23 Ott La triade islandese della pasticceria, sapori semplici della tradizione
Pensando all’Islanda la mente va subito ai suoi paesaggi mozzafiato, a quella natura che detta i ritmi, agli inverni bui e le estati piene di luce, all’aurora boreale che illumina spesso i suoi cieli.
Ma quest’isola immersa nell’Oceano Atlantico del nord non si esaurisce in questo. Ai più è sconosciuta la sua cucina, che riserva sorprese gustose ed invitanti. Come, ad esempio, quella che viene definita la “santa trinità della pasticceria tradizionale islandese” (cit. Un italiano in Islanda). Anche la pasticceria in questo Paese segue le regole non scritte che sono caratteristiche della cucina islandese nel suo complesso: pochi ingredienti e ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione, di quelle che si possono trovare nei quaderni delle nonne. Ricette che sanno quindi dei sapori autentici di questa terra e che non solo accolgono i suoi abitanti, ma abbracciano e conquistano coi loro profumi e sapori anche coloro che si approcciano a questa cultura. E i tre dolci di cui vi parleremo non si discostano da queste regole di semplicità e legame col territorio.
Si tratta infatti di ben tre dolci tipici, immancabili per chiunque visiti l’Islanda, quasi un rito da dover svolgere visitando quest’isola, magari nel tepore di un interno caldo mentre fuori nevica.
Sono la Kleina, l’Ástarpungur e l’Hjónabandssæla. Impariamo a conoscerle!
Kleina.
Si tratta di un impasto fritto, leggermente speziato, che ci avvolge col suo profumo di cardamomo o noce moscata. L’impasto a base di farina, uova, burro, zucchero e latte (o latticello) viene intrecciato come fosse un nodo (a volte invece lo si può trovare a forma di semplice ciambella) e poi fritto fino alla doratura, diventando croccante fuori mantenendosi soffice all’interno. È il dolce più famoso e consumato, la protagonista delle merende islandesi, di solito accompagnata da un buon caffè.

Kleina
Ástarpungur.
È uno dei dolci tradizionali islandesi più facilmente riconoscibili, sia per il suo aspetto che per il suo nome, che significa letteralmente “sacca dell’amore”. Anche questo dolce è fritto. L’impasto è spesso arricchito con uvetta e un tocco di cardamomo e ha una forma tondeggiante che lo rende inconfondibile. Sono infatti dei panini dolci fritti, tipici della cucina casalinga, fatti con un impasto semplice a base di farina, zucchero, uova, latte, lievito e spezie (ad esempio appunto cardamomo o vaniglia). Anche questo dolce viene consumato in genere accompagnandolo con una buona tazza di caffè.

Ástarpungur
Hjónabandssæla.
Questo dolce è il più semplice dei tre eppure è immancabile sulle tavole così come sui banchi delle caffetterie islandesi. Si tratta di una semplice crostata rustica a base di avena e burro, tradizionalmente farcita con confettura di rabarbaro. È conosciuta in inglese come “Happy Marriage Cake” o “Wedded Bliss” e il suo nome può essere tradotto come “felicità coniugale” o “matrimonio felice“. Il suo nome è associato ai suoi ingredienti: l’avena e il rabarbaro sono dei sapori che si sposano perfettamente, creando un perfetto equilibrio di gusti tra la parte dolce e burrosa e quella acidula della confettura, un’unione perfetta come quella di un matrimonio felice appunto. A metà tra torta e biscotto, la consistenza di questa crostata unisce la croccantezza dell’involucro alla morbidezza del suo cuore di rabarbaro. Insomma, un’accoppiata semplice e genuina, anche questa in genere accompagnata da un buon caffè o da una tazza di latte.

Hjónabandssæla
La scoperta di queste tre specialità ha aperto un varco nella cucina di una terra che sembra tanto lontana e diversa ma che, come da noi, trova nei profumi e sapori del suo territorio la sua essenza, radicata in una tradizione da rispettare e conoscere. E il cibo, da sempre, è uno dei modi più piacevoli per comprendere le altre culture. Quindi non so voi, ma io non vedo l’ora di assaggiarle, meglio ancora se seduta in una caffetteria per le strade di Reykiavík.
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