25 Set MOMIJI MANJU: Golose Foglie d’Acero
Se esiste un dolce capace di racchiudere in un solo morso tutta la magia del Momijigari (la celebre “caccia alle foglie d’acero“), quello è senza dubbio il Momiji Manju. Questa piccola delizia a forma di foglia d’acero è il simbolo gastronomico di Hiroshima e dell’isola di Miyajima, ma la sua fama ha ormai conquistato i palati di tutto il mondo.
Il legame tra questo dolce e la natura è profondissimo. Il Momiji Manju è nato agli inizi del 1900 proprio per omaggiare la straordinaria bellezza del parco Momijidani a Hiroshima.
Secondo la tradizione, i pasticceri locali cercavano un modo per celebrare lo spettacolo delle foglie che virano verso un rosso cremisi vibrante, tipico degli aceri giapponesi (Momiji). Il risultato fu un piccolo capolavoro di pasticceria che riproduce fedelmente la forma della foglia palmata dell’acero.
Nato nel 1906 per opera del pasticcere Takatsu Tsunesuke su richiesta di un souvenir caratteristico per l’isola di Miyajima da parte di un ryokan locale, celebra la bellezza del foliage autunnale della valle Momijidani. Originariamente ripieno di anko (marmellata di fagioli rossi), è oggi diffuso con molti gusti
“Momiji” significa acero giapponese, mentre “manju” è un termine generico per indicare dolci ripieni. La forma ricorda appunto le foglie d’acero della famosa zona panoramica Momijidani.
La Ricetta:
Tradizionalmente, il Momiji Manju è una tortina soffice preparata con un impasto simile al pan di Spagna e cotta in appositi stampi a forma di foglia.
Ingredienti principali:
- Impasto: Farina, uova, zucchero e miele (per la tipica morbidezza giapponese).
- Il Cuore Dolce: La versione classica prevede un ripieno di marmellata di fagioli azuki (Anko).
- Varianti Moderne: Oggi è comune trovarli farciti con crema pasticcera, cioccolato, formaggio dolce o tè matcha.
Procedimento:
Si prepara una pastella liscia unendo le uova allo zucchero e aggiungendo gradualmente la farina.
Si versano piccole quantità di impasto negli stampi a forma di foglia d’acero.
Si inserisce al centro una pallina di marmellata di azuki.
Si copre con altro impasto e si cuoce fino a ottenere una doratura perfetta.
In Giappone, mangiare un Momiji Manju non è solo una pausa golosa; è un atto di contemplazione. Durante l’autunno è usanza gustarli accompagnati da una tazza di tè verde bollente, mentre si osserva il cambiamento dei colori dei boschi, celebrando quella bellezza effimera che i giapponesi chiamano mono no aware.