A Casa di Lucia | L’ACQUA, ANTICA E PREZIOSA
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L’ACQUA, ANTICA E PREZIOSA

H2O, questa la formula dell’elemento in maggior quantità sul pianeta Terra, che ha permesso la nascita di milioni di esseri viventi dalle forme più disparate: l’acqua.

L’acqua non è stata sempre presente sul pianeta che, fino a 4,5 miliardi di anni fa, era una palla infuocata dal cuore così incandescente da rendere inutile ogni particella liquida, visto che non riusciva nemmeno a evaporare tanto rendeva bollente anche ciò che la circondava.

Lentamente, molto lentamente (ogni cambiamento si misura in milioni di anni), la palla infuocata ha iniziato a raffreddarsi e le particelle al suo interno poterono mantenere il proprio stato liquido.

Liquido sì, ma il calore, seppur diminuito, persisteva e permise a quelle particelle di evaporare restando come vapore in sospensione nell’atmosfera che andava formandosi. Per migliaia di anni il vapore ha continuato ad addensarsi intorno al pianeta fino a condensarsi in nuvole e, finalmente, cadere giù sotto forma di pioggia.

Questa pare al momento l’ipotesi più accreditata per spiegare la prima presenza dell’acqua sulla Terra.

Ora immaginate una spessa coltre di vapore immobile lassù a cui se ne aggiunge un po’ ogni giorno per milioni di anni. Sembra eterno, eppure non lo è. Mentre la temperatura sul pianeta scende, il vapore in alto si condensa formando le nuvole, immense, cariche dell’elemento che, a quel punto, può solo cadere giù.

Le prime gocce, decine, poi centinaia, migliaia di gocce d’acqua che bagnano un pianeta in formazione e contribuiscono a far scendere ancora la sua temperatura. Una pioggia incessante, monotona, che si protrae per milioni di anni fino a riempire le parti concave delle terre emerse formando gli oceani e, sul terreno, fiumi, laghi e, infiltrandosi, fiumi e laghi sotterranei.

Da allora il 97% del pianeta è ricoperto d’acqua e il 3% è adatta all’uso umano.

La cifra percentuale può apparire minuscola ma corrisponde a milioni di tonnellate di liquido vitale che grazie all’interazione tra sole, fiumi, laghi e oceani si formano costantemente nel formidabile Ciclo dell’acqua: evaporazione-condensazione-precipitazione-infiltrazione.

L’acqua presiede ad ogni attività del pianeta nei suoi tre diversi stati: liquido, gassoso, solido.

Quando la temperatura scende a forma piccolissimi cristalli simili a ricami sottili che scendono quali fiocchi di neve e si trasformano in ghiaccio compatto al suolo. Un fotografo statunitense, Wilson Bentley, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 per quarant’anni ha fotografato al microscopio i cristalli dei fiocchi di neve collezionando oltre 5000 immagini, da cui si evince che non si è potuto trovare un cristallo perfettamente identico a un altro. Meravigliosa natura.

Non appena la temperatura sale il ghiaccio torna a evaporare per condensarsi in nuvole e discendere poi come pioggia: il ciclo dell’acqua si perpetua.

Rinfresca, disseta, lava, si conforma a qualsiasi recipiente, ma una goccia che cada con regolarità perfora la roccia per quando solida sia e il suo scorrere costante modella canali, scava tunnel, trasporta ciò che trova sul suo cammino.

Ci ammalia con la distesa del mare blu e le sue onde, spinte da correnti sotterranee, possono diventare alte e giocose o muri d’acqua spaventosi.

Avete mai avuto occasione di vedere qualche insetto “camminare” sull’acqua? È grazie alla capacità di creare la tensione superficiale attraverso i legami chimici dei suoi componenti, per cui si crea una “pellicola” sulla quale i piccoli insetti possono muoversi.

E come fa l’acqua a risalire dalle radici di un albero fino alle sue foglie più alte? Attraverso la capillarità, un fenomeno fisico che permette all’acqua di salire dal basso verso l’alto dentro tubicini, i capillari appunto.

L’acqua è dentro di noi, il nostro corpo ne è formato per circa il 60%, nasciamo nell’acqua e vi restiamo per nove mesi per poter diventare “terrestri”.

Di gioia o di dolore, le nostre lacrime sono d’acqua e, quando il nostro corpo sente troppo caldo, espelliamo acqua sudando per  regolare la temperatura corporea.

Possiamo resistere fino a 15 giorni senza mangiare ma solo 3 senza bere, dopo di che il sangue nelle vene perde fluidità, il cuore si affatica, la respirazione si fa difficile.

È l’acqua che irriga i campi, disseta gli animali che alleviamo, che dà energia alle industrie produttrici di ciò che acquistiamo, dai materiali delle abitazioni in cui viviamo ai mezzi con cui ci muoviamo ai dispositivi elettronici con cui comunichiamo, leggiamo, creiamo contenuti.

Ha preparato il Pianeta alla nostra venuta e grazie a questo prosperiamo. Quello che non era previsto è che la nostra prosperità sporcasse, inquinasse, avvelenasse l’acqua, che equivale a sporcare, inquinare, avvelenare la vita stessa.

Ma se siamo noi esseri umani a creare seri danni all’acqua con gli scarti dei risultati del nostro ingegno, possiamo con lo stesso studiare soluzioni e mezzi per ripulirla e, fondamentale, per non inquinarla di nuovo.

L’acqua non ha bisogno di noi.

Noi abbiamo bisogno dell’acqua, non dimentichiamolo.

 



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