A Casa di Lucia | Yen tra storia e curiosità
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Yen tra storia e curiosità

Quando si pensa al Giappone vengono subito in mente un paio di cose note nell’immaginario occidentale: il sushi per gli amanti della cucina nipponica e il sudoku per gli appassionati di rompicapi numerici d’oriente. Ma cosa sappiamo della moneta giapponese?

Per il 155esimo anniversario dell’introduzione ufficiale dello Yen in Giappone, che cade il 27 giugno, ho pensato possa essere interessante guardare questa moneta un po’ più da vicino.

 

Il nome Yen nella lingua giapponese si pronuncia “En” e significa “oggetto rotondo”.

La sua introduzione nel 1871 fu resa necessaria per eliminare il complesso e caotico sistema feudale delle emissioni di monete vigente fino a quel momento.

Prima dello Yen, infatti, esistevano sul territorio nipponico ben 1694 banconote locali emesse dai singoli feudi e un numero imprecisato di monete d’oro, d’argento e di bronzo dalle forme irregolari.

 

Lo Yen pose fine a questa frammentazione in quanto moneta unica nazionale, basata sul sistema decimale, gestita direttamente dal governo.

 

Le barriere di cambio interne vennero eliminate e questo favorì la libera circolazione delle merci e dei lavoratori; in più l’adozione di monete rotonde prodotte con macchine occidentali permise al Giappone di allinearsi con gli standard dell’occidente.

Inizialmente la nuova moneta era stampata in oro e argento e agganciata al valore del dollaro messicano (allora molto usato in Asia) e questo facilitò l’importazione di macchinari industriali e l’esportazione di seta e tè.

 

La moneta aveva però bisogno di maggior stabilità, quindi nel 1882 venne creata la Banca del Giappone, che ottenne il monopolio dell’emissione di cartamoneta.

Il consolidamento dello Yen permise di ottenere ufficialmente il “Gold standard”, cioè l’aggancio del suo valore a quello dell’oro, completando così l’allineamento finanziario della moneta con le grandi potenze dell’epoca.

 

In sostanza lo Yen rimpiazzò il baratto e il sistema feudale dando al governo giapponese la liquidità necessaria a finanziare ferrovie, cantieri navali, fabbriche tessili e telegrafi.

 

Ad oggi lo Yen è la moneta più scambiata sul mercato internazionale dopo il Dollaro americano e l’Euro grazie ai tassi di interesse giapponesi molto bassi.

 

Le monete sono stampate in sei tagli, da 1 a 500 Yen con alcune particolarità:

-La monetina da 1 Yen in alluminio pesa esattamente 1 grammo e pare sia l’unica moneta al mondo in grado di galleggiare.

-La moneta da 5 Yen è in bronzo col foro al centro ed è considerata una specie di portafortuna, in quanto il suo nome in giapponese suona molto simile alle parole “buoni rapporti”. 

-La moneta da 50 Yen è in argento col foro centrale e vi sono raffigurati i crisantemi, fiori molto amati dai giapponesi, che vengono usati come decorazioni per i giorni di festa e nelle cerimonie nuziali.

 

Le monete da 5 e da 50 Yen vennero inizialmente stampate col foro centrale per essere riconosciute meglio al tatto e per risparmiare il metallo in caso di scarsità.

 

Le banconote sono stampate in quattro tagli, da 1000 a 10.000 Yen, con le effigi di personaggi noti della cultura giapponese, ma la banconota da 2000 Yen (stampata nel duemila per celebrare il nuovo millennio e il vertice dei G8 che si tenne ad Okinawa) è un taglio molto raro e particolare e, poiché sia le macchinette che i commercianti lo usano poco, viene ritenuta quasi da collezione.

 

Un’ultima curiosità per congedarci dallo Yen: a differenza delle altre valute che raggruppano le grandi cifre in migliaia, ad esempio “centomila”, in Giappone si usa il termine “Man” che indica 10.000: quindi 100.000 Yen vengono chiamati “10 Man Yen”.

 

Buon 155esimo anniversario Yen!

 



× Ciao!