A Casa di Lucia | BARBE NICOLE CLICQUOT: la Signora dello Champagne
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BARBE NICOLE CLICQUOT: la Signora dello Champagne

Quando si parla di champagne il primo nome che viene in mente è quello dell’abate Dom Pérignon, inventore dell’omonimo metodo. 

Quasi sconosciuta è la storia di questa donna, inventrice del Metodo Classico, come ancora oggi lo conosciamo.

Figlia di un ricco barone, sindaco di Reims, Barbe Nicole sposò nel 1799 Francoise Clicquot, capo dell’omonima Maison produttrice di vini. Dopo poco più di cinque anni di matrimonio, Francoise morì (secondo alcune fonti di febbri tifoidi, secondo altre suicida).

Barbe rimase sola, con una figlia di sei mesi e il suocero che spingeva per la chiusura della Maison, visto che non c’era più un capo a gestirla e che potesse farlo una donna era fuori discussione.

Barbe, però, non si diede per vinta, dopotutto l’azienda produceva centomila bottiglie di vino all’anno e, nonostante lei non sapesse niente di gestione d’azienda e di vino, decise di rilevarla con grande scandalo della società dell’epoca.

Il suocero non poté far altro che arrendersi alla determinazione di Barbe, ma le impose di seguire almeno un apprendistato presso un famoso enologo.

Nonostante le buone intenzioni di Barbe, i primi anni furono durissimi con le vendite in calo costante dovute anche alla grave situazione in cui versava l’Europa, dove imperversavano le guerre napoleoniche che, di certo, non favorivano la vendita di vini, e la costante pressione del suocero per la chiusura della Maison.

Le difficoltà non fiaccarono la risolutezza di Barbe, che usò quegli anni per sperimentare nuovi modi per migliorare il prodotto.

Cambiò il nome dell’azienda in VEUVE CLICQUOT-PONSARDIN, aggiungendo “veuve” (vedova) e il suo cognome da ragazza, perché fosse ben chiaro chi era a gestire l’azienda, e cominciò a lavorare sulla limpidezza dei suoi prodotti. Il vino realizzato fino a quel momento era buono ma era comunque torbido e Barbe si convinse che un vino esteticamente più bello sarebbe stato più attraente. A questo scopo inventò la prima tavola inclinata, la TABLE DE REMUAGE, che permetteva, con una leggera inclinazione della bottiglia, di far scivolare il sedimento verso il collo della stessa permettendone una più efficace rimozione, così da ottenere uno champagne dalla limpidezza cristallina.

Questa procedura è in uso ancora oggi.

Barbe creò anche il primo ROSE’ D’ASSEMBLAGE mescolando i suoi vini bianchi con alcuni vini rossi di Bouzy, ottenendo così un rosé dall’equilibrio perfetto. Fino a quel momento i vini rosé venivano creati mettendo delle bacche rosse nei vini bianchi.

Barbe studiò anche diverse ricette per la LIQUEUR D’EXPEDITION a seconda dei mercati cui erano destinate le bottiglie. Negli Stati Uniti preferivano champagne più secchi, in Inghilterra quelli più morbidi.

È della Gran Dame anche il primo CHAMPAGNE MILLESIMATO, cioè creato con uve tutte dello stesso anno anziché usare il metodo tradizionale di unione di uve di diverse annate, il cui nome fu LE VIN DE LA COMETE, facendo buon uso del passaggio della Grande Cometa nei cieli di Francia del 1811, la cui immagine si può vedere tuttora sulle etichette dello champagne Clicquot.

Donna indomita, Barbe, non si ritraeva di fronte al rischio. Convinta che il mercato russo fosse la nuova area verso cui espandere le sue vendite ma non facile da riuscire ad avere a causa della situazione politica europea, pare che facesse contrabbandare a Mosca trentamila bottiglie dei suoi vini in modo da raggiungere gli aristocratici russi e la famiglia reale. Il vino ebbe talmente successo che, in Russia, Clicquot divenne sinonimo di champagne.

La Gran Dame de la Champagne si ritirò a vita privata nel 1841, lasciando la sua azienda a Eduard Werlé, con il quale aveva intrattenuto una lunga e scandalosa relazione in quanto di 23 anni più giovane di lei.

Quando Barbe morì a 89 anni nel 1866, la Veuve Clicquot-Ponsardin produceva e vendeva 775.000 bottiglie di vino all’anno: la Gran Dame se ne andò sapendo che, in quegli anni, il suo era lo Champagne più venduto al mondo.

Nel Padiglione del patrimonio storico della Maison c’è un archivio speciale dove sono conservate le oltre centomila lettere spedite e ricevute dalla Gran Dame, lettere piene di passione, fonte di ispirazione per le donne e non solo. Dalla lettura di quelle missive è nato il libro “Vita effervescente di madame Clicquot” di Fabienne Moreau, in cui si approfondisce la vita privata di Barbe Nicole Clicquot.



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