28 Feb PLAUTILLA BRICCI: la prima architettrice
Plautilla nacque a Roma nel 1616 da Giovanni Bricci e Chiara Recupito. Figlio di una famiglia umilissima, il padre era un materassaio. Potremmo definire Giovanni come un “uomo che si è fatto da sé”, che, grazie alla sua personalità poliedrica e alla sua tenacia, divenne scrittore cronista delle vicende romane del tempo, poeta, drammaturgo, attore e pittore.
Proprio nella bottega del padre Plautilla apprese i primi rudimenti della pittura ed fu dal padre che le venne commissionata ancora giovanissima, intorno ai 16-18 anni, la prima opera importante, una pala d’altare a cui è legata una leggenda. Si racconta che Plautilla, abituata fino ad allora a dipingere piccoli quadri, fosse in seria difficoltà a portare a termine un lavoro così grande tanto da assopirsi ad un certo punto per la stanchezza; quando si svegliò, trovò il dipinto completato.
Questo supposto miracolo diede una certa notorietà a Plautilla, che grazie a questo dipinto fece la conoscenza di Maria Eufrasia della Croce, suora carmelitana pittrice e sorella dell’abate Elpidio Benedetti, persona molto influente a Roma grazie ai suoi contatti professionali con il cardinale Giulio Mazzarino e la corte di Francia, appassionato d’arte e soprattutto di architettura, che diventò il primo e più importante mentore di Plautilla.
Ma come si diventava architetti all’inizio del ‘600? Non esistevano ancora scuole di architettura (la prima verrà aperta a Roma nella seconda metà del 1600). Ebbene, lo si diventava attraverso la pratica, nei cantieri, lavorando di cazzuola e calce e studiando sui manuali di teoria e pratica. Ce n’era uno, famoso, il più usato al tempo, il “Perspective curieuse” di J. F. Niceron, che forniva i primi elementi di aritmetica, geometria e composizione affinché gli architetti potessero avere delle basi teoriche.
Questo fu, probabilmente, anche il percorso di Plautilla Bricci, grazie al quale ottenne dall’abate Benedetti il suo primo lavoro d’architettura, la Casa grande Benedetti in via di Monserrato a Roma, realizzata nel 1655.
Quella fu la prova generale prima della costruzione del capolavoro di Plautilla, la Villa del Vascello, commissionata sempre dall’abate Benedetti e realizzata vicino Porta S. Pancrazio.
Purtroppo non ci rimane quasi niente di quella splendida opera, perché fu teatro di combattimenti durante la presa di Roma da parte dei francesi nel 1849, triste vicenda che causò il suo completo abbattimento.
Ma come facciamo a sapere che fu Plautilla Bricci a progettare la villa? Attraverso un atto notarile che è arrivato fino a noi. Appena iniziati i lavori di costruzione, Plautilla si trovò a fare i conti con il capomastro, il quale, abituato ai cantieri in cui gli architetti erano uomini, non ne voleva sapere di lavorare con una donna. Il Benedetti, committente, certo della competenza della Bricci, prese i documenti e andò da un notaio, dove firmò una dichiarazione ufficialmente autenticata in cui si affermava che il capitolato era basato sui disegni del progetto eseguiti di sua mano da Plautilla Bricci “architettrice”.
Il tentativo di ostacolare il lavoro di Plautilla da parte del capomastro fallì e si trasformò, invece, nella fortuna della Bricci, che potè fregiarsi del titolo di architettrice, e nella nostra buona stella per avere ad oggi un documento comprovante l’autenticità del lavoro di Plautilla.
La Villa del Vascello è stato un lavoro originalissimo nella Roma del tempo e mai più ripetuto.
Un altro capolavoro che possiamo ancora ammirare in quanto arrivato a noi intatto è la Cappella di S. Luigi dei francesi, non lontana da piazza Navona.
Plautilla Bricci inventò anche la prima iconografia del Sacro cuore di Gesù testimoniata da un’opera enorme, il Lunettone dei canonici lateranensi che oggi si trova nei depositi dei Musei Vaticani.
Nel 1690 l’abate Benedetti morì, lasciando alla sua protetta una casa in Trastevere, in cui però Plautilla visse poco in quanto nel 1692 si ritirò nel convento di S. Margherita in Trastevere, dove morì nel 1705.
Purtroppo non abbiamo moltissimi particolari sulla vita di Plautilla Bricci, ma ciò che possiamo affermare per certo è che fu la prima donna architettrice d’Italia e forse dell’Occidente intero.