A Casa di Lucia | Avvento con l’esperto: Natività di Carlo Maratta
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Avvento con l’esperto: Natività di Carlo Maratta

L’Avvento si conclude con la sua naturale destinazione: la nascita del Bambino Gesù, splendidamente illustrata da Carlo Maratta e descritta per noi da Sigfrido 1000quadri.

Sperando di avervi tenuto compagnia e di avervi fatto scoprire o riscoprire la bellezza contenuta nell’arte, il blog In tutto Liber di “A casa di Lucia” augura a voi lettori e alle vostre famiglie un sereno Natale.

E adesso lasciamo la parola a Sigfrido 1000quadri.

 

Titolo: Natività

Autore: Carlo Maratta

Anno: 1655

Ubicazione: Staatliche Kunstsammlungen Dresden

(Olio su tela)

 

Carlo Maratta è una figura chiave della pittura italiana della seconda metà del Seicento, tanto da essere considerato uno dei maestri più celebrati del suo tempo. La sua grandezza sta nella capacità — rara nel pieno del Barocco — di accordare classicismo e teatralità, ordine e sentimento, misura e tenerezza.

In questa delicata Natività, da non confondere con quella di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, il pittore costruisce la scena secondo la classica composizione piramidale.  Il centro emotivo e luminoso è rappresentato dal  Bambino Gesù, che irradia una luce propria: non riflessa, ma generata. Una luce che avvolge il volto di Maria e quello dei due angeli inginocchiati accanto a lei.

Qui entra in gioco la dinamica degli affetti, così cara a Maratta.

Maria si china sul Bambino con una dolcezza che non ha enfasi: il suo gesto è tutto raccolto, tutto interiore. Solleva con delicatezza il lenzuolo che protegge il piccolo, come per rivelarlo e custodirlo nello stesso tempo. Il piccolo Gesù, paffutello, ricambia la scena con un gesto spontaneo e carnale: sfiora con il piedino il braccio della Madre, stabilendo un contatto che è insieme umano e sacro.

Gli angeli seguono questo movimento d’amore: il loro sguardo non è rivolto soltanto al Bambino, ma alla Madre stessa, come se apprendessero da lei la grammatica della tenerezza.

E uno degli angeli, alle spalle di Maria, incrocia il nostro sguardo: è il punto di contatto tra noi e la scena, il tramite che ci invita ad avvicinarci al mistero con la stessa devozione sommessa.

Il tutto si svolge dentro un chiaroscuro barocco morbido, avvolgente, che modellando i volti e i drappi rende la scena intima e palpabile. Ma questa teatralità luminosa non è mai caotica: si innesta su una struttura geometrica pura, una piramide perfetta che regge l’emozione e la disciplina, l’affetto e la forma.

Maratta dimostra così che il Barocco, quando è guidato dalla grazia, sa essere non solo spettacolo, ma meditazione.

Una Natività che non punta sull’eccezionale, ma sull’essenziale: la luce che nasce, l’amore che risponde, il mondo che si rischiara attraverso un gesto di tenerezza.

 

Ricordiamo i riferimenti a cui potete collegarvi per seguire Sigfrido 1000quadri:

https://www.instagram.com/1000quadri

https://www.facebook.com/1000quadri/



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