A Casa di Lucia | L’uovo di Pasqua: una tradizione antica
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L’uovo di Pasqua: una tradizione antica

La storia dell’uovo di Pasqua è millenaria e vede la fusione di simboli pagani, tradizioni religiose e innovazioni culinarie.

Fin dall’antichità, l’uovo è stato considerato un simbolo di nascita e rinascita.

Per gli Egizi, Persiani, Greci e Romani l’uovo rappresentava il fulcro dei quattro elementi dell’universo e la rinascita.

All’inizio di ogni primavera, i Persiani si scambiavano uova di gallina proprio per celebrare il risveglio della natura.

Con il Cristianesimo, l’uovo è invece diventato il simbolo della Resurrezione di Cristo.

Durante la Quaresima, le uova venivano accumulate e poi consumate e regalate dopo la fine del digiuno. In molte tradizioni, venivano colorate di rosso per richiamare il sangue di Cristo.

Poi qualcuno ha avuto un’idea geniale: rendere le uova belle.

La trasformazione dell’uovo in un oggetto di lusso e poi in un dolce di cioccolato è avvenuta attraverso diverse fasi.

È iniziata con l’utilizzo di uova vere e decorate, poi di zucchero.

Nel Medioevo, si diffuse l’usanza di regalare uova bollite e colorate con foglie o fiori.

Le prime uova preziose risalgono alla fine del 1800. Venivano commissionate dai nobili e dai sovrani. Famose sono le uova Fabergé realizzate per lo zar di Russia come sorpresa di Pasqua per la moglie.

Le prime uova di cioccolato furono invece prodotte in Francia alla corte di Luigi XIV.

La tradizione dell’uovo di cioccolato vuoto con la sorpresa all’interno è legata invece a Torino, dove nel 1700 si iniziò a sperimentare l’uso di stampi per modellare il cioccolato in forme cave.

Forse è stato proprio il successo dell’uovo di Pasqua a dare origine a uno dei dolci più amati dai bambini italiani (e non solo), il celebre Kinder Sorpresa, l’ovetto della Ferrero nato proprio in Piemonte nel 1974. Si narra che Michele Ferrero, visto il grande entusiasmo dei bambini per le uova pasquali, abbia detto ai suoi collaboratori di voler dare ai più piccoli la “Pasqua ogni giorno”. 

Nacquero così quelli che oggi sono diventati gli ovetti più famosi del mondo.

Oggi compriamo uova enormi, lucide, perfette.

Le regaliamo, le spacchiamo, le condividiamo.

Ma il punto non è il cioccolato.

Il punto è che, anche senza saperlo, continuiamo a celebrare una rinascita.

Ogni uovo di Pasqua è una promessa che qualcosa può ricominciare.

Che qualcosa può rompere il guscio, anche dentro di noi.

E forse è per questo che, ogni anno, si corre a scartarlo.

Non per quello che c’è dentro, ma per quello che speriamo inizi.



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