A Casa di Lucia | Nonno, mi racconti di quando eri piccolo? Un viaggio nella memoria, tra le storie di ieri e gli abbracci di oggi
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Nonno, mi racconti di quando eri piccolo? Un viaggio nella memoria, tra le storie di ieri e gli abbracci di oggi

In occasione della Festa dei Nonni, un libro che ci invita a riscoprire la bellezza dei ricordi e il valore di quelle storie che meritano di essere tramandate.

Ci sono domande che, nella loro semplicità, custodiscono un universo intero. «Nonno, mi racconti di quando eri piccolo?» è una di queste. Una domanda che nasce dalla curiosità di un bambino, ma che può aprire le porte di un mondo fatto di ricordi, emozioni, giochi dimenticati, abitudini lontane e sogni che hanno attraversato il tempo.

È proprio da questa domanda che prende vita Nonno, mi racconti di quando eri piccolo? Come si viveva una volta, di Antonella Antonelli e Laura Locatelli, pubblicato da Gribaudo nel 2019, con le illustrazioni di Monica Bauleo.

Un libro illustrato per i più piccoli, ma capace di parlare anche agli adulti, perché ci ricorda quanto sia importante conoscere le storie di chi ci ha preceduto e quanto la memoria possa diventare un prezioso ponte tra le generazioni. Una raccolta di ricordi che diventano patrimonio comune.

Il volume nasce da un progetto di Korian e Gribaudo, con l’intento di valorizzare la memoria degli anziani e la ricchezza della tradizione orale.

Al suo interno troviamo 29 racconti selezionati tra oltre 500 testimonianze raccolte nelle residenze Korian di tutta Italia. Sono nonne e nonni a prendere la parola, raccontando frammenti della propria infanzia, restituendoci immagini di un’Italia diversa, in cui la quotidianità era scandita da gesti, abitudini e ritmi lontani da quelli dei bambini di oggi. Le storie attraversano luoghi e vissuti differenti, da Treviso a Bari, da Genova a Venezia, e compongono un mosaico di esperienze personali che, pur appartenendo a epoche e persone diverse, riescono a parlare a tutti.

Uno degli aspetti più significativi di questo libro è la sua capacità di avvicinare due mondi apparentemente lontani: quello dell’infanzia di ieri e quello dei bambini di oggi.

Per un bambino, scoprire che il nonno è stato piccolo proprio come lui significa compiere una scoperta straordinaria. Anche il nonno ha avuto giochi preferiti, paure da affrontare, amici con cui ridere, desideri da inseguire e giornate in cui tutto sembrava possibile.

Dietro la figura adulta, che spesso i più piccoli conoscono soltanto nel presente, si nasconde una storia ancora tutta da scoprire.

Ed è proprio qui che il libro trova la sua forza: nel trasformare la memoria in uno strumento di relazione. Le testimonianze raccolte non sono semplicemente racconti del passato, ma occasioni per conoscersi meglio, per trovare somiglianze inaspettate, per comprendere che, nonostante il trascorrere degli anni e i cambiamenti della società, alcune emozioni rimangono immutate.

La gioia di un gioco, la paura di una notte buia, il calore di una famiglia, la felicità di una piccola conquista sono sentimenti che appartengono a ogni infanzia. E così, leggendo queste storie, i bambini possono scoprire che il tempo cambia le cose, ma non cancella ciò che ci rende profondamente umani.

In un mondo in cui tutto sembra procedere velocemente, in cui le immagini scorrono e le informazioni si susseguono senza sosta, questo libro ci invita a riscoprire il valore della lentezza. La lentezza di una conversazione, di una storia raccontata senza fretta, di un bambino che si siede accanto al nonno e gli chiede di ricordare.

La memoria degli anziani è un patrimonio culturale e affettivo che non dovrebbe mai essere considerato marginale. Nei loro racconti si conservano tradizioni, modi di vivere, relazioni e valori che contribuiscono a costruire la nostra identità. Ascoltare un nonno significa anche comprendere che la storia non è fatta soltanto di grandi eventi, date e personaggi illustri, ma vive nelle esistenze delle persone comuni, nelle loro fatiche, nelle loro gioie e nelle piccole cose che hanno reso unica la loro vita.

Il libro di Antonella Antonelli e Laura Locatelli ci ricorda che ogni persona è depositaria di un mondo che può continuare a vivere attraverso il racconto.

Le illustrazioni a colori e la destinazione ai lettori più piccoli rendono il volume adatto a essere condiviso in famiglia, trasformando la lettura in un momento di incontro. È un libro che può diventare il punto di partenza per una conversazione tra nonni e nipoti, per una domanda inaspettata, per un ricordo che riaffiora dopo tanti anni.

Dopo aver letto una pagina, un bambino potrebbe chiedere al proprio nonno com’era la sua scuola, quali giochi faceva, che cosa mangiava da piccolo o quale fosse il suo sogno più grande. Domande semplici, capaci di trasformare un pomeriggio qualsiasi in un’occasione speciale.

La Festa dei Nonni, che in Italia si celebra il 2 ottobre, è un’occasione per ricordare quanto queste figure siano importanti nella vita dei bambini e delle famiglie.

I nonni sono spesso custodi di tradizioni, complici di piccoli segreti, presenze rassicuranti e narratori di storie che nessun altro potrebbe raccontare nello stesso modo.

“Nonno, mi racconti di quando eri piccolo?” si inserisce perfettamente nello spirito di questa ricorrenza, perché non celebra i nonni soltanto attraverso l’affetto che suscitano, ma attraverso ciò che hanno da trasmettere. Il libro ci invita a riconoscere che dietro ogni nonno c’è stato un bambino, dietro ogni volto segnato dal tempo esiste una storia e dietro ogni ricordo si nasconde un’occasione per sentirsi più vicini. È una lettura che può essere proposta a casa, a scuola o in biblioteca, come spunto per attività dedicate alla memoria familiare e alla narrazione autobiografica. Un modo per insegnare ai più piccoli che ascoltare gli anziani non significa soltanto conoscere il passato, ma imparare a guardare il presente con maggiore consapevolezza.

La bellezza di questo volume risiede nell’idea che ogni vita, anche quella apparentemente più semplice, custodisca qualcosa di prezioso da lasciare agli altri.

In un tempo in cui rischiamo di perdere il contatto con le nostre radici, restituire voce ai ricordi degli anziani significa compiere un gesto di cura verso la memoria collettiva e verso le generazioni future.

Leggere questo libro per la Festa dei Nonni significa allora fare molto più che scegliere una lettura a tema: significa offrire ai bambini l’opportunità di scoprire che le persone che amiamo hanno avuto un’infanzia, hanno attraversato cambiamenti, coltivato sogni e vissuto avventure che aspettano soltanto di essere raccontate. E forse, dopo aver chiuso il libro, la cosa più bella da fare sarà proprio quella di avvicinarsi al proprio nonno, sedersi accanto a lui e ripetere quella domanda che dà inizio a tutto.

«Nonno, mi racconti di quando eri piccolo?».

Un libro da regalare, da leggere insieme e, soprattutto, da trasformare in un’occasione per ascoltare. Perché il regalo più prezioso che possiamo fare ai nostri nonni è il tempo. E quello che loro possono lasciare a noi è una storia che non smetterà mai di appartenerci.



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