A Casa di Lucia | Puglia: tra Mare e Terra
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Puglia: tra Mare e Terra

Oltre alle località di mare ad uso e, soprattutto, abuso in estate, per cui la Puglia e il suo mare sono noti, e, purtroppo appunto abusati e oltraggiati, c’è un altro modo di viverla ed amarla.

Da settembre a giugno, la Puglia si riprende gli spazi, gli habitat sono rioccupati da chi ne ha realmente diritto. In questi periodi si scoprono le meraviglie oltraggiate in estate dall’infinita distesa di ombrelloni, da spazzatura lasciata ai margini delle strade, da cicche di sigarette buttate in spiaggia, da reietti che non sono degni di esser chiamati turisti. È la Puglia degli interni, delle campagne, dei piccoli e bianchi Borghi, piccole gemme da scoprire in maniera lenta, oltre, comunque al Mare che, “fuori stagione”, è pura poesia.

Il turismo lento negli ultimi anni ha preso sempre più piede e questa regione si offre tutta in tal senso: dalle storiche e diversissime città capoluogo, fino al più piccolo borgo. Ed è proprio a piedi che consiglio di fare alcune escursioni e scoperte in questa Terra straordinaria.

Se non si riesce a percorrere uno dei cammini di più giorni, da quelli che si intrecciano dalle Murge allo storico ed ancestrale Cammino Materano, al recente, incantevole e doppio (la via del Mare e la via dei Borghi) Cammino del Salento, si può optare anche per una sola delle tappe, oppure si possono scegliere passeggiate o escursioni, in altri luoghi ugualmente spettacolari.

Vi racconto oggi proprio di due escursioni fatte questa primavera con il Gruppo TerrA NostrA, gruppo Sportivo amatoriale di trekking per la tutela e la riscoperta del territorio e delle sue tradizioni.

Ad Aprile l’escursione scelta è stata presso la Selva di Fasano, conosciuta con il soprannome Il Balcone sull’Oriente grazie alla sua straordinaria posizione e alle spettacolari vedute panoramiche che offre. Questo nome non solo celebra la bellezza del bosco di circa mille ettari, ma sottolinea anche la sua importanza strategica: situata su una collina a circa 400 metri sopra il livello del mare, la Selva offre una vista mozzafiato sul paesaggio circostante, cielo e mare si fondono in perfetta armonia; è una grande finestra che si apre sull’est del Mediterraneo, suggerendo una connessione storica e culturale con l’Oriente. Partiamo proprio dalla bellissima frazione Selva di Fasano del Comune di Fasano (Brindisi), un luogo ricco di trulli, casine e ville eleganti e attraverso i sentieri che si snodano in collina, si ammira la bellezza circostante e paesaggi dominati da pini e lecci, macchia mediterranea e muri a secco. Con qualche tratto più difficile, che ti permette di saggiare tuoi limiti, si arriva alla roccia dell’elefante che guarda con un occhio verso la murgia e con l’altro verso il mare, conosciuta anche come il “il buco della Selva”.

Gli Ulivi in questa zona sono secolari, belli, pieni, verdissimi, soprattutto intatti; la preghiera che sorge spontanea, quasi inconscia, ed affiora alla bocca di tutti è: fa che restino così, che la piaga sia stata fermata almeno qui! Si rientra arricchiti da tanto bagliore e con la consapevolezza che i limiti, spesso, sono solo nella nostra mente.

Un sabato pomeriggio di Maggio abbiamo percorso un tratto di circa 9 km tra Torre Ovo a Monacizzo (Taranto), tra Mare e Terra, per me Sua Maestà il Mare e Madre Terra.

La passeggiata inizia da Torre Ovo, la marina di Torricella, che deve il nome ad una delle circa 100 torri saracene pugliesi affacciate sul mare. Erano torri di difesa costruite in modo tale che, oltre a vedere il nemico proveniente dal mare in tempo, si riusciva a guardare sia quella a sinistra che quella a destra per inviare messaggi. Dopo un breve tratto sul lungomare ci dirigiamo, tramite vie interne, verso nord sulla zona collinare, tra passato (tratturi, muretti a secco, trulli centenari, cappelle votive, zappe) e presente (masserie ricostruite o ristrutturate, ville moderne, B&B, pannelli solari) fino a raggiungere il piccolo borgo di Monacizzo. Il paese è una piccola gemma, a circa due km di distanza dal mare dove l’antico si mescola al ricostruito turistico (per lo più B&B). Sorge su un’altura di 27 m sul livello del mare, nel mezzo della fertile valle coltivata a vigneti ed uliveti. Monacizzo è un terrazzo panoramico sulla valle che poc’anzi abbiamo appunto, in parte, attraversato e sul mare che in fondo risplende. Tramite un percorso ad anello, si riscende per rientrare a Torre Ovo.

Abbiamo attraversato vigneti e ulivi in fiore, campi coltivati e incolti, fiore dai mille colori, profumi tra i quali la camomilla è sovrana in questo periodo, erbe medicali e non.

Da e per gli Ulivi, creature maestose che ti accompagnano in tutto il percorso, in tutto il territorio, arriva dolore, rammarico, rabbia. Per quanto unica, è nota dolente e potente, la riflessione amara sul loro destino ormai ci accompagna tutti da anni.

In questa zona ce ne sono ancora tantissimi a differenza del leccese, ma metà di ogni pianta è distrutta dalla xylella, la grande piaga che non si è riusciti in tempo ad arginare.

Osservando i particolarissimi tronchi di queste piante solenni, per lo più secolari, lo spettacolo che hanno creato attorcigliandosi su loro stessi crescendo, per quanto ci sia una motivazione botanica, non puoi non credere che ognuno di loro sia un essere dotato di propria personalità.

Camminando in gruppo si chiacchiera, si ascolta, si fa silenzio, si medita, ci si aiuta, ci si conosce, si portano esperienze, si racconta di tradizioni in uso e non, di quelle che vengono riprese, ci si scambia parte della propria Vita. A questa passeggiata ha partecipato anche un piccolo grande escursionista che ci ha fatto da mascotte: che sia d’augurio che le nuove generazioni siano ancora più attente ed innamorate della propria Terra. Si rientra a Torre Ovo: la passeggiata termina di fronte “all’isolotto” con il tramonto che incalza che chiede al giorno di scansarsi perché lui è più importante, tutti lo reclamano: un selfie da postare sui social al tramonto con aperitivo in mano vicino al mare, ormai sembra essere un obbligo sociale, non un momento piacevole tra amici.

Mentre andiamo via, l’ultimo sguardo si posa su vecchie barche abbandonate in riva al mare che formano uno scorcio di quadro il cui autore è Madre Natura, uno scorcio di poesia sussurrato da Sua Maestà il Mare.

Durante le escursioni, in testa al gruppo TerrA Nostra c’è sempre Ada Gioia: preparata ed amante di questa Terra e passionale come lei. E come la Terra, Ada è Madre del gruppo. Potrei scrivere leader, ma sarebbe, riduttivo. Madre perché si prende cura del percorso, del gruppo, del singolo, dei nuovi arrivi, del territorio, del tramandarne la bellezza ed unicità.

Si cammina con i piedi in primis e poi con tutto il corpo che passo dopo passo te ne è grato, si risveglia.  Si cammina con gli occhi pieni di bellezza, i polmoni sani, la pelle che respira, con la mente che man mano si alleggerisce del superfluo, con l’anima grata. Sei grata a te stessa per aver partecipato. E camminare nel Creato, in Natura, ti restituisce alla Terra e alla tua stessa natura e unicità.

C’è uno slogan sui social: La Puglia è uno stato d’animo. Niente di più vero, ti entra prima addosso, poi sottopelle, per poi infiltrarsi nel profondo dell’anima: da lì non sparirà.

Entrate in punta di piedi in questa Terra rossa, calda, aspra e generosa, rispettatela come fosse un tempio, o meglio il Vostro tempio: che passate per pochi giorni, per qualche settimana, o che decidiate di restare (o se ci siete nati) come per ogni luogo su questa Terra, è il luogo dove dovete vivere, voi, i vostri affetti, le vostre future generazioni.

Uno speciale e personale ringraziamento ad Ada Gioia per l’accoglienza e per la condivisione delle informazioni sui due percorsi.



× Ciao!