11 Feb SEMLA, il dolce svedese del martedì grasso
In occasione del Carnevale voliamo in Svezia dove il Carnevale … non c’è!
Però, pur senza maschere e cortei di carri mascherati, si prepara un dolce dedicato al martedì grasso: il Semla.
Il nome di questo dolce deriva dal termine latino “simila”, che significa “farina di ottima qualità” . Nei paesi nordici più di cinquecento anni fa la farina era un prodotto molto costoso e ancor più lo era quella di ottima qualità, tanto che solo le persone di corte e le famiglie nobili potevano permettersela.
Quindi, inizialmente, il semla altro non era che una fetta di pane preparato con un’ottima farina, inzuppato nel latte caldo. Solo nella prima metà del 1500 è diventato un dolce vero e proprio compreso di farcitura, da consumarsi l’ultimo giorno prima dell’inizio della Quaresima.
Fino al 1960 in Svezia era vietato produrre e vendere il Semla prima o dopo il martedì grasso, ma col passare degli anni la preparazione e vendita di questo dolce si sono estese da dopo Natale fino a Pasqua, anche se il martedì grasso resta il giorno ad esso dedicato con più di 40 milioni di pezzi venduti nel Paese in quella sola giornata e, come d’abitudine, si consuma insieme al tè o al caffè o, rispettando la vecchia tradizione, con il latte caldo.
Il Semla (o al plurale Semlor) è un dolce il cui consumo è molto radicato in Svezia da molti secoli tanto da essere il protagonista di vicende particolari.
Si racconta che nel 1771 re Adolf Fredrik, dopo un abbondante pasto innaffiato da altrettanto abbondanti bevute, riuscì a mangiare la bellezza di 14 Semlor.
Poche ore dopo, mentre era al tavolo da gioco, avvertì un insistente malessere che peggiorò di momento in momento portandolo alla morte.
L’accadimento suscitò molto scalpore nel Paese, al punto da accusare il Semla di omicidio, e ci fu chi propose di cancellare la festività del martedì grasso e bandire il dolce dalla Svezia.
Fu poi accertato che il re era stato colto da un ictus, ma nonostante questo è passato alla storia come “il re che morì mangiando”.
Altra particolarità che riguarda questo dolce è stata l’Accademia Svedese del Semla, attiva dal 1993 al 2012. I suoi membri erano intenditori di Semla che, a partire dal primo martedì dopo l’Epifania fino a quello prima dell’inizio della Quaresima, si riunivano a Goteborg per assaggiare e valutare i Semlor che acquistavano loro stessi o che gli venivano spediti per posta da tutta la Svezia.
Venivano valutate 8 caratteristiche:
- Aspetto generale
- Consistenza del panino
- Sapore del cardamomo
- Qualità della crema di mandorle
- Bontà della panna montata
- Equilibrio complessivo
- Freschezza
- Proporzione fra gli ingredienti
Ciascuna di esse veniva votata per ogni pezzo dai membri dell’Accademia con una scala da 1 a 5 mediante cartelli che venivano alzati contemporaneamente quando il portavoce, dopo aver contato fino a 3, gridava: “SEMLA!”.
Scopo dell’Accademia era promuovere Semla di alta qualità in tutta la Svezia e, vista la larga offerta presente sul territorio, si può affermare che l’obiettivo è stato raggiunto.
Tanto è vero che, recentemente, una pasticceria di Stoccolma ha lanciato il “wrapsemla”, Semla da passeggio, rotoli di pasta speziata con all’interno la consueta farcitura, che si possono gustare camminando.
Volete provare a preparare il Semla?
Ecco per voi la ricetta:
Per il panino:
25 g lievito di birra fresco
100 g burro
2,5 dl di latte
85 g zucchero
2 uova
480 g farina
2 cucchiaini di cardamomo
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
200 g mandorle dolci
3 mandorle amare
50 g acqua
150 g zucchero a velo
1 albume
250 g panna montata
Preparazione dei panini:
Sbriciolare il lievito di birra in un recipiente.
Far sciogliere il burro in un pentolino a fuoco basso, aggiungere il latte e scaldare fino a raggiungere la temperatura di 37°, quindi versare sul lievito e mescolare per farlo sciogliere.
Aggiungere 1 uovo (l’altro vi servirà per la spennellatura dei panini), lo zucchero, il cardamomo, il pizzico di sale e la farina poco per volta. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido, quindi formare un “tubo” da tagliare in panetti da 50g circa ciascuno, arrotondarli, metterli in una teglia ricoperta di carta da forno e lasciarli lievitare fino al raddoppio del volume. Ci vorranno un paio d’ore, dopo di che spennellarli con l’uovo e metterli in forno caldo a 180° per 15 minuti. Quando sono pronti, bisogna sfornarli e lasciarli raffreddare.
Preparazione del ripieno:
Porre le mandorle in un tritatutto, aggiungere 50 g d’acqua e tritare grossolanamente. Aggiungere lo zucchero a velo, l’albume e continuare la tritatura fino ad ottenere una pasta morbida.
Montare la panna, aggiungervi 2 cucchiaini di pasta di mandorle e mescolare.
Tagliare la parte superiore dei panini, tenerla da parte e svuotare la parte sottostante della mollica, da unire alla pasta di mandorle mescolando bene. Riempire i panini con il composto ottenuto, coprire con la panna montata, porre sopra al tutto le calottine dei panini tagliate in precedenza e spolverare con lo zucchero a velo.
Buon appetito!