A Casa di Lucia | CANEDERLI ALL’ALBICOCCA: il piatto di giugno
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CANEDERLI ALL’ALBICOCCA: il piatto di giugno

Se giugno avesse un sapore, sarebbe senza dubbio quello dolce, aspro e vellutato dell’albicocca. Mentre le fragole salutano la scena, l’albicocca inaugura ufficialmente l’estate.

Per celebrare questo mese, ti propongo una ricetta che affonda le radici nella tradizione contadina europea, nobilitata poi dalla pasticceria austro-ungarica: i Canederli (o Gnocchi) di Albicocche (Marillenknödel).

L’albicocca (Prunus armeniaca) ha un nome che trae in inganno: nonostante l’epiteto “armeniaca”, le sue origini sono cinesi e risalgono a oltre 4.000 anni fa. Arrivò nel Mediterraneo grazie ai Romani, che la chiamarono praecoquum (ovvero “precoce“, da cui il termine volgare albicocca), perché fioriva e fruttificava prima delle pesche.

Tuttavia è nel XIX secolo che questo frutto diventa il protagonista di un piatto iconico nelle zone di confine tra Italia, Austria e Boemia. Si racconta che l’Imperatore Ferdinando I d’Austria, noto per il suo carattere testardo, esigesse i Marillenknödel in ogni stagione, incurante dei cicli della natura. Pare che ai cuochi che cercavano di spiegargli che le albicocche non fossero ancora mature, lui rispondesse seccato: “Sono l’Imperatore e voglio i miei gnocchi!“.

Oggi questa ricetta è il simbolo di giugno in Alto Adige e in tutto l’arco alpino, rappresentando il perfetto equilibrio tra il carboidrato saziante e la freschezza della frutta estiva.

Questa versione utilizza un impasto a base di patate (o ricotta), che avvolge il frutto intero. Il segreto? Un cuore di zucchero che si scioglie durante la cottura, creando uno sciroppo interno irresistibile.

 

Ingredienti

Per l’impasto:

-500g di patate farinose (bollite e schiacciate)

-150g di farina 00

-1 uovo

-50g di burro fuso

-Un pizzico di sale

 

Per il ripieno:

-8/10 albicocche piccole, mature ma sode

-8/10 zollette di zucchero (o cucchiaini di zucchero semolato)

-Cannella in polvere

 

Per la finitura:

-80g di burro

-100g di pangrattato

-Zucchero a velo q.b.

 

Procedimento:

Lavare le albicocche, incidere leggermente per estrarre il nocciolo senza romperle. Al posto del nocciolo, inserire una zolletta di zucchero e un pizzico di cannella.

Mescolare le patate schiacciate (ormai fredde) con la farina, l’uovo, il burro fuso e il sale. Lavorare velocemente fino a ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Prendere una porzione di impasto, appiattirla sul palmo della mano e posizionare al centro l’albicocca. Chiudere l’impasto intorno al frutto formando una palla liscia e senza buchi.

Immergere i canederli in acqua bollente leggermente salata. Quando salgono a galla (circa 8-10 minuti), lasciarli cuocere ancora un minuto e poi scolali.

In una padella, sciogliere il burro e tostare il pangrattato finché non diventa dorato e croccante. Rotolare i canederli caldi nel pangrattato finché non ne sono completamente ricoperti.

Servire subito con una generosa spolverata di zucchero a velo.

Perché mangiarli proprio nel mese di giugno? Perché l’albicocca è un frutto termolabile: il calore della cottura ne esalta la pectina, rendendola quasi una marmellata istantanea in gel dentro l’involucro di patate.

Oggi questa ricetta è diventata un simbolo di cucina sostenibile: utilizza ingredienti poveri (patate, pane raffermo, frutta di stagione) per creare un dessert (o un piatto unico) raffinato. In molti ristoranti il nocciolo viene sostituito da un cubetto di marzapane o di cioccolato bianco per una variante ancora più golosa.



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