A Casa di Lucia | SULLE TRACCE DI EDMONDO DE AMICIS
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SULLE TRACCE DI EDMONDO DE AMICIS

Quando pensiamo a Edmondo De Amicis, la mente corre subito tra i banchi di scuola di una Torino ottocentesca, al diario di Enrico Bottini e alle pagine immortali di Cuore (recensione del romanzo disponibile al link https://www.acasadilucia.org/2025/10/17/cuore-di-edmndo-de-amicis/). Eppure, la geografia sentimentale di questo straordinario scrittore e giornalista è molto più vasta, mossa e affascinante di quanto si possa immaginare. Prima di diventare il cantore della scuola italiana, De Amicis è stato un ufficiale dell’esercito, un viaggiatore instancabile e un acuto osservatore della società del suo tempo.

Il suo cammino personale e letterario si è snodato attraverso un dialogo continuo tra il profumo del mare ligure e l’abbraccio delle montagne piemontesi. Oggi vi portiamo alla scoperta dei luoghi simbolo di De Amicis, un itinerario perfetto per chi ama viaggiare con un libro in mano e scoprire come il paesaggio possa farsi letteratura.

Tutto comincia a Oneglia, oggi parte della città di Imperia, dove Edmondo nasce il 21 ottobre 1846 in una casa affacciata su piazza San Giovanni. Anche se la famiglia lascerà la costa quando lui è ancora un bambino, il legame con la Liguria rimarrà impresso per sempre nella sua eccezionale sensibilità visiva e cromatica. Quell’orizzonte aperto e quel viavai di navi riemergeranno anni dopo, nella maturità, quando dal porto della vicina Genova lo scrittore osserverà i flussi migratori verso le Americhe, traducendoli nelle pagine struggenti del romanzo Sull’oceano. Se decidete di iniziare il vostro itinerario da qui, lasciatevi guidare dai passi e dal vento inseguiti dallo stesso De Amicis. In piazza Edmondo De Amicis si può ammirare la targa commemorativa sulla facciata della sua casa natale, ma la vera sorpresa per gli appassionati si nasconde nella vicina Biblioteca Civica Lagorio, che custodisce un preziosissimo fondo deamicisiano con oltre cinquemila carte, lettere e cimeli privati. Dopo aver apprezzato la storia, il modo migliore per sintonizzarsi con la giovinezza dello scrittore è camminare lungo i portici ottocenteschi di Calata Cuneo fino al Molo Lungo, fermandosi in qualche forno locale per assaggiare la piscialandrea, la tipica focaccia ligure con pomodoro, acciughe e olive taggiasche, che profuma di Mediterraneo proprio come i primi anni di Edmondo.

Lasciando il mare per addentrarsi nell’entroterra sabaudo, la seconda tappa ci porta a Cuneo, dove la famiglia si stabilì nel 1848. Per il piccolo Edmondo, questa città circondata da mura e protetta dalla mole imponente delle Alpi Marittime appariva inizialmente come una “città immensamente lontana, posta quasi ai confini del mondo”. È qui che lo scrittore trascorre l’infanzia e l’adolescenza, formandosi in quel clima di rigore, compostezza e sottile malinconia che caratterizzava la provincia piemontese dell’epoca. Oggi Cuneo accoglie i viaggiatori con la sua eleganza silenziosa e i suoi celebri otto chilometri di portici continui. Per respirare l’atmosfera ottocentesca vissuta da De Amicis, bisogna abbandonare per un attimo la monumentale via Roma e perdersi nella vicina via Fossano, una delle strade più antiche ed evocative del centro storico. Camminando tra i vicoli, l’esperienza letteraria diventa anche sensoriale: basta fermarsi in una delle storiche pasticcerie sotto i portici per assaggiare i tradizionali Cuneesi al Rhum, i cioccolatini con doppia cialda di meringa nati proprio in queste strade. Prima di ripartire, regalatevi un momento di quiete al Belvedere del Pizzo di Cuneo: da quella terrazza naturale potrete ammirare la stessa corona di montagne che il giovane De Amicis contemplava nei suoi primi slanci poetici.

Verso la fine degli anni Settanta dell’Ottocento, De Amicis è ormai uno scrittore di fama internazionale, celebre per i suoi reportage in Spagna, Marocco e Costantinopoli. Sentendo il bisogno di un rifugio lontano dalle distrazioni mondane, trova la sua oasi di pace nel Pinerolese, eleggendo la splendida Villa Maffei (conosciuta anche come Villa i Glicini) a San Secondo di Pinerolo come sua dimora estiva. Il contatto ravvicinato con la natura alpina e l’incontro con le profonde tradizioni della comunità valdese ispirano una delle sue opere più amate dai cultori della letteratura di viaggio: Alle porte d’Italia, pubblicata nel 1884. Arrivando a Pinerolo, l’omaggio all’autore comincia già nei rigogliosi Giardini De Amicis, dove un monumento ne ricorda il passaggio. Sebbene Villa Maffei sia oggi una proprietà privata che si può ammirare prevalentemente dall’esterno, l’intera zona conserva intatto quel fascino Liberty ed elegante che stregò la penna dello scrittore. Per vivere appieno l’itinerario suggerito dal suo libro, il consiglio è quello di spingersi nella vicina Val Pellice, esplorando Torre Pellice con i suoi storici templi, oppure di concedersi una sosta al vicino Castello di Miradolo, una dimora storica immersa in un parco monumentale che oggi ospita splendide mostre d’arte. È tra queste valli che si comprende fino in fondo la maturità artistica di un autore che ha saputo raccontare l’Italia partendo dai suoi margini più intimi.

Ripercorrere oggi questa linea ideale che unisce la Liguria e il Piemonte attraverso la vita di Edmondo De Amicis significa riscoprire un’Italia che cercava faticosamente di costruire la propria identità, non solo attraverso le leggi, ma anche attraverso lo sguardo e le parole dei suoi scrittori. Dalle onde azzurre di Oneglia ai portici austeri di Cuneo, fino ai boschi silenziosi del Pinerolese, la penna di De Amicis continua a parlarci, invitandoci a rallentare e a guardare il paesaggio con gli occhi curiosi di chi sa ancora emozionarsi.

 



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