A Casa di Lucia | IL MIO SOGNO SI CHIAMA QUEBEC
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IL MIO SOGNO SI CHIAMA QUEBEC

Uno dei miei “viaggi nel cassetto” è sicuramente il Quebec e oggi vi racconterò le sue bellezze.

Il Quebec è un Paese dalle mille emozioni, una natura che si rivela e si dona al viaggiatore, avventure indimenticabili per grandi e piccini.

Qui si può dormire in un faro o in un sottomarino; si possono avvistare balene e orsi bruni; si può passeggiare nella foresta sui sentieri degli indiani; si possono vivere esperienze 3.0 come un volo virtuale nello spazio o inventarsi una trasmissione televisiva.

Mettiti comodo e….Andiamo un po’ a zonzo!

A Quebec City si possono ammirare le Cascate di Montmorency che saltano da 85m; al Parc d’artillerie si può assistere allo show dei figuranti in costume che fanno rivivere scene di assedi e battaglie. Per le bambine c’è Les Dames de Soie, atelier-museo dove insegnano a fabbricarsi una bambola o ancora il Choco Musée Erico, museo, negozio e laboratorio con cucina, dove anche i ragazzini possono affondare le mani nel cioccolato e preparare bon bon. 

Al Marché du Vieux Port, gigantesco mercato coperto che offre quantità illimitate di dolci, salumi, crostacei e gli squisiti mirtilli del Quebec, si possono fare provviste per i picnic. 

Irrinunciabile lo shopping a Petit Champlain, la più antica strada commerciale del Nord America. Da non perdere il paradiso dei mocassini canadesi, quelli morbidi dei nativi indiani.

Da Quebec City si percorrono 290 km fra campi di granoturco e casette di legno con il loro portico e le sedie a dondolo per raggiungere Parc Le Bic, un paesaggio perfetto con isolotti, conifere, insenature, dove scivolano silenziosi i kayak. Si esplora il parco, si fa birdwatching, si osservano cervi, foche e marmotte che saltellano fra le rocce del fiume.

Inizia poi la Via dei Fari lungo il Basso San Lorenzo. Il più coinvolgente è quello di Pointe au Père, candido e rosso. Si salgono 128 gradini per raggiungere la cima e si perlustra nelle casette di legno altrettanto candide che illustrano la vita di guardiani e naviganti. 

Nel sottomarino Onondaga si può passare la notte, dormendo nelle cuccette dei marinai. In questo tratto di costa si osserva il cielo bianco per il volo delle sule bassane; si sgranocchiano gamberetti bolliti, preparati nelle pescherie che ostentano insegne di granchi sorridenti; si corre sulla spiaggia di Sainte Flavie.

Nei Jardins de Métis, in estate, si svolge il Festival International des Jardins. Artisti celebri creano e lasciano nel bosco installazioni ispirate alla natura come il “labirinto di libri destinati al macero”, sparpagliati sotto le intemperie, perché la carta torni alla terra e si trasformi nell’humus che fa crescere gli alberi. Inoltre ci sono le bolle di vetro tese fra i rami dove si riflettono le piante invisibili del sottobosco. 

Si passa poi a Tadoussac, villaggio che fino all’Ottocento viveva di commercio di pelli e pellicce. Oggi prospera grazie al soffio delle balene che si avvistano quasi sicuramente nella baia di Sainte Marguerite e nel fiordo di Saguenay, dove il fiume scorre tra pareti di roccia. 

Più facile osservare una balena che scorgere un orso bruno! Ma nella zona di Saguenay c’è il Domaine des Nos Ancestres, l’Osservatorio dell’Orso Bruno, un orfanotrofio per orsetti che qui sono consolati, fatti crescere e poi liberati nel bosco. Non si possono vedere i cuccioli, solo gli adulti in libertà. Si parte a metà pomeriggio per la foresta, si trascorrono due ore indimenticabili nella capanna di osservazione. Gli animali arrivano attirati da ciambelle al mirtillo, e il loro show è divertentissimo: l’orso prepotente che si abbuffa, gli scoiattoli che rubano le briciole, l’orso che si gratta, l’altro che va in cerca di bacche e frutti di bosco.

Baie Saint Paul è la Montmartre del Quebec (per chi ha visitato Parigi sa di cosa parliamo) con le sue gallerie d’arte di rue Saint Jean Baptiste e le vecchie case con portico che sembrano il set di un film.

A Montreal, infine, si può volare sulle Goliah, le più alte montagne russe del Nord America nel Parc Jean-Drapeau; si può navigare sull’Amphi-bus che prima vi porta in giro come un normale bus e poi si immerge nel fiume; si può viaggiare nello spazio al Cosmodome Space Science Center a Lavel Dove si provano simulatori di volo e assenza di gravità; si può esplorare Montreal in calesse o in bixi, bici di design; si può pattinare sul ghiaccio all’Atrium, una pista coperta in funzione tutto l’anno. Bisogna vivere l’esperienza del Biodome dove sono stati ricostruiti cinque ecosistemi delle Americhe, dalla foresta tropicale ai ghiacci con 500 specie vegetali, 4500 animali di 250 specie differenti, dai pappagalli ai pinguini.

E proprio a Montreal si possono sperimentare i giochi e attività scientifiche al Centre des Science de Montreal, un museo interattivo dove si può anche registrare una propria trasmissione in uno studio TV. 

TUTTO CIO’ E ANCORA DI PIU’ E’ IL MERAVIGLIOSO QUEBEC.

Sussurra il vento tra i rami d’oro,
il San Lorenzo custodisce un tesoro.
Un’anima fiera, antica e bilingue,
dove l’inverno ogni fretta dipinge.
I tetti d’ardesia, le pietre dei vicoli,
storie di esploratori e di pericoli.
Profuma la terra di resina e neve,
mentre lo sciroppo sa rendere il tempo più lieve.
“Je me souviens”, dice il cuore del Québec,
un canto di orgoglio che mai non svanisce,
tra boschi infiniti e un cielo che stupisce.


× Ciao!