A Casa di Lucia | LE FERRATELLE
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LE FERRATELLE

C’è un dolce in Abruzzo che sa di famiglia, di festa e di tempi antichi: è la Ferratella, conosciuta in alcune zone della regione, in particolare sulla costa, come Neola, ma anche come Pizzella o Cancellata. Questa croccante o morbida cialda non è solo una prelibatezza, ma un vero e proprio pezzo di storia gastronomica italiana.

L’origine della Ferratella si perde nella storia, tanto da farla considerare uno dei dolci più antichi d’Italia.

Alcuni studiosi le collegano alle antiche crustule romane, cialde a base di farina, cotte su ferri roventi, già diffuse in epoca imperiale.

Il nome “ferratella” deriva chiaramente da “ferro“, lo speciale strumento a doppia piastra utilizzato per la cottura, chiamato in dialetto “lu ferre”.

La tradizione vuole che questo ferro facesse parte della dote nuziale della sposa. Per questo, molti ferri antichi recano incise le iniziali della futura moglie, l’anno e, in alcune aree, disegni simbolici come il Cancello (da cui il nome Cancellata) o la forma ad otto, simbolo di unione matrimoniale.

Nel passato, le ferratelle erano dolci legati soprattutto alle festività religiose, come la Settimana Santa o le celebrazioni del Santo Patrono. Un aneddoto affascinante riguarda i tempi di cottura: si narra che i minuti venissero scanditi recitando preghiere, come un “Ave Maria” per un lato e un “Padre Nostro” per l’altro!

La loro fama si consolidò nell’Ottocento, anche grazie a Gabriele D’Annunzio, che le menzionò nella sua tragedia Il Trionfo della morte, contribuendo a legarle indissolubilmente all’immaginario abruzzese.

Oggi le Ferratelle sono riconosciute come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) in Abruzzo, Molise e Lazio, a testimonianza della loro profonda radice in queste aree.

Esistono due principali versioni di Ferratella, che dipendono sia dagli ingredienti che dalla cottura:

-Morbida : Più alta e simile a un waffle, si ottiene con una pastella più fluida e l’aggiunta di un pizzico di lievito per dolci.

-Croccante (o Neola): Più sottile e friabile, tipica della costa. Si realizza con un impasto più consistente e meno lievito (o senza). Spesso viene arrotolata a cannolo appena tolta dal ferro (e in questo caso prende il nome di Nevola a Ortona, spesso con aggiunta di mosto cotto).

La Ferratella si gusta al naturale, a colazione o a merenda, ma la tradizione la vuole farcita. I ripieni più amati sono:

-La Scrucchiata (o Ragnata): una tipica confettura di uva.

Miele e noci tritate.

-Crema pasticcera o crema al cioccolato/nocciole.

 

Ricetta:

Ingredienti (Per circa 15-20 ferratelle):

-3 uova medie

-110 g di zucchero semolato

-100 ml di olio extra vergine d’oliva leggero (o olio di semi)

-20 ml di liquore all’anice (o limoncello)

-325 g di farina 00

-La scorza grattugiata di un limone (non trattato)

-½ bustina di lievito per dolci (circa 4-5 g)

-Un pizzico di sale

 

Preparazione:

Lavorazione dell’Impasto: In una ciotola capiente, lavorate con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

Unite gradualmente l’olio e il liquore all’anice, continuando a mescolare. 

Aggiungete anche la scorza di limone e un pizzico di sale.

Setacciate insieme la farina e il lievito e incorporateli al composto poco alla volta, lavorando fino a ottenere una pastella liscia, omogenea e piuttosto densa (simile a quella per i pancake).

Lasciate riposare l’impasto per una ventina di minuti a temperatura ambiente.

Cottura: Ungete leggermente la piastra (o il ferro da ferratelle) con un pennello intinto nell’olio EVO o con un pezzetto di strutto e fatela scaldare bene sul fuoco o accendete la piastra elettrica.

Versate al centro di una delle metà del ferro un cucchiaio colmo di pastella.

Chiudete il ferro con decisione e cuocete su entrambi i lati per circa 30-60 secondi per lato (o il tempo del famoso Ave Maria e Padre Nostro!). Il tempo varia a seconda della croccantezza desiderata e della temperatura del ferro.

Aprite il ferro e staccate la ferratella con una forchetta. Lasciatela raffreddare su una gratella. Se volete arrotolarla, fatelo subito quando è ancora calda e morbida!



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