26 Mag La trilogia “Millennium” di Stieg Larsson
Per la rubrica del martedì dedicata al genere poliziesco di questo mese ho pensato di suggerirvi di completare la trilogia di Stieg Larsson, il cui primo romanzo è stato presentato nel mese di novembre. Lasciare incompiuta quest’opera riconosciuta eccellente a livello mondiale sarebbe stato imperdonabile da parte mia.
Dell’autore, del suo impegno sociale e della sua prematura dipartita ho parlato nella scorsa puntata, così come del primo volume della trilogia “Uomini che odiano le donne”.
Entrambi potete trovarli qui: https://www.acasadilucia.org/2025/11/25/uomini-che-odiano-le-donne/
Passo subito, quindi, ad illustrarvi gli altri due “capitoli” interessanti come e forse più del primo quanto a intreccio narrativo e approfondimenti psicologici dei personaggi:
“La ragazza che giocava col fuoco”
“La regina dei castelli di carta”
Nel primo romanzo della serie vengono introdotti dettagliatamente i personaggi principali, da Micael Blòomkvist, giornalista e direttore della rivista “Millennium”, a Erika Berger, cofondatrice e caporedattrice dello stesso giornale, a Lisbeth Salander, bizzarra ragazza nonché finissima hacker, che agiscono di concerto in un caso in cui l’elemento principale è il comportamento violento di alcuni uomini verso le donne, occasione che Larsson coglie per sottolineare la piaga sociale dell’alto numero di crimini contro le donne in Svezia.
Nel secondo e terzo romanzo l’azione è maggiormente rivolta a indagare le origini della vita complicata e costellata di abusi di Lisbeth Salander, le quali origini hanno ramificazioni molto più ampie e coinvolgono personaggi molto più in alto di quanto si possa pensare.
Ma andiamo con ordine:
“La ragazza che giocava col fuoco”
Dopo essersi scoperta innamorata di Micael Blomkvist ed essersi arresa di fronte al suo evidente profondo legame con Erika Berger, Lisbeth, ormai ricchissima, decide di lasciare la Svezia e andarsene in giro per il mondo interrompendo ogni contatto con Micael che, dal canto suo, non si spiega un simile comportamento.
Lui è tornato alla direzione di Millennium e, insieme al giornalista Dag Svenson e alla sua compagna Mia Bergman, è in procinto di dare alle stampe un’inchiesta esplosiva su un traffico di prostitute dall’Europa dell’Est.
Intanto lo spietato tutore di Lisbeth, l’avvocato Bjurman che medita vendetta contro di lei, scavando in internet sul suo passato, scopre che la ragazza ha un acerrimo nemico e decide di servirsene.
Progetti destinati momentaneamente a fallire in quanto Dag, Mia e Bjurman vengono uccisi apparentemente tutti con la stessa arma che risulta essere stata usata da Lisbeth, le cui vicende familiari e il passato in clinica psichiatrica sono frutti succosi per i media, che imbastiscono una violenta campagna mediatica contro di lei trasformandola nel nemico n°1 della nazione.
Lisbeth, che sa come entrare praticamente in ogni computer del mondo, viene a sapere di essere accusata di tre omicidi e, pur volendo a tutti i costi stare lontana da Micael, si vede costretta a rispondere agli appelli di lui tramite messaggi nel web con brevi frasi sibilline che lasciano qualche indizio sulla direzione in cui guardare per scoprire la verità.
Da parte sua Lisbeth, che non nutre alcuna fiducia nelle istituzioni e nei suoi rappresentanti, decide di farsi giustizia da sola e quasi ci riesce, rischiando seriamente di perdere la vita a sua volta. Sarà solo grazie all’ostinazione di Micael di non lasciarla sola se ne uscirà vivaz anche se ridotta a uno straccio, sia mentalmente che fisicamente.
“La regina dei castelli di carta”
Lisbeth è in ospedale conciata davvero male. Fuori di lì il mondo dell’informazione è del tutto contro di lei, mentre membri dei servizi segreti e una commissione medica corrotta cospirano perché, una volta uscita dall’ospedale, l’inevitabile processo per tre omicidi la veda condannata ad essere rinchiusa in un ospedale psichiatrico.
Ma cosa c’entra Lisbeth Salander con i servizi segreti? Perché fin da quando era piccolissima cercano di farla passare per pazza?
Micael Blomkvist e la redazione di Millennium si mettono all’opera per scagionare Lisbeth, che dal canto suo, sempre fortemente diffidente verso qualsiasi tipo di autorità, rende difficile con silenzi e reticenze la costruzione di una difesa decente, già complicata di per sé, all’avvocato Annika Giannini sorella di Micael, specializzata nella tutela delle donne vittime di abusi.
Infine Lisbeth dovrà arrendersi e riconoscere la capacità e l’onestà di Annika, senza rinunciare però a fare ricorso per conto suo alla propria grande abilità nell’uso dei più reconditi recessi del web.
Quando infine Lsbeth viene dimessa e il processo ha inizio, fin dalle prime battute sembra che per lei non ci sia scampo. Le prove appaiono nette contro di lei, gli attendibilissimi testimoni (compreso uno psichiatra di chiara fama) sono tutti d’accordo nel definirla una persona malata di mente, pericolosa per sé e per gli altri. Unica soluzione: rinchiuderla e sottoporla alle cure adeguate.
Toccherà alla capace Annika, supportata dal lavoro dietro le quinte di Micael e da quello “segreto” di Lisbeth nel web, cercare di smontare le accuse che paiono inattaccabili.
Come riuscirà la Pippi Calzelunghe del 2000 a dimostrare di essere un tipo originale se non bizzarro, ma non pazza e men che meno un’assassina?
A voi scoprirlo.
Buona lettura!