14 Dic LA STORIA DI SANTA LUCIA
La storia di Santa Lucia è una delle più antiche della tradizione cristiana, legata alla città di Siracusa e al significato della parola “luce“.
Santa Lucia (il cui nome deriva dal latino lux, che significa “luce”) nacque a Siracusa (Sicilia) verso la fine del III secolo d.C. da una ricca e nobile famiglia.
Visse in un periodo di forti persecuzioni contro i cristiani, in particolare sotto l’imperatore Diocleziano.
Fin da giovane, Lucia si consacrò a Dio, facendo voto di verginità e decidendo di dedicare la sua vita alla fede e all’aiuto dei poveri.
La svolta nella sua vita avvenne quando sua madre, Eutichia, si ammalò gravemente.
Lucia e sua madre si recarono in pellegrinaggio a Catania per pregare sulla tomba di Sant’Agata, un’altra martire molto venerata.
Durante la preghiera, Lucia ebbe una visione di Sant’Agata, la quale le annunziò la guarigione della madre e il suo futuro destino di Patrona di Siracusa.
Dopo la miracolosa guarigione di Eutichia, Lucia, grata a Dio, decise di distribuire tutti i suoi beni ai poveri.
Il rifiuto di Lucia di sposarsi e la sua decisione di dedicare la sua vita a Cristo e ai poveri provocarono la reazione del suo promesso sposo (un giovane pagano) che, per vendetta, la denunciò alle autorità romane come cristiana.
Condotta davanti al prefetto Pascasio, Lucia si rifiutò con fermezza di rinnegare la sua fede, dimostrando un coraggio straordinario.
Il prefetto la condannò a essere condotta in un luogo di dissolutezza per essere disonorata. Tuttavia, secondo la leggenda, Lucia divenne miracolosamente immobile e intrasportabile: né i soldati né i buoi, a cui era stata legata, riuscirono a smuoverla.
Dopo questo miracolo, fu accusata di stregoneria e sottoposta a diverse torture, inclusa quella del fuoco, ma le fiamme non la scalfirono.
Il suo martirio si concluse con l’uccisione per spada alla gola (o con un pugnale conficcato nel collo), intorno al 304 d.C.
Una delle tradizioni iconografiche più note è quella che raffigura Santa Lucia con gli occhi su un piatto o un calice. Questa rappresentazione ha portato alla credenza che le furono cavati gli occhi durante il martirio. Tuttavia, gli atti più antichi del martirio non menzionano questo episodio. È più probabile che il legame sia sorto in un secondo momento, proprio per via del suo nome (Lux = luce) e per la sua protezione della vista.
Santa Lucia è venerata il 13 dicembre, data che nel calendario giuliano (usato fino al 1582) coincideva o era molto vicina al solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno. Recita infatti il detto: “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia“. Anche se oggi il solstizio astronomico cade intorno al 21-22 dicembre, l’antico detto popolare testimonia il legame della Santa con il momento di massima oscurità, prima del “ritorno della luce”.
Per l’etimologia del suo nome, è la patrona dei ciechi, degli oculisti e di tutti coloro che soffrono di malattie agli occhi. Viene invocata per chiedere la “luce” non solo fisica, ma anche spirituale.
In diverse regioni d’Italia (soprattutto nel Nord-Est, come Brescia e Bergamo) e nei Paesi del Nord Europa (in particolare la Svezia, dove è celebrata con processioni di ragazze che indossano corone di candele), Lucia è la figura che porta doni e dolci ai bambini: in groppa al suo asinello andrebbe di casa in casa, trovando biscotti per sé e una carota per il suo fedele animale. Si dice che a volte si senta il suono di campanelli, segnale che Santa Lucia sta passando per controllare se i bambini sono stati bravi. Quindi ditelo ai vostri bambini: se fossero ancora svegli, rischierebbero di non ricevere nulla o di ricevere carbone invece dei regali desiderati. Per cui la sera del 12 dicembre tutti a letto presto!