07 Dic LE ORIGINI DEL CALENDARIO DELL’AVVENTO
Ogni anno, l’apertura della prima casella del Calendario dell’Avvento segna l’inizio ufficiale della magia natalizia. La storia del Calendario dell’Avvento è un viaggio affascinante che affonda le radici nella tradizione religiosa tedesca del XIX secolo e si evolve fino a diventare il fenomeno globale che conosciamo oggi.
Il termine “Avvento” deriva dal latino adventus, che significa “venuta”, e si riferisce al periodo di preparazione alla celebrazione della nascita di Cristo. Già nell’Ottocento, in Germania, le famiglie cristiane avevano sviluppato metodi per contare i giorni che le separavano dal 25 dicembre.
I bambini erano soliti disegnare un gessetto sul muro o sulla porta per ogni giorno di dicembre, cancellandone uno quotidianamente.
In alcune case si accendeva una candela o si metteva un filo di paglia nel presepe ogni giorno per l’Avvento.
Un’usanza comune prevedeva l’utilizzo di una candela segnata con 24 tacche (o anelli). Ogni giorno la si accendeva e la si lasciava bruciare fino alla tacca successiva, fino a consumarsi completamente la Vigilia di Natale.
Alcune famiglie usavano un orologio con 24 tacche numerate. Ogni giorno, la lancetta veniva spostata per segnare il tempo trascorso. Questi erano i veri e propri predecessori spirituali del calendario.
La svolta verso il calendario dell’Avvento nella sua forma moderna è legata al nome di Gerhard Lang, un editore di Monaco. La storia narra che, da bambino, Gerhard fosse estremamente impaziente nell’attesa del Natale. Stanca delle sue continue domande, sua madre ebbe un’idea: preparò un cartoncino con 24 biscotti speziati (o piccole immagini) attaccati, consentendogli di mangiarne o staccarne uno al giorno.
Anni dopo, nel 1908, Lang si ispirò a questo ricordo d’infanzia per creare il primo Calendario dell’Avvento stampato e messo in commercio. Inizialmente, si trattava di un cartoncino con 24 piccole immagini da ritagliare e attaccare ogni giorno su un altro cartoncino. L’innovazione che ha dato al calendario la forma che conosciamo oggi arrivò negli anni successivi.
Intorno al 1920, Lang introdusse l’elemento cruciale: il cartoncino con le 24 finestrelle apribili. Dietro queste porte si nascondevano angeli, piccoli Gesù Bambino o versi della Bibbia. Con il tempo, le figure religiose hanno lasciato spazio a piccole dolcezze e cioccolatini, rendendo il calendario popolare tra i bambini e in tutto il mondo.
Un capitolo meno noto della storia del calendario è il suo periodo durante il Terzo Reich in Germania, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il regime nazista cercò di eliminare tutte le tradizioni con forti connotazioni cristiane. Anche il Calendario dell’Avvento fu strumentalizzato a fini di propaganda. Al posto delle immagini religiose (come il Bambino Gesù o gli angeli), furono realizzati calendari con simboli nazisti, canti pro-Hitler o immagini della mitologia germanica e della “Grande Germania”. Subito dopo la guerra, la tradizione fu ripresa con forza.
L’editore Richard Sellmer è famoso per aver stampato il primo calendario dell’Avvento dopo il 1945, contribuendo a diffonderlo rapidamente, soprattutto dopo che il generale e futuro presidente degli Stati Uniti Dwight D. Eisenhower fece pubblicare una foto con i suoi nipoti mentre aprivano un calendario tedesco.
Oggi il Calendario dell’Avvento ha superato la sua connotazione puramente religiosa, secolarizzandosi e diventando una tradizione amata da tutti. Si è evoluto in innumerevoli varianti, dal classico con i cioccolatini ai moderni calendari beauty, gourmet, di birre artigianali o giocattoli, confermando il suo ruolo di affascinante conto alla rovescia verso la festa più attesa dell’anno.
Che sia artigianale, pieno di dolci o di lussuosi prodotti, il calendario dell’avvento rende magico ogni Natale.