25 Nov UOMINI CHE ODIANO LE DONNE
Per il consueto appuntamento mensile con la narrativa del mistero ho scelto, occasione della Giornata contro la violenza sulle donne che quest’anno cade nel quarto martedì di novembre, un autore che ha saputo inserire in modo intelligente nel suo thriller un argomento, la violenza sulle donne appunto, tanto delicato quanto poco trattato in quanto “problema” e molto usato invece solo come atto narrativo appartenente a storie po’ splatter ma avulso dalla quotidianità.
Stieg Larsson
Nato nel 1954 a Skelleftehamn in Svezia, Stieg Larsson è stato giornalista e scrittore, oltre che attento studioso delle organizzazioni neofasciste e neonaziste, la cui approfondita conoscenza lo portò a collaborare come consulente con Scotland Yard.
È stato anche attivista del Partito Socialista Svedese, che abbandonò nel 1987 a causa della scarsa democratizzazione dei Paesi del socialismo reale.
Il suo impegno contro il neonazismo lo condusse ad effettuare conferenze sul tema a livello mondiale e a fondare il giornale EXPO, in prima linea contro l’ascesa neonazista in Svezia, impegno che gli procurò numerose minacce di morte che lo costrinsero a vivere la sua vita privata nascosto il più possibile.
Larsson era un grande fan di Pippi Calzelunghe, il personaggio creato da Astrid Lindgren nel 1945, e appassionato lettore di romanzi di fantascienza.
Dopo aver scritto diversi saggi sulle organizzazioni di estrema destra decise di passare alla narrativa del mistero e nel 2004 consegnò alla sua Casa Editrice i tre volumi conosciuti come trilogia “Millennium”, il primo dei quali è “Uomini che odiano le donne”.
Nell’intenzione di Larsson la serie doveva comprendere dieci romanzi ma il 9 novembre 2004, pochissimo tempo dopo aver consegnato la trilogia, morì di infarto a soli cinquanta anni nella redazione del suo giornale.
I romanzi furono pubblicati postumi e ottennero un successo mondiale. Nel 2021 si contavano cento milioni di copie vendute, ma la scomparsa repentina di Larsson lasciò dietro di sé parecchi problemi. Si aprì una lunga lite giudiziaria tra Eva Gabrielsson e il padre e il fratello dello scrittore sull’eredità dei proventi dei suoi scritti, che andarono ai suoi congiunti dato che la Gabrielsson, compagna di una vita, non era legalmente sua moglie. Iniziarono anche a circolare voci su duecento pagine del quarto volume che sarebbero state salvate sul pc della Gabrielsson, ma che il padre e il fratello di Larsson erano sicuri di aver visto stampate nei giorni successivi alla morte dello scrittore.
Altre dicerie affermavano l’esistenza di un quarto e un quinto volume che non si sa dove realmente siano.
Vero è che gli autori che hanno preso in mano la serie hanno usato gli stessi personaggi della trilogia “Millennium” ma non hanno basato i loro romanzi su appunti lasciati da Stieg Larsson.
In “Uomini che odiano le donne” c’è moltissimo della vita di Larsson. Innanzitutto nel protagonista Mikael Blomkvist, la cui serietà di giornalista somiglia in tutto al suo autore, così come l’essere co-fondatore di un giornale, mentre nell’affascinante e complicata personalità di Lisbeth Salander possiamo intravedere l’ispirarsi di Larsson all’amato personaggio Pippi Calzelunghe.
Scrivendo questo thriller Larson ha voluto portare all’attenzione un problema sociale di rilievo in quegli anni in Svezia, nazione che deteneva il primo posto in Europa per crimini contro le donne, situazione purtroppo ancora attuale. Non a caso, infatti, ognuna delle quattro parti in cui si divide il romanzo riporta come sottotitolo i dati numerici che testimoniano una realtà dolorosa per le donne svedesi.
Allo stesso tempo Larsson ha saputo demarcare con intelligenza e sensibilità una linea divisoria netta fra gli uomini che stimano e rispetta le donne (il protagonista Mikael Blomkvist è un esempio tra i molti) e gli uomini dalla mente patologicamente distorta, che le considerano nient’altro che corpi da usare a proprio piacimento.
Un romanzo che fa del genere thriller tra i più magnificamente costruiti anche una finestra aperta su un paesaggio umano complesso e doloroso da osservare con attenzione, avendo a cuore l’esistenza di una società sana.
Uomini che odiano le donne
Stoccolma 2003. Mikael Blomkvist, giornalista di economia e cofondatore con Erika Berger del giornale “Millennium”, è appena stato condannato a tre mesi di prigione per diffamazione dopo che di alcuni suoi articoli su presunti affari sporchi dell’industriale Hans Wennerström è stata dichiarata e provata la falsità.
Per evitare che la sua ormai fama di giornalista disonesto abbia una ricaduta negativa sul giornale, Mikael decide di lasciare la redazione in mano ad Erika e ritirarsi per un po’, cercando di capire come possa essere accaduto che informazioni apparentemente vere e circostanziate si siano rivelate false.
Mentre sta per iniziare il suo periodo di ritiro, Mikael riceve la telefonata dell’avvocato Dirch Frode a nome di un ricco industriale svedese, Henrik Vanger, che ha intenzione di fargli una proposta, ma solo di persona.
Il giornalista accetta malvolentieri di incontrarlo, ben deciso a non accettare un bel niente e tornarsene a casa a leccarsi le ferite al più presto.
Henrik Vanger fa parte di una grande famiglia di industriali chi più e chi meno coinvolto nella gestione di numerose aziende, da tempo non è più nel consiglio d’amministrazione della società data l’età avanzata e da quasi quarant’anni un tarlo non lo abbandona: cosa è accaduto alla nipote Harriet Vanger, scomparsa all’età di sedici anni trentasei anni prima.
Henrik, che detesta la maggior parte dei suoi parenti, è convinto che sia stata uccisa da uno di loro, che ne avrebbe poi occultato il corpo: ma perché? E come?
Vanger vuole che Mikael faccia un ultimo tentativo di trovare le risposte rimaste nascoste per decenni mentre, ufficialmente, è lì per scrivere la sua biografia.
Mikael è certo di non riuscire, lui giornalista d’economia, a risolvere un mistero a cui la polizia si era dedicata per mesi, quando era avvenuta la scomparsa della ragazza, e per il quale lo stesso Vanger non ha mai smesso in tutti quegli anni di spendere energie per risolverlo. È insomma deciso a non accettare l’incarico, ma cambia idea quando l’industriale, accanto a un compenso economico stratosferico, pone una promessa: fornirgli prove certe degli affari sporchi di Hans Wennerström, ma solo alla fine dell’anno di tempo che gli consente per fare tutto il possibile per risolvere l’enigma della scomparsa di Harriet.
Il giornalista si trasferisce in una piccola abitazione messagli a disposizione da Vanger, dove vengono trasportati gli scatoloni di materiale sul caso accumulati dall’industriale in decenni di ricerche, ma dopo sei mesi di accurata analisi di documenti e fotografie Mikael non può che constatare che ogni pista è stata seguita, ogni possibilità considerata e analizzata senza alcun risultato utile.
Mikael è sul punto di arrendersi quando, osservando per la centesima volta le fotografie scattate sul territorio il giorno della scomparsa di Harriet, nota un particolare fino a quel momento rimasto nascosto e ha un sussulto: finalmente qualcosa di nuovo da cui ripartire e osservare la vicenda da un punto di vista mai considerato.
Mikael comprende che ha bisogno d’aiuto per poter scavare a fondo in quella fotografia, necessita di qualcuno che sappia usare internet in modo professionale per poter dare seguito all’idea che quella foto gli ha fatto affacciare alla mente.
Gli viene in aiuto l’avvocato Frode, che gli propone la collaborazione di Lisbeth Salander, di cui conosce l’abilità nell’uso di internet per essersene avvalso per ricerche proprio su Mikael prima di contattarlo.
Il giornalista scopre ben presto che Lisbeth Salander sa tutto, ma proprio tutto, su di lui, mentre Mikael sa di Lisbeth solo ciò che vede: una ragazza magrissima, coperta di tatuaggi, vestita dark, di pochissime parole e con zero voglia di rispondere a domande su sé stessa, ma un’informazione la rilascia: lei è l’hacker più brava di tutta la Svezia.
Da quel momento le indagini prendono un’altra velocità, tra piste che si interrompono, membri della famiglia Vanger che offrono appoggio e altri che si oppongono ritenendo le ricerche sulla scomparsa di Harriet la fissazione di un vecchio che non ha molto altro di cui occuparsi.
La paziente ricerca di Mikael, che ormai è dentro la storia fino al collo, e l’abile ingegno di Lisbeth dipanano la matassa del mistero nodo dopo nodo, arrivando a una verità sconcertante nascosta agli occhi di tutti, familiari, dipendenti e paesani, che produce dolore e morte fin da molti anni prima della scomparsa di Harriet.
Ma dov’è finito il corpo di Harriet?
A voi scoprirlo, accompagnando Mikael e Lisbeth nelle loro ricerche tra Stoccolma, Uppsala e Hedeby per le vie coperte di neve o inondate di sole, belle come nelle cartoline del paesaggio svedese.
Buona lettura!