A Casa di Lucia | INDONESIA: Il vulcano Kawah ljen
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INDONESIA: Il vulcano Kawah ljen

Nel cuore dell’Indonesia sorge il vulcano Ijen: largo 20 chilometri, nato circa cinquantamila anni fa, questo vulcano è noto per la sua incredibile “lava” di colore blu fluorescente. Lo stesso fenomeno si verifica occasionalmente anche in altri vulcani come il Dallol in Etiopia.

Il complesso vulcanico di Kawah Ijen è un gruppo di stratovulcani nella Reggenza di Banyuwangi, in Indonesia, nella parte orientale di Giava. Lo stratovulcano Gunung Merapi è il punto più alto. Il nome “Merapi” significa “montagna di fuoco” in lingua indonesiana; Monte Merapi, nel centro di Giava, e Marapi, a Sumatra, hanno la stessa etimologia.

Come dicevamo, la notorietà di questa formazione vulcanica è da ricercare nella sua lava di colore blu. Questo singolare fenomeno è dovuto alla combustione di gas solforici che fuoriescono ad alta pressione e temperatura (fino a 600°C) da fessure presenti nel vulcano dovute a fratture del suolo. Esposti all’ossigeno contenuto nell’aria, i gas bruciano e in alcuni momenti possono condensare come zolfo liquido e scorrere verso valle creando l’illusione di una “lava” di colore blu. Le fiamme possono raggiungere i 5 m di altezza e si creano anche al di sopra della lava. Sono visibili solo di notte mentre di giorno il lago mostra le sue acque turchesi. Tuttavia la sua bellezza trae in inganno, poiché è molto acido e sono proprio i gas vulcanici a conferirgli questi riflessi.

È necessaria una camminata di due ore per raggiungere il bordo del cratere, seguita da una discesa di 45 minuti per raggiungere la riva del cratere. 

Si estende per un chilometro e un volume di circa 36 milioni di metri cubi, il pH dell’acqua ha un valore di circa 0,5 sulle sponde e 0,13 nella zona più centrale a causa dell’elevata concentrazione di acido solforico e cloridrico: ne deriva un tasso di acidità molto elevato che può sciogliere i metalli e che risulta pericoloso per gli esseri viventi.

A Kawah Ijen ci sono numerosi depositi di zolfo. Lo zolfo è un minerale prezioso utilizzato per una vasta gamma di prodotti e processi industriali, dalla produzione di zucchero a quella di fiammiferi, fino a quella dei medicinali.

L’estrazione avviene manualmente. I minatori inseriscono dei tubi metallici nelle fessure della roccia per incanalare le fumarole di gas. Quando si raffredda all’interno dei tubi, si condensa formando zolfo liquido dal colore rosso sangue quando è ancora fuso, per poi diventare giallo quando solidifica. Nasce così quello che i minatori chiamano “l’oro del diavolo”, per il suo colore giallo e perché da una parte genera una fonte di reddito ma dall’altra è un pericolo per la salute.

Nell’atmosfera irritante e corrosiva del cratere i minatori lavorano senza alcuna protezione, fatta eccezione per un panno umido usato per coprire naso e bocca. I numerosi turisti che visitano la zona indossano invece maschere antigas.

Kawah Ijen con la sua caratteristica lava blu, il bellissimo lago turchese e le miniere di zolfo rimane tuttavia tra i vulcani più maestosi e pericolosi della Terra. L’eruzione magmatica più imponente risale al 1817, con una serie di violente esplosioni che sono durate per 33 giorni. 

Tra il 2011-2012 il vulcano ha dato segni di risveglio con un aumento di 12°C della temperatura del lago. In seguito a questi fenomeni il sistema di monitoraggio del vulcano è stato implementato dall’Indonesia’s Center for Volcanology and Geologic Hazards Mitigation (CVGHM) che, dislocato in 77 piccoli osservatori sparsi lungo i 5.000 chilometri dell’arcipelago indonesiano, controlla i suoi 120 vulcani attivi, di cui 75 hanno prodotto eruzioni in tempi storici.

Chi ha fatto un’escursione per vedere il vulcano testimonia che si è trattato di un’esperienza travolgente e unica nel suo genere. La fatica della salita viene ripagata da uno spettacolo naturale che lascia a bocca aperta. La partenza avviene di notte su un sentiero di circa 3,5 km, in alcuni tratti molto ripido. È tuttavia possibile prendere un “taxi”, cioè le carrozzelle spinte a mano fino in cima. Durante la salita ci sono piccoli punti ristoro con bagno. Arrivati al cratere con le luci dell’alba si nota subito la scia di gas sulfureo e appena il sole sorge il lago acido mostra il suo colore. 



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