20 Ott Pane al limone con semi di papavero Libro e Film
Ci sono persone, sapori, odori, sguardi, attimi, che si attaccano addosso, all’anima, inaspettatamente, inesorabilmente, indelebilmente.
E quando meno te lo aspetti, si ripresentano.
Pane al limone con semi di papavero è il primo romanzo della scrittrice Cristina Campos. Divenuto best seller, dallo stesso è stato tratto l’omonimo film del 2021, è ambientato a Valldemossa, piccola città nell’isola di Maiorca.
E’ una storia di pane, di fragranze e bellezze naturali, di famiglia, di segreti, di amori e passioni, di legami che si perdono, spezzano, interrompono ma che, se sono stati Veri, Autentici, si ricuciono, si reintrecciano, si risolvono.
Anna e Marina, sorelle inseparabili da piccole, verranno divise da adolescenti; ritrovatesi anni dopo in occasione del parto di Anna, perché quando c’è bisogno davvero una sorella c’è sempre e comunque, si separeranno nuovamente a causa del marito di Anna.
Sarà l’eredità ricevuta da parte di una donna misteriosa, una panetteria l’annesso mulino, a creare l’occasione per reincontrarsi e ritrovarsi.
Marina, per dipanare il mistero che aleggia sull’eredità, decide di restare a Valldemossa e di tenere aperta la panetteria, nella quale troverà la ricetta del Pane al limone, appartenuta alla nonna, ritrovamento che infittirà il mistero.
Nel mentre della ricerca sul segreto che avvolge l’eredità e della donna che ha donato loro un pezzo della propria vita, le due sorelle ritroveranno sé stesse, pezzi del loro passato e Anna troverà la sé stessa “futura”.
Quello che il libro lascia prepotentemente, che resta dopo la lettura, ma che dovrebbe esser già chiaro a tutti fin da giovanissimi e che si, alcuni rapporti possono essere recuperati anche dopo anni e anni, ma in molti casi il tempo o il destino non lo permetteranno: i rapporti vanno recuperati quanto prima: i nodi tra i rapporti, gli equivoci, vanno sciolti, i non detti, bisogna dirseli.
Ed in particolare “Ci sono solo tre parole che non si dicono tra sorelle” ma andrebbero invece dette, perché il legame e i rapporti tra sorelle sono quelli più veri, sono al tempo stesso facili e difficili, teneri e drammatici, protettivi e disturbanti ma pur sempre autentici.