09 Gen IL NATALE ORTODOSSO IN TAVOLA
Come abbiamo detto, quasi nessuno ormai rispetta i giorni di digiuno previsti nel periodo natalizio, anzi la parola d’ordine è mangiare. Ma cosa mangiano a Natale i russi?
Ecco un elenco di piatti tipici:
-“Socivo” o “kutya” (a seconda della regione): questa può essere considerata la portata principale del Natale russo. Il grano separato dalla pula viene fatto bollire in acqua. L’acqua viene lasciata raffreddare e dolcificata con del miele. Viene poi aggiunto il cosiddetto “latte di papavero” ovvero semi di papavero pestati in un mortaio. Il tutto viene mescolato e servito. Nel corso dei secoli questo piatto di chiara origine contadina ha subito diverse modifiche: le famiglie aggiungono anche avena, miglio o riso oltre al grano nonché uvetta e nocciole. I più fantasiosi aggiungono anche cocco grattugiato, ma è naturalmente considerato una “deviazione” dalla tradizione; il cocco non è proprio un frutto tipico della Russia.
-“Rozhdestvensky gus”: letteralmente “oca natalizia/di Natale” in lingua russa. Durante l’epoca zarista era un vero è proprio simbolo del proprio status servire questo piatto a Natale, sia nei palazzi dello zar che tra la popolazione comune, anche se quest’ultima doveva spesso accontentarsi di altri volatili come fagiani o tacchini, quest’ultimi solo dopo la scoperta delle Americhe. Al giorno d’oggi, tuttavia, viene usata esclusivamente l’oca. L’animale viene cosparso con sale, pepe e spezie come la maggiorana e l’artemisia. L’oca sarà poi farcita con riso e funghi oppure con mele e prugne. Completata la preparazione si inforna.
-“Rasstegaj”: una sorta di tortino “aperto” con il ripieno a vista. Il nome può essere infatti tradotto approssimativamente come “tortini non chiusi/non legati”. La tradizione impone che il ripieno sia a base di pesce, ma oggi si utilizzano tranquillamente alcuni tipi di carne come manzo o fegato. Nell’apertura dov’è visibile il ripieno si versa il brodo o il sugo di cottura.
-“Stroganina”: piatto tipico delle regioni artiche russe che viene servito durante ricevimenti e usato a Natale nel resto del paese. Si tratta di pesce crudo congelato naturalmente, che rimane tale fino al momento dell’impiattamento. Al pasto, il pesce viene desquamato e tagliato in fette lunghe e tanto sottili che tendono ad arricciarsi; viene consumato così, in modo da far sciogliere la polpa in bocca. Solitamente è condito con una salsa all’aceto e con bacche.
-“Pryjanik”: il dolce delle feste per antonomasia. Molto simile al nostro panforte, ha una forma rettangolare ed è guarnito con noci, bacche, uva, spezie varie, zenzero e miele. A volte viene decorato con del cioccolato e servito su un grande piatto da portata.
Questi sono dunque alcuni dei protagonisti delle tavole natalizie della Russia ortodossa. Ogni nazione ortodossa peró ha le proprie tradizioni e i propri piatti tipici. Tenete anche a mente che la Russia è un paese enorme che contiene migliaia di popolazioni diverse e centinaia di credo religiosi che vanno dal cristianesimo all’islam, dal buddismo alle credenze sciamaniche: non tutti festeggiano il Natale. Anche tra gli ortodossi russi, i piatti variano da regione a regione, un po’ come in Italia, ed è impossibile elencare tutte le credenze e tutti piatti tipici del periodo natalizio: in alcuni casi le tradizioni variano da famiglia a famiglia quindi fare un compendio completo risulta impresa assai ardua.
ARTICOLO A CURA DI DAVIDE PASSALACQUA