A Casa di Lucia | “Oh Dio mio!” di Anat Gov
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“Oh Dio mio!” di Anat Gov

Oh Dio mio!” di Anat Gov è una pièce teatrale, ma, sebbene non sia solita leggere il teatro, la cosa non disturba affatto e anzi come nei migliori testi teatrali ci si ritrova lì in carne ed ossa, totalmente immersi nella storia. Lungo poco meno di 100 pagine, l’ho letto una sera, iniziato e finito prima di addormentarmi.

Trama: Ella è una psicologa, abbandonata dal marito vive con il figlio autistico. Una sera riceve una telefonata urgente: un paziente ha bisogno di vederla per una terapia immediata. È il signor D. Lei lo riceve e ben presto scopre che altri non è che Dio. E tra alti e bassi proseguiranno nella seduta.

Il testo è ironico e profondo, mai banale o apologetico, sebbene abbia rimandi ovviamente alle Sacre Scritture. Dio appare umano, perso in una profonda crisi da circa 2000 anni. Perché ha creato l’uomo? Perché lo ha lasciato in balia del libero arbitrio? Un Dio alla deriva di se stesso, alla ricerca di spiegazioni che sono talmente vicine a noi da stupirci, talmente umane da non prenderle in considerazione. Perché, forse, la vera risposta è sempre l’Amore.

Leggero, profondo, mai banale, un testo unico che non si dimentica. Un testo che viene voglia di rileggere. E che ad ogni lettura lascia dentro tanti interrogativi e un briciolo di speranza, necessaria, che un giorno arrivi la salvezza.

D: Perché dovrei avere compassione per voi?

ELLA: Perché oggi siamo noi a soffrire della malattia del potere. Siamo noi ad aver bisogno di una terapia, non lei. Lei non uccide più i bambini, adesso li uccidiamo noi. Non fa più piovere dall’alto semplicemente fuoco e zolfo, adesso lo facciamo noi, bombe atomiche che avrebbero raso al suolo Sodoma e Gomorra così in fretta che la moglie di Lot non avrebbe fatto in tempo a voltarsi! Quindi chi è tra noi che ha bisogno di una terapia?

D: È solo colpa mia. Avete imparato da me. Siete semplicemente dei bravi studenti di un pessimo insegnante.

ELLA: Ma se lei è cambiato forse potremo farlo anche noi. Dopotutto siamo stati creati a sua immagine, giusto? Forse un giorno anche noi riusciremo a liberarci del nostro potere e a smettere di farci del male.

D: Lei non ci crederà sul serio?

ELLA: No… ma devo.

 

 



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