A Casa di Lucia | A tu per tu con la Leonessa d’Italia: Brescia.
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A tu per tu con la Leonessa d’Italia: Brescia.

Prendete un mercoledì di agosto, prendete una famiglia con la voglia di una gita fuori porta, mettete un treno diretto, mettete la Capitale della cultura 2023 e avete la ricetta non tanto segreta per una giornata piena di meraviglia e bellezza!
Scegliere Brescia come tappa è stato frutto di una casualità, un’improvvisata piena di incastri che ci ha fatto scoprire una perla della nostra penisola.
Avendo solo una giornata a disposizione e gli orari dei treni come termini imprescindibili, le tappe sono state serrate e qualcosa è stato sacrificata, ma la condivisione di questa esperienza sarà di sicuro uno spunto per chi è ancora indeciso.
Innanzitutto, il centro storico della città è decisamente a “portata di piedi”, per cui si può comodamente evitare di prendere l’auto una volta parcheggiata oppure si può optare per il treno.

Complesso di Santa Giulia

Complesso di Santa Giulia

La prima tappa per noi è stata il Complesso di Santa Giulia: con un biglietto cumulativo abbiamo visitato il museo all’interno del monastero (con reperti dalla preistoria fino al ‘500) e il Parco Archeologico ad esso annesso.
Due punti in particolare hanno destato la nostra meraviglia all’interno del Museo di Santa Giulia:
– la Domus di Dioniso e la Domus delle Fontane, che con i loro mosaici e la divisione delle stanze perfettamente conservata ci ha riportati al periodo degli antichi romani

Domus romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei mosaici della
domus

 

 

 

– il coro delle monache e la Croce di Desiderio, quest’ultima studiata ai tempi della scuola e finalmente ammirata dal vivo.

Croce di Desiderio

Usciti dal museo abbiamo percorso pochi metri per ritrovarci agli scavi dell’antica Brixia: siamo penetrati nei sotterranei dove sono conservati gli scavi risalenti all’età repubblicana, per poi tornare all’esterno sul Capitolium ed entrare nel Santuario, dove si trovano momentaneamente le statue bronzee del Pugile e della Vittoria.

Scavi di età repubblicana: iscrizione con riferimenti a Caligola

Capitolium di età imperiale

Statua bronzea del Pugile

Statua bronzea della Vittoria

Infine, passeggiando nel Parco Archeologico, siamo arrivati al Teatro romano e da lì siamo usciti per andare in cerca di cibo.

Teatro romano

Conclusa una meritatissima pausa ristoro, il caldo del pomeriggio ha assistito alla nostra epica impresa al Castello della città: la salita sotto il sole è stata una prova non da poco, ma è stata la vista di Brescia dall’alto che ci ha lasciato senza fiato!

Ingresso al Castello

Vista della città dal Castello

 

 

 

 

 

 

 

All’interno del castello ci sono due musei (il Museo delle Armi e il Museo del Risorgimento), che purtroppo non abbiamo potuto visitare per mancanza di tempo, ma abbiamo girato per il parco del castello (sebbene anche qui abbiamo dovuto sacrificare un po’ di passaggi per via del tempo che stringeva), riuscendo pure a visitare due mostre momentanee allestite nei suoi spazi:

– “I nodi dei giardini del paradiso“: un progetto espositivo che raccoglieva tappeti antichi e moderni prodotti in Oriente, insieme a opere contemporanee e proiezioni multimediali

Tappeto orientale moderno

Tappeto orientale antico (con una me entusiasta davanti!)

 

 

 

 

 

 

 

 

– “Sogni di gloria” di Davide Rivalta: enormi statue di primati che si snodavano per i sentieri del parco del Castello di Brescia, a rappresentare il rapporto tra natura e mondo animale

Una delle statue di primati per i sentieri del parco

Scorci del Castello

L’orologio ticchettava e ci è toccato tornare in città. La strada che abbiamo percorso e che dal Castello scendeva verso il centro aveva una scia di formelle inserite nel lastricato come un percorso da seguire, il cui significato richiama quello delle pietre d’inciampo: sono oltre 400 e su ognuna è inciso il nome di una vittima del terrorismo, tra cui le 8 persone morte nella strage di Piazza della Loggia.

Sentiero di pietre d’inciampo dal Castello a Piazza della Loggia

Il sentiero conduce proprio qui e da qui è partito l’ultimo giro in centro prima di ripartire, dedicato alle piazze e ai suoi monumenti.

Le tre piazze più importanti di Brescia sono: Piazza della Loggia, Piazza Paolo VI e Piazza della Vittoria.

Piazza della Loggia risale al periodo rinascimentale ed è dominata da Palazzo della Loggia, di fronte al quale si staglia la Torre dell’orologio: sull’orologio astronomico si trovano i due “Matti delle ore“, che col loro martello scandiscono il tempo in città.

Piazza della Loggia

Orologio astronomico 

Continuando nel giro siamo arrivati a Piazza Paolo VI: quest’ultima è invece di origine medievale ed è il cuore della città. Qui infatti sorgono i due Duomi della città: sì, avete letto bene, due Duomi. Posti uno accanto all’altro, a destra il Duomo vecchio e a sinistra il Duomo nuovo, alle due costruzioni si affianca anche la Torre del Popolo.

I due duomi in Piazza Paolo VI: il Duomo vecchio a destra e il Duono nuovo a sinistra, con accanto la Torre del Popolo

Il Duomo vecchio (a destra) è detto anche la Rotonda per via della sua forma circolare. All’interno custodisce ancora i mosaici paleocristiani della basilica su cui è stato eretto.

Interno del Duomo vecchioIl Duomo nuovo, molto più ampio e luminoso del precedente, è dedicato a Paolo VI (di cui si trova un monumento in una delle cappelle a sinistra) e la sua cupola è la terza in Italia per grandezza, dopo quella di San Pietro a Roma e di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Monumento dedicato a Paolo VI all’interno del Duomo nuovo

Infine ecco Piazza della Vittoria: l’antico quartiere medievale che vi sorgeva fu distrutto e i resti smaltiti per far posto a questa piazza di chiara architettura fascista: risale infatti al 1932.

Piazza della Vittoria

Piazza della Vittoria

Il tempo per noi era volato e il treno già fischiava in stazione. Abbiamo trotterellato fino a lì con un gelato in mano, ancora pieni di stupore per l’inaspettata bellezza e ricchezza di una città che, ora lo posso dire con cognizione di causa, viene troppo spesso sottovalutata.



× Ciao!