03 Nov Memorie di un Migrante dal Nord Italia
Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare (Josè Saramago).
Per il fil rouge sulla Puglia, avevo individuato un paio di libri con protagonista la Terra rossa e gli Ulivi, poi, mi è arrivato tra le mani Memorie di un migrante dal Nord Italia scritto da Roberto Voluri.
Chi ci legge, sa che su questo Blog, scriviamo articoli legati, per lo più, da un filo conduttore sulle tematiche Libri, Viaggi e Sapori; questo libro, potrebbe essere protagonista anche delle altre due tematiche.
Perché è un viaggio, non solo tra i fondali marini pugliesi, ma dentro la Vita, quella che ci proiettiamo da giovani, quella che costruiamo, quella che ci strappiamo di dosso perché non sentiamo più nostra, quella che ci ricostruiamo.
Perché ha il sapore del mare, del salmastro sulla pelle, l’odore dei porti e dell’adrenalina che ti attraversa il corpo.
Ma di fatto è un libro, attraverso il quale Roberto Voluri, bresciano con la passione per la subacquea, racconta alcune delle sue avventure ed esplorazioni subacquee alla scoperta delle profondità del mare di fronte le coste della provincia di Taranto, tra Torre Ovo, Campomarino e San Pietro in Bevagna.
Di come questo libro mi sia arrivato tra le mani … di come la vita tesse fili invisibili per farti conoscere determinate Anime belle, beh, questa è un’altra storia …
Partiamo dal titolo: in Italia migrante è il termine in uso, maggiormente, per le persone che dal Sud si trasferivano al Nord per lavorare. Negli ultimissimi anni stiamo assistendo ad una “migrazione” diversa, non solo persone originarie del Sud che, grazie allo smart working, riescono a tornare alle terre d’origine, ma migranti diventano anche persone del Nord che decidono di trasferirsi al Sud, non per lavorare ma per Vivere, con consapevolezza e autenticità: l’autore ha fatto questa scelta. Una scelta che può sembrare facile ma che comporta una serie di sacrifici e valutazioni per riorganizzarsi e reinventarsi, non scontati, mai banali.
Roberto, oggi istruttore subacqueo, fin da piccolo ha desiderato vivere a contatto con la natura, si è trasferito “Dal Nord al Sud per soddisfare il bisogno vitale di ritrovare valori umani e un ambiente a misura d’uomo”.
La scelta del luogo, del dove si decide di “migrare al contrario” (tenuto conto che luoghi in Italia e nel Mondo ce ne sono di belli), sembrerebbe frutto del caso. O, forse, non ci sarà un filo conduttore nelle nostre vite che ci porta, o riporta, in un determinato posto? Un luogo che, pur visitandolo per la prima volta, ti accoglie, ti fa sentire come se ci fossi già stato, che è la chiave per aprire la porta della tua Anima e da lì la tua vita si spalanca, si amplifica? Quando ciò accade, il trasferirsi non è più scelta ma esigenza, un obbligo verso te stessa/o. E poi vivi con la Bellezza, in primis negli occhi, poi nell’Anima.
Con una scrittura scorrevole e appassionate, Roberto descrive le sue avventure subacquee: nel leggerle il mio pensiero è andato a Jules Verne con la differenza che in questo libro sono descritti luoghi reali, vicini, per quanto sorprendenti e fantastici, e avventure vissute in prima persona nel “continente liquido”, che, purtroppo o per fortuna, non è facilmente accessibile a tutti.
Durante la lettura ci si immerge nei racconti dello straordinario e colorato mondo marino, a tratti li si legge in apnea: dalle interazioni con gli Esseri Viventi che lo popolano, agli incontri con i delfini, alla scoperta del fiume Chidro di notte, al ritrovamento di una “strada” sommersa, agli agglomerati di atolli pieni di vite diverse di fronte alla cui Bellezza si percepisce la sacralità della Vita tutta; fino alle raccomandazioni per avvicinarsi alla subacquea con prudenza sia per rispetto al Mare che a sé stessi. Si riemerge con la necessità di dover preservare e difendere le meraviglie del Mare, della Terra, la biodiversità della Natura tutta, invece di accanirsi a distruggerla, a distruggere noi stessi e gli Anima-li che pur ci vivono.
Sempre con riferimento a Verne, a mio parere, questo libro potrebbe esser stato scritto da un adulto per comunicare al sé stesso bambino che è rimasto fedele ai suoi sogni nonostante tutto ciò che si attraversa nella vita. Oppure … questo libro potrebbe esser stato scritto da un bambino per il sé stesso adulto, raccomandandosi di vivere le avventure fantasiose descritte.
Quanto ho scritto nel precedente articolo sulla Terra rossa e calda della Puglia, vale anche per il Mare: “entrate in punta di piedi rispettatelo come fosse un Tempio, o meglio il Vostro Tempio … come per ogni luogo su questa Terra, è il luogo dove dovete vivere, voi, i vostri affetti, le vostre future generazioni”.
“Vorrei che questi giardini dell’Eden diventino luoghi sacri da conservare intatti a cui poter liberamente accedere non per gioco o esercizio, ma come medicina per lo spirito e dove venire per ritrovare e curare la propria Anima.” Roberto Voluri.
Nota: i proventi del libro sono destinati alla promozione di iniziative culturali legate alla sensibilizzazione e tutela del Patrimonio Marino di Maruggio e Torricella (TA).