15 Dic Il Libro di Natale
Come possono racconti scritti oltre un secolo fa in un Paese distante dal nostro, risultare, almeno in parte, attuali? Come possono farti rivivere la tua infanzia, adolescenza, come possono riportarti ai natali perduti e farti riflettere sul futuro?
Direi che hanno adempiuto ad uno dei “mestieri” propri dei libri: farti viaggiare nel tempo e nello spazio, dentro la tua anima e fra le altre anime.
Il Libro di Natale è una raccolta di racconti brevi, per lo più a tema natalizio, della scrittrice svedese Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf (1858 – 1940).
Da Wikipedia: “Autrice di numerosi romanzi e racconti basati, fra l’altro, su vita, usi, costumi e tradizioni della Svezia del passato, fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1909. Cresciuta nella campagna del Värmland, si ispirò a leggende e canzoni popolari per il suo libro primo e più noto, La saga di Gösta Berling (1891).
La motivazione della vincita del Nobel fu: “Per l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere.”
Nel 1914 divenne lei stessa membro dell’Accademia Svedese”.
Tra tradizioni, leggende nordiche e racconti allegorici, con un’alta componente di morale cristiana, questa raccolta riporta, in ogni caso, la classica atmosfera natalizia: senti il freddo frizzantino del periodo, il camino scoppiettante, l’attesa dei regali, l’organizzazione dei preparativi. Ma è anche un libro che fa riflettere sull’animo umano e sulla possibilità di redenzione.
Il primo racconto narra quella che, per me, è una delle tradizioni più particolari, per quanto oggi non abbiamo più bisogno di aspettare la notte di Natale per ricevere e leggere un libro: leggendo l’emozione della protagonista, che immagini esser stata la scrittrice da bambina, ritorni all’attesa di quando desideri tanto un libro, di quando lo hai finalmente tra le mani, di quando puoi leggere senza interruzioni.
“Vedete, devo dire che a Mårbacka una tradizione vuole che quando si va a dormire la Vigilia di Natale si ha il permesso di avvicinare un tavolino al letto, metterci sopra una candela e poi leggere finché si vuole. Questa è la più grande di tutte le gioie di Natale. Non c’è niente di più bello che starsene lì sdraiati con un bel libro avuto in regalo, un libro nuovo che non si è ancora mai visto e che nessun altro in casa conosce, e sapere che si può leggere pagina dopo pagina finché si riesce a stare svegli. Ma cosa si fa la notte di Natale, se non si sono ricevuti libri?”
Per la notte di Natale, auguro a tutti di ritrovare un libro che faccia riflettere sull’animo umano, di ritrovare sé stessi per poter ritrovare l’Altro, di “vedere” che oggi ci sono troppi Altri, soprattutto Altri Bambini, che non solo non riceveranno un libro, ma che non hanno più neanche un luogo chiamato Casa.