08 Mar 8 MARZO: OLTRE LA MIMOSA
L’8 marzo è arrivato e, tra un mazzo di mimose e un augurio su WhatsApp, spesso ci dimentichiamo del perché questa data sia così radicata nella nostra cultura. Non è solo una “festa”, ma un mosaico di storie, rivoluzioni e… qualche piccolo malinteso storico.
Molti credono che la data commemori un incendio in una fabbrica di camicie a New York nel 1908, dove morirono centinaia di operaie. In realtà, quell’incendio avvenne il 25 marzo 1911. Sebbene quell’evento tragico diede una spinta enorme ai diritti dei lavoratori, la scelta dell’8 marzo ha radici diverse e più… russe.
La data ufficiale fu fissata in seguito a una grande manifestazione a San Pietroburgo l’8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano). Le donne scesero in piazza per chiedere “Pane e Pace”, dando il via alla Rivoluzione di Febbraio. Fu Lenin a ufficializzare la festività qualche anno dopo.
In Italia, la mimosa è il simbolo indiscusso dell’8 marzo del 1946. L’idea fu di tre donne dell’UDI (Unione Donne in Italia): Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei.
Il motivo? Era un fiore economico, facile da trovare nei campi e fioriva proprio all’inizio di marzo. Insomma, un omaggio democratico e alla portata di tutti.
Il nome corretto, stabilito dall’ONU nel 1977, è Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. L’accento non è sul festeggiamento in sé, ma sulla consapevolezza dei traguardi raggiunti e, soprattutto, di quelli ancora lontani.
-Cina: Molte aziende concedono alle dipendenti donne mezza giornata di vacanza (beate loro!).
-Vietnam: Si celebra anche la memoria delle sorelle Trung, eroine che guidarono la resistenza contro l’invasione cinese.
-Romania: È considerata quasi un secondo “Giorno della Mamma”, dove i bambini regalano piccoli doni a madri e nonne.
Sebbene in Italia domini il giallo della mimosa, a livello internazionale i colori storici del movimento femminista e della Giornata della Donna sono il Viola, il Verde e il Bianco.
-Viola: simboleggia la giustizia e la dignità.
-Verde: la speranza.
-Bianco: la purezza (anche se oggi è un concetto un po’ superato).
Oltre ai fiori e alle cene fuori, l’8 marzo resta un’occasione per chiederci a che punto siamo con la parità di genere. Un fiore è gentile, ma il rispetto, l’equità e la dignità sono i regali che ogni donna vorrebbe e che di certo non appassiscono mai.