A Casa di Lucia | IL FRICO FRIULANO
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IL FRICO FRIULANO

Il Frico è un piatto che ci arriva da un tempo lontano, quando in cucina non si buttava niente o il meno possibile e gli scarti di una preparazione diventavano la base per un’altra con l’aggiunta di ingredienti facilmente reperibili in ogni dispensa.

In questo caso erano i residui della produzione artigianale del formaggio a diventare ingredienti per il Frico.

Dovendo produrre forme di formaggio tondeggianti si avevano degli scarti dallo smussare eventuali angoli; questi scarti venivano chiamati “strisulis” ed erano usati per questa ricetta che si può a buon diritto inserire nella tradizione della “cucina degli avanzi” che, a dispetto del nome certamente poco nobile, permette di gustare piatti semplici e gustosi.

Il nome Frico pare discenda dal francese “Fricot”, che inizialmente prevedeva un piatto a base di verdure cotte. In italiano il nome divenne Fricò e tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900, quando la lingua italiana fu introdotta nel friulano parlato e scritto portando all’eliminazione di parecchie parole tronche, il Fricò divenne Frico.

La prima testimonianza scritta di questa preparazione si trova verso la metà del XV secolo nell’opera “De arte culinaria” del Maestro Martino da Como, cuoco del patriarca di Aquileia, con il nome “Caso in patellecte”, di cui vi riportiamo l’antica ricetta:   

Piglia del caso grasso et che non sia troppo vecchio né troppo salato, et tagliarai in fettolini o bocconi quadri, o como ti piace; et habi de le padellette fatte a tale mistero; en el sol fondo metterai un pocho de butiro, ovvero di strutto fresco, ponendole a scaldare sopra le brascie, et dentro gli mettirai li ditti pezzoli di caso; et como ti piace che sia fatto tenero gli darai una volta, et mettendogli sopra del zuccharo et de la cannella; et mandarlo subito in tavola, che si vol magnare caldo caldo. Item poterai conciare in altro modo lo ditto caso brustolandolo, prima arrostendo al foco de le fette de lo pane tanto che da ogni lato s’incomincino a rostire, mettendo le dicte fette per ordine in una padella da torte; et sopra a quelle porterai altramente feci e di caso un poebo più sottili che quelle de lo pane, et sopra la padella mùettirai lo suo coperchio fatto caldo tanto che’l ditto caso s’incominci a struggere, o a squagliare. Et facto questo gli butterai di sopra del zuccharo con poca di cannella, et zenzevero. 

 

Naturalmente da molto tempo il Frico non si prepara alla maniera cinquecentesca, ma si può tuttavia affermare che una ricetta unica di questo piatto non esiste, in quanto ogni famiglia friulana ha la propria, segretissima.

Questa che riportiamo è la più conosciuta e diffusa a base di formaggio Montasio:

 

Ingredienti per 4 persone

500 g patate a pasta gialla

200 g cipolla

400 g di formaggio Montasio (o di strissulis, se li trovate)

Una noce di burro

Sale e pepe qb

Necessaria una padella antiaderente

 

Procedimento 

Tagliate sottilmente la cipolla e mettetela a soffriggere dolcemente nella padella già calda col burro.

Intanto pelate e grattugiate le patate. Quando la cipolla sarà ben rosolata (fate molta attenzione a non bruciarla) versate le patate e salatele. Proseguite la cottura a fuoco medio. Se tendono ad asciugarsi troppo, aggiungete un mestolino d’acqua.

Quando le patate saranno cotte, aggiungete il formaggio tagliato a piccoli tocchetti e mescolate bene finché tutto il formaggio sarà sciolto.

Abbassate il fuoco al minimo e lasciate cuocere fino a che la parte sotto abbia creato una bella crosticina.

A questo punto, aiutandovi con un piatto un po’ più della padella, girate la preparazione come fosse una frittata e riposizionatela nella padella perché si formi una crosticina un po’ arrostita anche dall’altra parte e il Frico è servito.

È un piatto invernale buono caldo servito con la polenta o con un contorno di verdure.

Buon appetito!



× Ciao!