26 Set Buono questo succo di lamponi!… Ma è davvero un succo?
Il mio approccio con “Anna dai capelli rossi” risale all’infanzia, quando al pomeriggio trascorrevo un po’ di tempo davanti ai cartoni animati. Beh, alzi la mano chi non ha mai visto l’anime o ascoltato la sua iconica sigla! Sono arrivata solo in un secondo tempo al romanzo, scoprendo così che quello che guardavo la bambina era solo una parte della storia. “Anna dai capelli rossi” (o meglio “Anne of Green Gables” cioè “Anna dei tetti verdi“) è infatti una serie composta da ben otto romanzi, più un paio di raccolte di racconti, e l’anime riprende solo il primo romanzo di Lucy Maud Montgomery.
Tra tante puntate, a me era rimasta impressa quella in cui Anna aveva il permesso da Marilla di invitare la sua amica Diana per un tè, visto che quel giorno lei sarebbe stata assente. Inutile dire la felicità della bambina e i voli pindarici della sua mente fantasiosa, che però cozzano con quanto accade poi nel fatidico pomeriggio. Diana si presenta col abito migliore e le due bambine fingono di essere due signore ad una cerimonia elegante, con tanto di atteggiamento affettato. Si legge nel libro:
“Il signor Cuthbert sta raccogliendo patate, oggi, vero?” disse Diana che aveva venduto Matthew impegnato nei campi.
“Sì. Il nostro raccolto quest’anno è particolarmente buono. Spero che quello di tuo padre lo sia altrettanto.”
“Hai indovinato. E con le mele come va, da voi?”
“Ce ne sono a migliaia” esclamò Anna, dimenticando l’atteggiamento solenne e balzando in piedi.
“Andiamo a coglierne qualcuna? Marilla è molto generosa, ha detto che possiamo prendere tutte quelle che sono ancora sui rami. Ha detto anche che ci sono dei dolci e della marmellata a nostra disposizione. Ma non è corretto raccontare all’ospite tutto quello che le verrà offerto da mangiare, così non ti parlerò di quello che c’è da bere. Comincia con la S e finisce con la O, e ha un bel colore rosso. Io ho un debole per le bevande di quel colore.”
Anna si riferisce al succo di lampone, che poi prende dalla dispensa ed offre all’amica, la quale se ne serve in abbondanza… fino ad ubriacarsi! E sì, perché non era succo al lampone quello preso da Anna, ma un liquore fatto in casa da Marilla. Aveva confuso le bottoglie!
Ecco quindi perché oggi ho ben pensato di unire le due cose e presentarvi la ricetta del cordiale al lampone, che spesso viene associato a questa scena.
Pur sembrano un liquore “antiquato”, il cordiale sta tornando in auge grazie alle nuove tendenze gastronomiche che tendono a mixare i sapori di un tempo a quelli più contemporanei. Si tratta di un liquore ottenuto per macerazione o infusione di erbe, spezie o frutta in alcool etilico, servito come digestivo o tonico. Il nome dervia dalla parola latina “cordis“, che significa “cuore“, perché dopo averlo bevuto ci si sente il cuore più caldo. Un tempo veniva usato per le sue proprietà medicinali, oggi invece viene apprezzato soprattutto come bevanda a fine pasto o viene mixato per la creazone di cocktail.
Vediamo come si prepara un buon cordiale al lampone!
Ingredienti (per 1 litro di cordiale)
– 500 g lamponi
– 200 g zucchero
– 400 ml acqua
– 500 ml alcool 90° per liquori
Preparazione
Sciacquare i lamponi con delicatezza, farli scolare un po’ e poi adagiarli su un canovaccio per far assorbire l’acqua rimanente. Una volta asciutti, metterli in un contenitore a chiusura ermetica, riempire con l’alcool e chiudere bene.
A questo punto collocare il contenitore in un luogo fresco, asciutto e soprattutto buio, dove deve riposare per 14 giorni, scuotendolo però un paio di volte al giorno.
Passate le due settimane, filtrare il liquore in un colino a maglie molto strette e, con l’aiuto di un cucchiaino, schiacciare i lamponi sul colino per estrarne il succo. È opportuno filtrare una seconda volta per essere sicuri di avere estratto e setacciato tutto il succo.
Messo da parte il succo, prendere lo zucchero e farlo sciogliere sul fuoco con l’acqua per preparare uno sciroppo. Una volta pronto, lasciarlo raffreddare e poi versare succo e sciroppo in una bottiglia a chiusura ermetica, dove dovrà riposare ancora altri cinque giorni.
Trascorso questo tempo il liquore è finalmente pronto per essere servito!
La bottiglia va comunque conservata al buio in un luogo fresco.
Beh, a questo punto spero sia una buona occasione per riprendere in mano anche il romanzo, anzi i romanzi, e gustarsi tutto insieme.
Per completare l’atmosfera, non potete perdervi l’articolo al link sotto:
https://www.acasadilucia.org/2024/01/08/i-luoghi-di-anna-dai-capelli-rossi/