A Casa di Lucia | COLOMBINA
33938
post-template-default,single,single-post,postid-33938,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-1.0.2,no-js,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,qode-title-hidden,side_area_uncovered_from_content,transparent_content,columns-4,qode-theme-ver-18.0.4,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

COLOMBINA

Colombina, personaggio noto per il suo ruolo fondamentale nella Commedia dell’Arte, discende da una tradizione letteraria molto antica.

La maschera di Colombina è di origini veneziane ed è l’evoluzione dell’anziana Fantesca, storico personaggio della commedia dell’arte, che entra in scena come la serva del classico mercante veneziano. Era conosciuta al pubblico come una vecchia donna, scorbutica, maligna e acida. Ma con il passare del tempo, questo personaggio ringiovanisce e diventa più delicato, si fa più procace e diviene la Zagna, la compagna dello Zanni (servo).

La prima comparsa della maschera di Colombina avvenne nei testi degli Accademici Intronati di Siena sin dal 1530.

Il suo ruolo è quello della servetta tanto briosa e graziosa quanto furba e bugiarda. Serve la sua padrona Rosaura, figlia dell’autoritario Pantalone e la aiuta ad intrattenere una fitta corrispondenza con il proprio innamorato di nascosto dal padre, a suon di stratagemmi. Si accompagna spesso ad Arlecchino, di cui appare come l’immagine speculare al femminile. Nelle rappresentazioni è spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone Pantalone.

Ma come rappresentazione di donna forte, non manca di mettere in riga l’amato Arlecchino o i corteggiatori troppo impertinenti.

La colombina che conosciamo oggi fa la sua comparsa ufficiale nel 1628 nell’omonima commedia pubblicata da Virgilio Verrucci. Qualche anno dopo, nel 1683Marie Catherine Biancolelli, figlia di una famiglia di comici dell’arte che, per lungo tempo dominò la compagnia dei comici italiani in Francia, debuttò con un personaggio dal nome appunto Colombina.

La vera affermazione del personaggio femminile nella commedia avviene però solo nel 1700, quando la figura di Colombina esploderà nei teatri entrando a pieno titolo tra i personaggi più famosi. La serva furba e misteriosa la si incontrerà in diverse opere, ma con nomi sempre diversi:

Corallina, che compare anche nei Memoirès di Carlo Goldoni intorno alla metà del Settecento;

Ricciolina, presente già alla fine del Cinquecento nella Compagnia dei comici Gelosi interpretata da Marina Antonazzoni;

Spinetta;

Smeraldina, che appare in Carlo Gozzi, ne L’amore delle tre melarance e ne Il servitore di due padroni, L’uomo di mondo e altre, fra le prime commedie scritte da Goldoni;

talvolta Arlecchina;

Marionette, personaggio che compare nella Vedova scaltra di Carlo Goldoni, la versione raffinata di Colombina.

Oggi Colombina non è solo il personaggio della Commedia dell’Arte, ma anche la denominazione usata per indicare tutte quelle maschere che coprono solo parte del viso e, in modo più specifico, solamente il contorno degli occhi.

Il costume di Colombina si presenta con innumerevoli varianti. Abitualmente non porta la maschera e indossa un corpetto aderente e un’ampia gonna a balze blu. La sua giacca rossa è orlata da una passamaneria dello stesso colore della gonna e il suo grembiulino, provvisto di tasche in cui infilare i messaggi d’amore, è di un candido bianco. Sul capo porta una «crestina», il fazzolettino tipico della cameriera, fermato da un nastro. Le scarpette nere semplici ma graziose hanno tacco basso e sulla fibbia c’è un fiocchetto azzurro.

 



× Ciao!