19 Giu LA CATASTROFICA VISITA ALLO ZOO
Sono incappata nell’ultima fatica di Joel Dicker, in libreria, guardandomi intorno tra le nuove uscite disponibili: innanzitutto non è il suo solito libro fiume al quale siamo abituati né tantomeno un giallo di quelli di cui sentiamo il fiato (e la sua penna) sul collo.
A questo giro Dicker ha voluto dare un tono e un taglio diverso al suo racconto: con La catastrofica visita allo zoo, edito da La nave di Teseo, ha voluto dare voce al bambino che è stato, probabilmente.
Il luogo da cui parte tutto è una scuola, all’interno della quale un’inondazione improvvisa cambia l’equilibrio dei bambini.
La scuola viene infatti travolta da un’inondazione misteriosa. È così che ha inizio un’indagine improvvisata, un gioco serissimo in cui i bambini non cercano solo un colpevole, ma soprattutto un senso.
Il romanzo procede come un giallo vero e proprio. Un giallo senza sangue né omicidi, capace però di parlare di inclusione, democrazia, responsabilità e disillusione con la delicatezza di una fiaba moderna. C’è ironia genuina nei dialoghi tra bambini, vissuti senza filtri e senza ipocrisie. Gli adulti, al contrario, sorgono come figure sfuggenti, talvolta ottuse, a tratti inadeguate nel comprendere la realtà in cui vivono i più piccoli. Emerge un tema interessante, quello della “minoranza rumorosa” che si impone su una maggioranza silenziosa, da cui emerge l’importanza della propria espressione di opinione. I bambini sono creature incredibilmente più inclini alla verità che al compromesso. Ed è questo il colpo di genio di Dicker: rovesciare le gerarchie morali e costringerci a guardare con occhi infantili, purissimi e crudelmente sinceri, le falle del nostro mondo adulto.