiutando in modo brusco le “interferenze” dei colleghi. Fortemente metereopatico, diventa cupo quando il tempo si mette al brutto.

Vive solo in una villetta sul mare a Marinella, frazione immaginaria dell’altrettanto immaginaria Vigata, nomi di fantasia che nella realtà coinciderebbero con Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, e Porto Empedocle. È però fidanzato con Livia Burlando, che vive a Boccadasse vicino a Genova, e tra un caso da risolvere e l’altro ogni tanto riescono a ritagliarsi del tempo insieme, con Montalbano che si reca a Genova o Livia a Marinella.

Nel frattempo la villetta sul mare viene scrupolosamente accudita da Adelina Cirrinciò, la fedele donna di servizio, che riesce con la sua operosità ad evitare al commissario una vita costantemente immersa nella confusione e a fargli trovare pronta nel frigo o nel forno la cena a base dei piatti preferiti dal buongustaio Montalbano, quelli a base di pesce.

Nonostante il suo mestiere glielo consenta, Montalbano preferisce non usare le armi ma, se proprio deve, lo fa con abilità e precisione.

Detesta apparire in pubblico ed è totalmente privo di ambizione, tanto da evitare puntualmente le promozioni.

Con lo stesso impegno si sottrae ai contatti con il mondo della politica, che stima assai poco.

Ciò di cui gli importa davvero, e che sa di essere bravo a fare, è il suo lavoro, servendo lo Stato con lealtà anche se non manca di dare, quando ritiene necessario, un tocco personale all’esercizio della giustizia.

In questo primo romanzo troviamo il commissario Montalbano subito catapultato in un caso in cui ogni cosa appare semplice. Troppo semplice.

Un esponente della politica locale viene ritrovato defunto in abiti discinti in un auto alla “mànnara”, una località frequentata da prostitute e piccoli spacciatori, da due “munnizzari” del luogo.

Imbarazzante per la famiglia ma chiaro il fatto: l’uomo voleva avere un’avventura particolare ma il cuore non ce l’ha fatta, caso chiuso.

Non per Montalbano, che immediatamente coglie il primo dettaglio fuori posto: una collana d’oro carica di pietre preziose di grande valore trovata da uno dei due “munnizzari” sul terreno a pochi passi dall’auto col cadavere. A questo seguiranno altri particolari strani: l’inusuale posizione dell’auto col cadavere, la donna vista da un testimone uscire dall’auto con grande calma e fatta salire al volo su un’altra auto sulla strada vicina, ad esempio.

E poi, che ci faceva in un posto sordido come quello un politico abbastanza potente che aveva approntato una villetta proprio per le sue avventure?

Man mano che Montalbano ci ragiona su, il caso perde sempre più l’apparenza di facile chiarezza iniziale ma il suo capo, data la notorietà della persona e la mancanza di prove contrarie alla morte del defunto per infarto cardiaco, vuole chiudere la faccenda. 

Il commissario non demorde e riesce a farsi concedere pochissimi giorni per districare l’intricata vicenda, perché più ci pensa e più si persuade che ciò che si vede in superficie è solo l’acqua di cui deve scoprire la forma se vuole arrivare a ciò che la contiene.

E se volete saperne di più, bisogna proprio che leggiate il romanzo, correndo il rischio di iniziare ad amare Montalbano per poi seguirlo fino al suo ultimo capitolo, “Riccardino”, pubblicato postumo il 16 luglio del 2020 per stessa volontà dell’autore. 

Non mi resta che augurarvi: buona lettura!

 



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