14 Feb Da Mondaini e Vianello a Sandra e Raimondo: i mattatori dell’amore più longevo della tv italiana
“Che noia che barba che barba che noia!”
Lo ripeteva Sandra nella loro sit-com di successo, ma senz’altro la loro storia non è mai stata connotata dalla noia.
Sandra Mondaini e Raimondo Vianello rappresentano una delle coppie più longeve della televisione italiana. Coppia nella vita e nell’amore, restano ancora oggi un esempio meraviglioso di amore che non cede alle logiche del mondo dello spettacolo.
Sandra Mondaini e Raimondo Vianello sono stati, fino alla fine dei loro giorni, l’uno complementare all’altro, amandosi, sostenendosi, prendendosi in giro. Con tenerezza, ironia, con la passione soffusa dell’amore che resiste al tempo e ai suoi inganni. Come erano nella vita privata così erano sul palcoscenico: due personalità di spicco che conciliavano ogni controversia con la potente arma di un umorismo mai becero. Un idillio, ma tutto da ridere. Stereotipi, in tanti casi, ma usati a fin di bene, per provocare sorrisi e spesso risate.
Spettacolo e vita privata si muovono a ritmo di valzer per tutta la loro vita tanto da renderli coppia da esempio, ma c’era poco di costruito; erano autentici: lui elegante, pungente e composto, lei un vulcano di vitalità e autoironia. Hanno inventato un modo nuovo di vivere in coppia, a tal punto che ai giorni nostri, di fronte ad una coppia che si punzecchia gli si affibbia il nomignolo di “Sandra e Raimondo”. Un esempio, appunto. Sandra e Raimondo sono l’ennesima prova di quanto l’arte, unita al sentimento, consolidi l’unione. E di quanto vivere la vita attraverso l’arte aiuti a nutrire emozioni vere.
Il primo incontro avviene nel 1958 e dopo quattro anni, utili anche a “chiudere” fidanzamenti reciproci, si sposano il 28 maggio 1962. Da allora, sempre insieme nella vita e nel lavoro, partecipano a trasmissioni gloriose della Rai, realizzate da autori e registi memorabili: “Il Tappabuchi” nel 1967 diretto da Vito Molinari, “Su e giù” del 1968 per la regia di Eros Macchi, nel 1972 conducono “Sai che ti dico” firmato da Antonello Falqui. Ma è Giovanni Salvi, allora dirigente Rai, a volerli come coppia fissa in uno spettacolo “Tante scuse” del 1974, che raccoglie davanti allo schermo più di 23 mila spettatori. Segue il primo programma a colori “Noi…no” del 1977, fino all’ultima apparizione per la Rai “Stasera niente di nuovo” del 1981.
Il successo professionale della coppia viene cristallizzato da uno spot degli anni Ottanta che racchiude i tratti essenziali del loro successo: Raimondo sta dormendo sul divano, Sandra lo sveglia, chiedendogli di andare a prendere sua madre in stazione. Lui brontola fino a quando lei non gli offre un caffè… una pubblicità che anticipa la più popolare sit-com dei nostri tempi: Casa Vianello. Lanciata nel 1988 ha fatto compagnia e fatto sorridere generazioni e generazioni con quel “che barba, che noia” che tutti noi almeno una volta abbiamo pronunciato, imitandoli!
Sandra e Raimondo hanno vissuto molti momenti duri, dal non poter avere figli, alla malattia che prima ha colpito Raimondo e poi Sandra per ben due volte, eppure non si sono persi. L’amore tra Sandra e Raimondo ha colpito tutti, è stato ed è ancora oggi un esempio bellissimo di sentimento che, pur nelle difficoltà, può unire per tutta la vita e anche oltre. Un’unione talmente grande che Raimondo Vianello, poco prima di morire, ha dettato, ad un caro amico che ha saputo esserci negli anni rasserenandoli sempre con il suo sorriso e buon umore, anche nei momenti più tristi e più incerti, delle parole bellissime per la sua Sandra, per aiutarla nel distacco fisico:
“Cara Sandra, la morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
Raimondo Vianello
Sandra ci ha lasciati pochissimo tempo dopo, ma l’Italia non ha dimenticato le grandi figure che sono state e l’insegnamento di unione e amore da portare avanti sempre. Infatti, a Peschiera del Garda, in provincia di Verona, l’incrocio tra due strade ricorderà per sempre l’amore che ha unito una delle coppie più amate dello spettacolo italiano. I nomi di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini svettano sullo stesso palo stradale nelle targhe che, dal 2013, indicano le due vie della città intitolate ai comici che hanno fatto la storia della nostra tv, simbolo di un’unione rimasta salda fino agli ultimi giorni della loro vita.
Non è facile avere un’unione salda e duratura come quella di Sandra e Raimondo, tra vite consumate sempre più velocemente e sentimenti mutevoli o banalizzati fino all’eccesso, e certo la loro storia fa sognare, anzi fa quasi invidia, ma un’invidia sana, piena di ammirazione e traboccante di incanto.
(fonte immagini: ecodibergamo.it)