08 Dic LO SCHIACCIANOCI
Chi non ha mai sentito parlare de “Lo schiaccianoci”? Una delle storie più conosciute, celebre per l’omonimo balletto classico, accompagnato dalle iconiche musiche del compositore Pëtr Il’ič Čajkovskij e che tutti ricolleghiamo al periodo natalizio, con le sue atmosfere sognanti e intrise di magia. Dietro al famoso balletto si cela un classico della Letteratura Romantica: “Lo schiaccianoci e il re dei topi” di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, edito per la prima volta nel 1816 e successivamente entrato a far parte della raccolta “I confratelli di Serapione”.
“Lo Schiaccianoci” è una fiaba di Natale senza tempo che da più di due secoli continua ad affascinare grandi e piccini.
Alexandre Dumas padre, trasse ispirazione dalla fiaba originale di E.T.A. Hoffmann per rielaborare una sua versione (Histoire d’un casse-noisette) e da questa nacque il famoso balletto de “Lo Schiaccianoci”, sopra menzionato.
È il 24 dicembre, Marie e il fratello Fritz, come tutti i bambini alla Vigilia di Natale, fantasticano sui meravigliosi regali che riceveranno in dono. Il loro padrino, di nome Drosselmeier, ogni anno li delizia con fantastiche ed eccentriche sue creazioni. Tradizione e meraviglia, l’incanto dei mille colori e delle decorazioni, i doni e i banchetti prelibati di casa Stahlbaum, fanno da sfondo allo scorrere delle pagine.
“I bambini erano ben consapevoli che i genitori avevano comprato per loro tanti bei regali, che adesso stavano disponendo, ma erano anche certi che il caro Gesù Bambino li aveva illuminati guardandoli con i suoi occhietti santi e gentili, e che ogni dono natalizio, come sfiorato da una mano benedicente, li avrebbe oltremodo rallegrati.”
Tra i tanti regali ricevuti, la piccola Marie rimane colpita da un pregevole omino vestito con una bellissima giacchetta da ussaro: uno schiaccianoci di legno, che diventerà il suo piccolo protetto. Con lo scoccare della mezzanotte il realismo che fa da cornice agli eventi si fonde col fantastico e anche gli incubi prendono forma: dal buio della stanza fa il suo ingresso il temibile Re dei topi con sette teste e sette corone e con il suo esercito di roditori pronti a marciare e a distruggere lo Schiaccianoci, che nel frattempo ha preso vita richiamando a sé il proprio esercito di ussari. La battaglia ha inizio e Marie verrà trasportata in un’avventura in bilico tra sogno e realtà… In seguito, il suo eroe coraggioso la condurrà al cospetto della Principessa Pirlipat, nel Regno delle Bambole, in un mondo incantato tra pastorelli e soldatini d’argento, cestini di zucchero e canditi.
“Il padrino Drosselmeier sorrise e prese in braccio la piccola Marie. Poi con voce gentile le disse: “A te, mia cara Marie, è toccato il compito più difficile. Tu, come Pirlipat, sei una principessa, perché regni su un mondo bello e puro. Ma dovrai penare un bel po’ se deciderai di prenderti a cuore la sorte del povero schiaccianoci, perché il re dei topi non gli darà pace. Solo tu, però – non io – potrai salvarlo. Sii forte, dunque, e rimani al suo fianco.”
Ma che cosa simboleggia lo schiaccianoci? In primo luogo, rappresenta il simbolo di protezione; secondo il folklore tedesco è anche simbolo di fortuna, potere e forza. Viene inoltre considerato anche un simbolo di cambiamento e di rinascita. Ecco perché si è soliti tenere uno schiaccianoci in bella vista fino all’arrivo del nuovo anno, con la speranza che questo porti novità positive e cambiamenti interessanti. Offrirlo in dono è quindi anche segno di buon auspicio.