A Casa di Lucia | 15 Maggio: i Ceri e i Tozzetti di Sant’Ubaldo
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15 Maggio: i Ceri e i Tozzetti di Sant’Ubaldo

“La cucina è di per sé scienza, ma è un’arte quando si trasforma in memoria.”  (Gualtiero Marchesi)

 

Il 15 maggio è una data che ci fa pensare agli odori della primavera ormai avanzata e di tradizioni rurali profonde. In Italia, e in particolare in Umbria, questa data è indissolubilmente legata alla Festa dei Ceri di Gubbio, una delle celebrazioni più antiche e sentite del Paese, dedicata a Sant’Ubaldo.

Per celebrare questa giornata, la ricetta protagonista è la Biscotteria di Sant’Ubaldo, in particolare i Tozzetti di Gubbio, accompagnati tradizionalmente da un buon bicchiere di vino passito.

Esistono giorni in cui la storia smette di essere polvere sui libri e diventa corsa, sudore e festa. Il 15 maggio a Gubbio è esattamente questo. Mentre i “Ceraioli” portano a spalla le macchine a spalla lignee in una corsa folle verso il Monte Ingino, nelle case e nelle pasticcerie eugubine l’aria si riempie di un profumo inconfondibile: quello dei Tozzetti.

In questo articolo scopriamo le radici di una festa millenaria e la ricetta di un dolce che racchiude l’energia necessaria per affrontarla.

La data del 15 maggio segna la vigilia della morte di Sant’Ubaldo Baldassini (1160), vescovo e protettore di Gubbio.

Sebbene alcuni storici vedano nella Festa dei Ceri tracce di antichi riti pagani legati alla dea Cerere (per propiziare il raccolto primaverile), la documentazione ufficiale lega la festa alla gratitudine della città verso il suo Vescovo. Nel 1154 Sant’Ubaldo riuscì a mediare con le potenze nemiche evitando il saccheggio di Gubbio. Da allora, ogni anno, il popolo offre “cera” (che poi divenne i grandi ceri lignei) al suo patrono.

I Tozzetti, simili ai cantucci toscani ma con un’anima umbra ben definita, nascono come cibo di conforto e di conservazione: secchi, energetici e perfetti per essere trasportati durante i giorni frenetici della festa.

 

La Ricetta: I Tozzetti di Gubbio (Variante ai Semi d’Anice)

A differenza dei cugini toscani, i tozzetti umbri celebrano spesso l’uso dei semi d’anice, che conferiscono una freschezza aromatica perfetta per la metà di maggio.

 

Ingredienti:

-Farina 00: 500g

-Zucchero: 200g

-Uova: 3 intere

-Mandorle intere (con la pelle): 150g

-Burro (morbido): 100g

-Miele: 1 cucchiaio (preferibilmente di millefiori umbro)

-Lievito per dolci: 1 bustina

-Semi di anice: 1 cucchiaio (lasciati in ammollo in un goccio di mistrà o vino bianco)

-Scorza di limone: grattugiata

 

Procedimento:

In una ciotola capiente, lavora le uova con lo zucchero e il miele. Aggiungi il burro morbido e la scorza di limone.

Unisci i semi di anice (con il loro liquido) e le mandorle intere.

Incorpora gradualmente la farina setacciata con il lievito finché l’impasto non diventa sodo ma leggermente appiccicoso.

Dividi l’impasto in filoncini larghi circa 3-4 cm. Adagiali su una teglia con carta forno e cuoci a 180°C per circa 20-25 minuti.

Sforna i filoncini ancora caldi e tagliali diagonalmente per formare i tozzetti (spessi circa 1,5 cm).

Rimetti i biscotti in forno a 150°C per altri 5-10 minuti, finché non saranno ben dorati e secchi.

Il Tozzetto non si mangia mai da solo. La tradizione umbra esige il “pucciamento” (l’inzuppo).

Mentre i Ceri sfrecciano per le vie medievali, nelle piazze si brinda con il Sagrantino di Montefalco Passito o un Vin Santo. La struttura croccante del biscotto assorbe il vino senza sfaldarsi, sprigionando l’aroma dell’anice che pulisce il palato dal grasso della mandorla.

 

Sapevi che ogni Cero ha una sua “divisa” e un suo piatto preferito?

-Sant’Ubaldo (Muratori): Divisa gialla.

-San Giorgio (Commercianti): Divisa azzurra.

-Sant’Antonio (Contadini): Divisa bianca.

 

Tutti però, a fine corsa, si ritrovano davanti a una tavola imbandita dove i Tozzetti non mancano mai. È il dolce della fratellanza, fatto per essere diviso e condiviso.

I Tozzetti di Gubbio non sono solo farina e mandorle, ma il sapore di una storia che si ripete da secoli.

 



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